Il pettine del gatto
Teste di pesce
nella zona del porto di Pescara
teste di pesce
e sguardi di pescatori.
C'è una casa bassa
con le conchiglie alle finestre
e quadri di mare.
Una lisca di pesce,
direi il resto d'un cefalo,
un lisca di un pesce
pettine del gatto
del vecchio pescatore
della casa delle conchiglie.
E sui pescherecci
vele normanne
raccontano gli amori
di una città che non riconosco.
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Inviato da sortilegio il 13 marzo, 2010 - 21:36
Akim lava la luna nel mare
Akim lava la luna nel mare,
la lava ma non la vuole asciugare,
la lava con acqua salata,
Akim lava la luna.
Poi disegna con il sale,
disegna gli occhi alla luna,
poi una bocca che porta fortuna
e ride, ride la luna di Akim.
Akim porta la luna lontano,
l'appende nel cielo d'Haiti,
perchè c'è una bambina che ha paura,
Akim le porta la luna.
Ora la bambina ha meno paura
Il giocatore di scacchi e la ballerina di Maggio
Guardava sempre la scogliera
mentre passava
il re davanti alla regina
e la sua donna masticava foglie di luna
con il suo costume da ballerina.
E sull'uscio di casa, il gatto
aspettava il suo turno
per entrare,
nel mese di maggio,
con il sole adombrato
da una nuvola bianca.
A volte fumava il sigaro toscano
il giocatore di scacchi
ingialliva i suoi baffi arricciati.
Il gatto con la cipria sul treno d'Aprile
C'è un treno alla stazione di Pescara
e un gatto che si vuole imbarcare,
un gatto con la cipria sugli occhi
e un miagolio di stagione di profumi.
C'è una donna che aspetta un amore
il suo gatto è mascherato da passeggero,
sale con lei mentre un prete starnutisce
ai bagliori di un'allergia dirompente.
Ed io, capostazione senza berretto,
faccio finta di non vedere,
La sedia a dondolo
Tua madre era una donna molto bella,
era sempre lei a raccogliere i miei libri,
a leggere le mie poesie
ad ascoltare i miei discorsi al megafano.
Poi a Novembre,
all'occupazione del palazzo d'inverno
tua madre disse d'amarmi,
a Novembre eravamo anarchici sai?
Portale questi versi,
ora che il freddo le secca le ossa
li metta sulle sue gambe,
mentre pensa a me sulla sedia a dondolo.
Gusci di noce tra le sabbie del Gobi
Sai,
ci sono gusci di noce
nel deserto del Gobi,
si confondono con la sabbia
eppure io riesco a vederli.
Forse per la saliva
che mi regalasti sugli occhi
forse per quel sapore salato
su di me.
Nessuna nuvola in cielo
l'Himalaya le trattiene
e tu incantata che guardavi
le cime.
Passano ancora i cammelli
dove piantammo le tende quel giorno
passano per la via della seta
Emozionanti spasimi sul dorso del drago
I miei sogni
quelli che raggiungo ogni notte
i miei incubi
quelli da cui fuggo ogni notte.
Le sfere luminose
piene d'insetti
che poi
vengono sui tuoi occhi
che poi
t'assalgono come fuggiaschi
un treno.
Di guerre
di perduti amori
di sventurata follia
di incerti futuri
tutti
la notte
m'assalgono.
E allora fuggo
sul dorso del drago
oltre l'oceano
emozionanti spasimi
Difficile reggere la misura del tempo
Così le chiesi
se avesse tempo per me
così le chiesi se volesse
scendere sulla costa
per sentire il sale sul viso.
Tutti i gradini
le sue trecce
e l'alito del tempo
sulle mie gote.
Così le chiesi un bacio
perchè mi ero accorto
che nessuna poesia
poteva renderle ragione.
Lei sfiorò il mio volto
con un sorriso
e sparì
nella nebbia
di un giorno qualunque
Andare a Marzo a ruggire il mare.
Andare alle onde
A Marzo col freddo
A sparare sassi piatti
Per non lasciare rimpianti.
Come leoni arruffati
Che ruggiscono amori
Sapendo poco o nulla
Dei silenzi delle stanze.
Pretini pentiti
In ricreazione senza donne
Mentre in seminario
Le campane suonano Mozart
Respiro piano per non far rumore
Respiro piano
per non far rumore
e sento il vento
nella strada muovere
i rami della betulla.
Sembra che le macchine
viaggino nella bambagia
hanno i rumori attutiti
dal buio.
Respiro piano
mentre stai dormendo
il volto mio riflesso
in questo specchio,
una graffio in basso
di questo specchio,
un graffio in basso
con la lametta
sul bicchiere di vetro.
Respiro piano
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Un cielo a piombo su di me
C'è un cielo a piombo su di me
che pesa tutte le albe che non vedrò
che pesa tutte le vite che ho vissuto
che scombina crisantemi ed orchidee
nel banco del mercato.
E cerchi di capire
di leggere quello che scrivo
e non capisci che è solo piombo fuso
desolazione
nel deserto del sale e degli scheletri.
E vivo
la mia vita sulle punte
manco fossi un ballerino
Il dolce seno di Maria
E' dolce il seno di Maria
dolce come il suo sorriso
lei poco più che bambina
con quel piccolo
che succhia il suo latte.
Non sa chi sia o cosa
non sa perchè nemmeno lei sia sposa
sa che allatta
questo bambino paffutello
e giocondo
e tutto il resto
lo lascia ai suoi strani pensieri.
E la gente dice tante cose
tante di questo bambino
e di un marito troppo vecchio
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Cipolle
Lo sciame
spacca gli occhi
alla notte
succhiando sangue
ai guerrieri della solitudine.
E lego
pezzi di legno
accatastati
abbronzati di fiamme
e filari
d'uva impediscono
il passaggio dei soldati greci.
Cipolle
e campi nudi
e scudi e lance
e moscerini
a frotte
a sciami
al gocciolio
d'acqua sugli ombrelloni
appena chiusi.

Inviato da sortilegio il 3 marzo, 2010 - 14:24
E ora siamo qui, in fila alla cassa.
Da ragazzo ti dicono
che tutto passa in fretta
eppure aspetti d'essere maggiorenne
per dipingere con i colori freddi
un mattino caldo
e poi, il domani
è ieri.
E ora siamo qui
a contare quello che serve
con un carrello pieno
e un addebito da carta di credito
per il prossimo mese
almeno un respiro d'illusione
ci rimane.
E la cassiera
che sorride
mentre un imbecille
Campo d'ortiche
Campo d'ortiche
una molleta dei panni
e un pallone sgonfio.
E su fiume
le donne sulle pietre
a lavare le vesti.
Una canta
e le altre a farle
il coro
mentre lontano
un uomo
si nasconde alla retata.
Fili taglienti
di bordi di latta
e un gambero di fiume
che nuota a ritroso.
Una guerra persa
e un mondo riverso
sul bordo del fiume
mentre nel campo d'ortiche
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Attacco manifesti
Attacco manifesti
sui muri di Parigi
per non morire di noia
per non languire
di inedia al sole.
E mia figlia
scrive poesie
pensando d'essere poeta
fuma spinelli per sentirsi grande
mentre sui viali
atterrano colombi.
Attacco manifesti
sotto la bastiglia
e mi guardano quelli
di ottobre clandestino
con voce da cicale drogate
con le loro minigonne di velluto.
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Il magistrato è nudo
Il magistrato è nudo
dilapidato dal ministro
delle vedovanze.
Intanto sulle mura
di una procura
qualcuno disegna un uccello
senza vergogna.
Il magistrato è nudo
e l'inventore di menzogne
pensa al prossimo spettacolo
nella sua televisione.
Il magistrato è nudo
e lo chiamano pure talebano
mentre un piccione
lascia un bombardamento
al ministro
delle vedovanze.
La spiaggia dei ciliegi a mare
Sotto la collina
dove le capre
raccolgono i sospiri
delle pie donne
illuse da una preghiera;
s'andava a mare
per nuotare
rubando le ciliegie
alla donna del lentigginoso.
Sua figlia
non diceva nulla,
ma lasciava fare,
lei
con le ciliegie alle orecchie
in vanità
rubata.
Così un giorno
la presi per mano
e scendemmo ripido il sentiero
a nuotare tra saraghi e cefali
Questa notte la luna era prigionera del Gran Sasso
Ho visto la luna questa notte
due palmi prima dell'alba
appiccicata come gomma da masticare
alla punta del Gran Sasso.
E la macchina correva
e mio figlio che doveva partire
e la musica
la musica che sparava
un motivo di guanto di guerriero.
E quella luna
grande come non mai
dalla parte opposta alla città ferita
quell'Aquila ingannata
imbrogliata ed offesa
forse
E' questo vento
E' questo vento
che mi scompiglia
quei quattro capelli
che ancora spigolano
il mio cervello.
Questo vento
che ha voce
una voce strana
quasi una nenia
una canzone
il vento.
E porta sabbia
la sabbia della mia spiaggia
ormai legata a filo
con un ponte
che attraversa il fiume
e proietta ombra
d'arco ai pescherecci
lungo il fiume.
Vento
che mi ha sempre fatto pensare
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