Divagazioni
Conficcata nel muro dei ricordi
è la dolcezza della primavera
ch’ ad ogni suo ritorno fa pensare
a quando giovinezza ti invaghiva
di un ape, un fiore e infine dell’amore.
Basta un profumo oppure degli accordi
su una chitarra nata col suo mito
a smuovere un anelito immortale
che prende a schiaffi il tempo per cantare
ciò che nel cuore non sapeva stare.
Passa clessidra come un carrarmato
La donna non amata.
La donna non amata
se ne va col suo sorriso amaro
come se volesse scusarsi
come se volesse partire
per un viaggio senza meta,
on the road.
Ha gli occhi stanchi eppure
deve camminare sulla strada
che non porta a niente
che la lascia indietro
con l’affanno di chi non ce la fa.
La donna non amata ha un cuore
gonfio che la porta in alto
sempre più su, fino a che
Pensieri per l’8 marzo 2010
Verrà il tempo in cui
non dovremo più
parlare di eguaglianza,
perché ci guarderemo l’un l’altro
sapendo di essere figli
della stessa radice
Donna sempre disuguale,
quel giorno non avrai bisogno
di alimentare il fuoco della tua
vendetta.
Pianto e disamore,
i vostri passi lenti prenderanno
il volo,
quando le trombe di Gerico
sanciranno la fine dell’ingiustizia
Stranieri
Stranieri sono i ricordi
le grandi emozioni
le perle cadute
come grani di rosario,
una ad una fuggite lontano.
Straniero è il profumo
della primavera e delle
ginestre aggrappate
sulla soma di lievi colline.
La piccola luna
assopita su un fianco
è falce smemorata
di desideri sfumati.
Io, nella sera,
sento solo tremare
una lacrima di sale
sull’orlo di ciglia,
vibratile scoglio
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Ma...
La notte mi ispira
mi tiene la mano
mi porta lontano.
mi sento pensare
mi accorgo di me
Nel centro del mondo
io voglio dormire
mi voglio sognare.
Mi devo svegliare
la notte è passata,
fuggita, spirata,
la stella si spegne
candela che piange.
Mi devo vestire
affrettare, girare
all’angolo retto
di un mondo rifatto
disfatto, compatto
Ti devo guardare
e forse riamare
Ecco...
Ecco,
ballano in aria
le frecce che non seppi scagliare.
S’avvitano leggere
sul filo dell’idea che s’aggrappa
alla pietrosa bugia.
Scattano in alto decise
sull’onda dell’odio
mimato.
Cercano direzione
e verso
e motivo d’esistere.
La mente contrasta.
la mano le scaccia
come mosche
tediose,
schifose,
ma loro, si dispongono ad ala
e girando il timone,
s’alzano in formazione
E' l'ora...
E’ l’ora del cielo arrossato
striato di nubi insanguinate
cadono grani di nostalgia
sul mio mondo racchiuso
tra dita troppo strette.
E’ l’ora del buio tra le stelle
che chiama nel suo mistero
di notte profonda.
La solitudine non attecchisce
nelle anime velate dalla luna.
E’ l’ora della luce squillante
delle corse a perdifiato
contro un tempo addossato
alle pareti del cuore.
Nebbia
La nebbia divora occhi che non sanno guardare.
Nasce con le lacrime sfatte di giorni tristi,
le contorce, le frulla, le scalda col fiato,
poi le innalza, dove tutto tace e si specchia.
La nebbia è un vello di fangose emozioni,
da cui muovono fate e dragoni,
sghembi folletti e maghi, quando
i sogni sono finti, e le tenebre alte.
La nebbia è nuvola di altre dimensioni,
E se ti prendo, mi dicesti, amore
ti mangio qui,
sul desco dei minuti
e ti rincorrerò ,
aquila d’infinito,
su quella duna
che si farà clessidra,
dei nostri sospiri
per morire
Ti rapirò i singhiozzi
uno ad uno.
e sul mio grande petto
ti farò dormire.
E se un filo di sole
ti vorrà svegliare,
lo caccerò sull’orlo della luna
perché sei mia,
e tu, senza di me,
non sei nessuna.
Mi contendesti
Solcare la mente in volo
Leggero è il tuo cammino,
sviato verso un sogno.
Nuvole a fiocco solcano l’aria,
la nebbia ti avvolge solo le spalle.
Lieviti dentro alle tue scarpe
pensando di volare, un giorno.
(Il piccolo aereo mi guardò con meraviglia,
quella volta che presi in mano la cloche)
Ti scrolli polvere dagli abiti,
controlli le tue giunture
(quante tarme nei tappeti a volare,

Inviato da rosarosae il 7 febbraio, 2010 - 15:41
Triste e longitudinale
Salto sulla pagina di miele
come canguro troppo molleggiato
come una cavalletta sul grano
come un grillo prima della sera
e mi commuovo delle mie
lacrime cantate
di giorno, di notte, nella sfasatura
del giro dei pianeti
nel vapore del bagno turco
nelle mille laudi a Dio.
Lancio oltre l’ostacolo
tutte le gambe a disposizione
ed accarezzo versi
che vorrei pensare
Tenere cose....
Dammi il ritmo, stasera, ne ho bisogno
tra tanti mattoncini tutti uguali,
sempre allo stesso posto,
sempre in rosso
che guardano compiti l’erba verde
di prati sempre ameni, seppur sghembi
(quel treno mi snervava, così immobile
da lasciare una scia di pensieri più veloci,
come una coda di futuro non vissuto)
Gira la testa, ad allargare il campo
scuoti le ciglia per sentire

Inviato da rosarosae il 29 gennaio, 2010 - 22:35
Senza parole
Spesso mi trovo a contare
le rughe di questo muro
che vorrei perforare
e scappare, scappare
e arrivare da te,
che sei vento e fragore
che sei dolce stagione
tutto ciò che mi preme,
paradiso e prigione
di questo mio cuore.
Verrà ancora il mattino
lasciando un sapore
di vuoto destino
di latte e di miele
di mandorle amare.
Ma tu sai che ci sono
adagiata sul fianco
Una volta...
Mi affaccio a guardare
tutti questi soli stamattina:
ora l’uno ora l’altro
mi invitano ad uscire
a camminare nel parco,
lungo il grande fiume.
Una volta, ci facevano
perfino le case sull’acqua.
Oggi, vedi solo battelli
pieni di turisti sudati.
Mi soffermo spesso a
guardare questa massa
multicolore, che starnazza
e spiumeggia la sua esistenza
nei luoghi del ristoro,

Inviato da rosarosae il 19 gennaio, 2010 - 20:41
Gioco di capodanno
Serpe sospesa su siepe sonora
S’attorcigliò su ramo
Rovente ramato
Rutilante
Quale querula
Questuante quacchera
Pianse procombente pena
Per progenie proliferante proludente
Ogni ossimoro o ossianico
Ostico ossidante
Ossesso
……………………………………………………………………
Non mi coglierà impreparata
La rondine che sta progettando
Il suo viaggio di ritorno.
Mi renderò comitato di accoglienza
Pietre.
Le pietre sanno restare immobili
come maestose querce nel silenzio
che ora le avvolge nella notte.
Ricordano, forse, ben altri giorni,
di coccarde e stendardi
tenuti alti sulle lance quando
i tamburi battevano la lotta e
passi risuonavano tra le arcate.
Ma i muri lasciano sempre un varco
sotto le acute volte della memoria
per chi insegue la strada perduta,

Inviato da rosarosae il 15 gennaio, 2010 - 22:25
Compianto per Haiti
Ad Haiti non sono mai stata.
Dicevo sempre: ci andrò un giorno!
mi piaceva pensarmi
nei mille colori e sorrisi
di una vita migliore.
Ora, tutto è peggiore
oscurato ed estinto, nel mare
di Haiti.
Non potrò più andarci
né ora né mai, perché
la vita passa e spesso
lascia lacrime sul suo cammino.
*
Mafie
Ecco i cocci del nostro
santo cristianesimo:
lavoro, produzione,
affari di cartone e gesso
che crollano sui piedi
dei tanti passanti.
Le cattedrali sono sempre
al posto loro, maestose
potenze dell’arte
e dell’ingegno umano,
ma rimbalzano parole
vuote come le canne
di un organo.
Uomini neri passano
trascinando lo schiavo
che in loro nidifica.
Noi li additiamo con
Pensiero stupendo
Quanti bambini ci stanno a guardare,
impastan le mani di sole e colore
e chiedono coccole da ricordare.
Lunga la strada che abbiamo fatta
che ci porta lontani da quella culla
dove tutte le fate cantano in coro
dolci e leggere come betulla.
Cogliamo al volo quel filo d’oro
che verso le nubi ci porta sicuri
ora salpa la nave dei cantastorie
dei poeti, dei pazzi, dei bucanieri,
Arriva un altr'anno
Tempo gramo e greve
trascini ossa rullanti
sul bordo della vaghezza.
Sentilo questo filo
di vento dal sud
come torbido ci conduce
a dimenticare
quello che non si osa.
Scarrucola la pantomina
della giovinezza
in flash back senza ritorno.
Ridiamo col cuore colmo
di arido senso,
di dissonante tristezza.
Eppure il ritmo non ci
abbandona
saliamo e scendiamo
la vetta della follia
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