blog di Rullianus

IRAK FELICE (Simone e simonia)

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Rullianus

Protagonista di quella partita,
evidenziata da tivù e giornali
fu anche la craxiana Margherita:
la Bonniver, che, in quei luoghi infernali,
rischiò di diventar vecchia rapita.

Scherzi D. 1 / 11 su temi mitologici

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Rullianus

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* Aggiornamento al 18 agosto 2008*
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1

Piacque ad Ulisse superare Aiace

nel conquistarsi l’armi del Pelide.

Aiace n’esce pazzo, poi s’uccide,

ma pure Ulisse sotto terra giace.

2

Agamennone s’era dilettato

a stuprar giovinette belle e arzille:

una ne tolse perfino ad Achille;

ma, poi, finì cornuto e pur mazziato.

3

Si dice che Odisseo fosse sagace

e, in molti casi, si può concordare;

ma in altri, miei signori, mi dispiace:

fu imprudente ed i guai li andò a cercare.

4
(Strambotto toscano)

Ettore valoroso, in quel di Troia,

prima d’esser trafitto dal Pelide,

ne aveva prese, ormai, fino alla noia

da Aiace Telamonio e dal Tidide.

L’un, con un masso, lo lasciò stordito;

l’altro l’aveva quasi rimbambito

con un colpo di lancia sul cimiero;

e l’elmo lo salvò dal cimitero.

5
(Strambotto toscano)

Menelao, al pari del fratello,

fu cornuto in maniera assai pesante;

anche se non fu ucciso dall’amante,

che d’Agamennone fece macello.

PROVOCAZIONE PER UN CERTAME

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Rullianus

In terza rima

(Canto I)

Al termine di questa mia giornata,
non lieve, ma pesante e molto dura,
per le cagnare e il caldo, una boccata
*
intendo respirare d'aria pura
e profumata: vino, donne e canti
che tengano lontana ogni iattura.
*
Vino il Maestro ne offra a tutti quanti
e canti tutti intonino giulivi,
tranne chi emette quei suoni assordanti
*
per i quali ho già usato altri aggettivi.
Donne, indossate le più belle vesti,
e andate incontro, dive, ai vostri divi,
*
che, con debita grazia, lievi e lesti,
le vesti, dopo un epico banchetto,
vi toglieranno, ma per atti onesti.
*
Si sta più freschi nudi dentro il letto,
leggendo un libro o una buona rivista;
al resto penseranno fame e affetto.
*
A colei che di me fece conquista
offro quei tanti "immortali trofei",
che acquisii per "piacer di porli in lista".
*
Ho sconfitto giganti e semidei,
gnomi, draghi, stregoni e sagrestani,
eunuchi bizantini e farisei.
*
L'ho fatto perché tutti questi cani
soltanto con la loro sciocca essenza,
degna dei macellai americani,
*
davano noia alla vostra esistenza,
o imperatrice (così almeno credo);
e se così proprio non fu, pazienza!
*

UNO DEI FURTI DEL SECOLO (Urbino, 1974)

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Rullianus

Vennero sottratte tre opere:
LA MUTA di Raffaello;
LA MADONNA DI SENIGALLIA di Piero della Francesca;
LA FLAGELLAZIONE dello stesso Piero.
Il testo che segue fu composto in occasione della manifestazione per il recupero dei suddetti capolavori.

=================================

I QUADRE D’URBIN
Parte prima

*
Hann sonat el campanon
per l'artrovament di quadre
e, per fnì l'operasion,
manca sol l'arest d'qualch ladre.
Mal concitadin Pedrocchi,
Sostitut Procurator,
ch'è tant temp che non chiud i occhi,
un ringrasiament de cor,
cose pur mal Capitan,
ch'è riuscitt a dimostrè
che, quand è gitt a Milan,
en s'è spers in tel cerchè,
com ha dett qualch spiritos,
comentand du giorne dopp,
forse anca perchè invidios
che Batista conta tropp.
Pens che ognun sia sodisfatt
d'un final brilant e belI;
è content anca el mi gatt,
chè 'n patit de Rafaell.
E' content anca Magnani,
che saria ‘l prim citadin,
ch'ha dett subbit "Da domani
i portam ma Cavalin:
c'è la Chiesa d'San Casian
restaurata de recent,
e po' c'è i mi paesan, "
ch'è na rassa inteligent.
E' più giust che stien malé,
controlati ben o mal,

NON PIÙ AUGUSTO?

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Rullianus

Hanno arrestato Ottaviano Del Turco:
gravi indizi, precisi e concordanti;
quasi prove: bisogna andare avanti,
per giudicare s’è un ghiottone lurco.
Mi spiace, ma così vogliono i codici,
per fatti che non paiono episodici.

Ma è bene ricordare che Ottaviano
uscì indenne da ben altre tempeste,
quando Temi, da Napoli a Milano,
fece cadere coronate teste:
tutte testedicazzo, come noto,
ma che pur oggi chiedono il tuo voto.

Se non c’è la sentenza in giudicato,
si presume la “non colpevolezza”,
fino a quando l’illecito, il reato,
non sia provato nella sua interezza.
Cosa strepita a fare il Cavaliere,
lui che difende le cause più nere?

SACRA FAMIGLIA

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Rullianus

Questi Guzzanti sono sorprendenti.
Il vecchio gracchia per il nuovo duce;
i figli, da estremisti intransigenti,
fanno di tutto per mettersi in luce.
E contro il duce, armati fino ai denti,
usano un’ironia volgare e truce.
Ma la fanciulla, secondo il papà,
“è una leader”, e sempre lo sarà.

SONETTO QUASI UN ARRINGA

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Rullianus

Per l’Egregio Signore Maestro Metro,
ispirato alla Marcia Funebre per il Signor Maestro Contrappunto

***

Dovrò spezzare un altro giavellotto,

o frantumare un intera armeria

per celebrare ancora l’armonia

del bello stile rispetto al "casotto"?

*
Di grazia, usatemi la cortesia

di leggere e ascoltare, sì che edotto

ciascuno sia, dal dottore al bardotto,

in merito a codesta teoria.

*

A tutti quelli che, di fronte al metro,

hanno una reazione (di-1)disprezzo

e gridano, sprezzanti: “Vade retro!”,

*
dico: “Il metro non è solo un attrezzo,

un marchingegno superato e tetro;

e pure oggi non è solo un vezzo”.

*
Lo affermo da un bel pezzo;

e chi vorrebbe metterlo in soffitta

confessa solo la propria sconfitta.

SPQR

AI NOSTRI EROI

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Rullianus

Quanto è carina la santa alleanza
tra i più valenti Poeti italiani,
che hanno tenuto recente adunanza
chiusa e siglata da strette di mani.
Sono perfetti e di buona creanza,
dolci, gentili, corretti ed umani.
Anime e Cuori, invitati speciali,
sono i più rispettati commensali.

-Quanto è ben fatto questo tuo sonetto!
Versi ben strutturati e tanto intensi! -
-Grazie di cuore d’avermelo detto;
ma i tuoi sono prodigi, sono immensi! -
-Ne prendo atto con commosso affetto;
dimmi: “di quel tal verso che ne pensi?” -
- Mi pare forte, moderno, romantico –
(anche se è lungo più d’un transatlantico).

L’intesa, ad ogni modo, tiene bene,
benedetta dal papa Benedetto,
che benedice tante cose oscene;
ed è in arrivo il plauso di Maometto,
perché contrasta, l’intesa, le iene
ed i feroci lupi che l’assetto
di un certo bigotto e melenso
sconvolgono con perfido dissenso.

Ecco gli Orlandi, ecco Le Marfise,
starnazzanti con le tastiere in resta
tutti quanti indossando le divise
della cavalleria nobile e onesta.
Già fissata è la data dell’assise,
che il taglio sancirà di quella testa.
Nonostante queste amorevolezze,

CONFRONTI TALVOLTA DIVERTENTI

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Rullianus

Il certame poetico è una sfida

affascinante quanto un libro giallo:

come il poeta l'avversario irrida

è semplice vedere: guarda e fallo.

Qui porterò dei leggendari esempi

dei più grandi scrittor di tutti i tempi.

INIZIANDO DA MARZIALE, EPIGRAMMISTA PRINCIPE A TUTTI NOTO, NON SI PUO' NON PENSARE A QUESTA FULMINANTE STILETTATA:

"Cur non mitto meos tibi, Pontiliane libellos?

ne mihi tu mittas, Pontiliane, tuos".

(Perché non ti invio i miei versi, Pontiliano?
affinché, Pontiliano, tu non mi spedisca i tuoi).

LIBERA TRADUZIONE

I miei versi perché io non ti mandi,

egregio Pontiliano mi domandi?

Se una risposta più che onesta vuoi,

sappi: detesto ricevere i tuoi.

*
Non voglio qui ripetere notizie

altrove date di scontri feroci;

aggiunsi ad essi tante mie delizie,

quale, se permettete, "genius loci".

Foscolo e Monti, come l'Aretino

sono già qui, preparati a puntino.

Altri combattimenti adesso parmi

giusto citare adoprando quell'armi.

VINCENZO MONTI

Contro Francesco Gianni

"Se sei sartore come sei poeta,
poveri panni e discraziata seta!"

*

ANTONIO FABI

A LUCREZIA NON PATRIZIA ED ARTEMISIA

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Rullianus

Dieci “quartine” compone Lucrezia,
paladina del libero rimare.
Tutte le sbaglia, id est: un’inezia;
non conta nulla se non sa contare.
Di sanguinaccio le sue rime screzia,
per farle “forti”, la bella comare.
Proclama di combatter l’arroganza;
ma quanta spocchia nella sua ignoranza!

Non veleno, biliosa poetessa,
riesci a propinare a chi vorresti:
il tuo è rancore, bella fattoressa,
tu che allo stile pugnalate assesti,
sfruttando il nome d’una principessa
cui non sei degna di baciar le vesti,
ché s’essa fu malevola e omicida,
tu sei il nulla senza la mia guida.

“Col verso affondo l’affilata lama”
(come sempre –lo vedi- ti correggo):
così dovevi scrivere, madama;
tu sei il nulla se non ti proteggo;
è penosa l’ ignobile tua trama:
per te provo vergogna se ti leggo.
Quando un verso, per caso, non è errato,
non ha neppure alcun significato.

Ma c’è Artemisia (insieme alle Vestali),
che sempre ti dirà: “Sei brava Borgia”,
festeggiando, in moderni Lupercali,
in una sottoproletaria orgia,
i tuoi alti livelli intellettuali,
che la Suburra concepisce e forgia.
Ma ciò non basta, somma analfabeta,

UNA PARODIA

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Rullianus

(Sì, la vita è tutta un quiz)
*
Alcune brave maestre ne avevano predisposta una riferita alla scuola, decisamente edulcorata, che, opportunamente emendata, risulta la seguente, che provocò, all'epoca, qualche dissenso.
**
Sì, la scuola è tutta qui;
e noi studiamo e ripassiamo,
perché noi non ci arrendiamo,
ma, alla fine, non capiamo.
Sì, la scuola è tutta qui:
e noi vogliamo le promozioni,
perché alla scuola ci son le lezioni
che fanno bravi gli zucconi.
*
Aspetta e spera,
ché in primavera,
continueremo a sgobbar fino a sera,
così anche per quest'anno noi ripeteremo,
perché il più bravo tra di noi è mezzo scemo.
Aspetta e spera, chè poi si avvera,
lo ripetiamo alla nostra maniera:
siam tutti quanti felici e contenti,
siamo una classe, noi, di deficienti;
e alla conquista del sei partiremo
e tra dieci anni sì! ce la faremo!
*
Scuola italiana, non se ne può più:
anche i Maestri son degli Zulù;
e in ogni classe pensiamo a giocare,
alle vacanze, ai viaggi ai monti e al mare.
Il padre al figlio dice: "Senti un po',
un'impressione è quella che io c'ho;
voi resterete in quinta fino a quando
arriveranno degli asini volando".
*

SATYRICON - Quasi un madrigale (ABABCC cDEDE eFGFGfHH)

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Rullianus

Sia chiaro: non voglio essere cattivo,
ma la satira impone "cattiveria",
solo per divertirsi, valido motivo,
ché, altrimenti, sarebbe una miseria.
Mi sono, tutt’al più, solo difeso,
da qualche marinaio troppo acceso.

Sia chiaro, beninteso:
benché attaccato non mi sono offeso,
di fronte a qualche stupido dispetto:
chi guarda bene, bene s'avvedrà
di come attuale sia un mio vecchio detto:
"Logora l'ironia chi non ce l'ha".

Sia chiaro, in verità:
a chi mi si vuol sfidare in questo campo,
più del fioretto consiglio il randello:
così avrà modo di non darmi scampo,
salvo inciampare in qualche suo budello.
Tutti sanno che il lampo
di Giove e di chi ad esso è equiparato
è più veloce assai del suo boato.

Senza troppa cattiveria, ma attenzione...

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Rullianus

INVITO
O gentili signore, quanto care
ed eleganti siete in ogni aspetto!
Tutto potete voi nobilitare
sia col sembiante, sia con l'intelletto.
Se il mio discorso è strano (così pare),
mi fermerò per non farvi dispetto.
Ma chi vorrà capirne la portata,
reperirmi potrà in sede privata.

LA PIU' SVENTURATA
La bionda Ofelia non vi dice nulla?
Amata da un signor per nulla amletico
che stravede per l'esile fanciulla,
ma deve comportarsi in modo ermetico,
mentre l'odiato zio mal si trastulla.
L'amore è per Amleto un energetico;
la dolce Ofelia è vittima indiretta
di una cospirazione maledetta:
con eccessiva fretta
il vile Claudio e la sciocca consorte
del primo Amleto godono la morte.

SENSI NON VIETATI
“Sfondi, caro, con me una porta aperta”,
dice spesso, assentendo, Childeberta.
Tale assunto non fa nessuna piega:
aperto è l’uscio e lo è il retrobottega.

CRITICA MUSICALE

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Rullianus

Ebbi modo di dire che Giulini,
pensa che sia la musica finita.
Non conosceva, il sommo archimandrita,
quelle musiche dei telefonini,
che squillano in teatro od all'aperto,
talvolta quando è in corso un bel concerto.

ARETINEIDI - INTERMEZZO (Absit iniuria verbis)

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Rullianus

RULLIANUS
Messer Pietro Aretino, perdonate,
se vi pongo ex abrupto una domanda,
mentre vedo pie donne affaccendate
intorno a voi (compresa un’educanda).
Vorrei sapere come giudicate
ciò che dal sito il Web master vi manda,
le operine che a Voi son dedicate:
sottili imitazioni o baggianate?

ARETINO
Rulliano, vecchio incallito furfante!
Era ora che ti facessi vivo;
di rime tue ne ho lette, oramai tante,
forse anche troppe. Ma pungente e vivo
ti trovo (e con me sono Cecco e Dante);
perciò una buona recensione scrivo.
Rilevo solo un veniale peccato:
il tuo linguaggio è ancor troppo educato.

RULLIANUS
Maestro, è vero, ma lo è solo in parte,
giacché all’inizio mi contenni un poco;
ora, però, userò la vostra arte,
e certo n’uscirà un mirabil gioco.
Inoltre, invocherò Venere e Astante
per ottenere ancora maggior fuoco:
in questi tempi di tristezza e magra
non basta più nemmeno un doppio viagra.

ARETINO
Ma che tu dici, figlio, se’ ‘mpazzito?
Dov’è ito lo spirto tuo geniale?
Non serve per lo scettro ben tornito
nessuna porcheria dello speziale.
E’ più efficace, s’è bene condito,
questo nostro talento naturale,

IN PETRA VERITAS

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Rullianus

S'è offeso perché han detto ch'è un "magnaccia",
ossia che pensa solo ai suoi affari;
ci vuole la sua faccia:
lo ammette anche il più dotto dei somari.

EL BECAMORT

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Rullianus

(ovvero l'Impresario di pompe funebri)
Impromptus dialettale
---------------------

"Dio bon, Per la Madonna!
E' posibil che in t'na stmana
en te crepa un vecch, na donna,
qualch fiolacc de sta putana!

I' enn' è ch' voi fè 'l lament
-brontolava ancora Gisio-
mo maché en s'arcoi piò gnent;
en voi mica fnì tl'ospisio!"
***
"Te tocassa pur cla sort
- i ha rispost un ch l'ha semtit,
mentre Gisio en s'era acort_
acsé, almen avresti fnit

d'artconté tutte ste balle,
sa sta storia di guadrin.
E non rompa tant le palle,
ch'el sapem ch'se 'n baiochin!".
***
I rispond Gisio, incasat:
"Pussa via, brutta scvetaccia!
Che t'morisc avelenat!
S' en ste sitt, te romp la faccia!"
***
... Becamort, lascia 'n po' gi;
se i afar te girann mal
te podrè sempre gi a fnì
a fè 'l meddich tl'ospedal!

LA REGINA E LA ROSA

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Rullianus

Ti cantarono Enrico e Anna Bolena,
Rosa; e d’entrambi gustasti il liquore.
Più forte era il secondo, e grande pena
provasti al tramontar di quell’amore.

SCHERZI DI NATURA

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Rullianus

Maroni e Bossi, capi dei leghisti,

odiano a mortre Arabi e Africani.

L'uno sembra Arafat da tutti i piani,

l'altro Gheddafi nei momenti tristi.

Ma di La Russa i tratti ed il colore

son quelli d'una razza superiore.

PASQUINEIDE SECONDA

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Rullianus

Fu quasi degno del predecessore
Papa Innocenzo Decimo Pamphilj,
che, con l'aiuto di Nostro Signore
e con l'intreccio di non pochi fili,
tessuti dal figliolo d'un sartore,
fu uno dei Pontefici più vili.
Governavano Olimpia e Panciroli,
entrambi nobilissimi mariuoli.
E fu così che nacque, con Pasquino,
un detto ancor moderno e birichino:

CHI DICE DONNA DICE PURE DANNO,
CHI DICE FEMMINA, DICE MALANNO.
CHI DICE DONNA OLIMPIA MAICHIALDINA
DICE DONNA MALANNO E GRAN ROVINA. 1)

1) Adattamento a cura di Rulliano