blog di Rita Minniti

Me ha bastado encontrarte

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Rita Minniti

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Dalla raccolta "Così vuole il cuore" 2008 

 

Me ha bastado encontrarte
entre las risas del mar
y la alegría del viento
para sentir alejarse
el mal… de mi alma,
para que sanasen heridas
de recuerdos lejanos.
Con tus sueños,
has ahuyentado a las nubes
permitiendo al azul
regresar a su cielo.
Y ahora ya no más cimas infranqueables
dunas peligrosas,
angosturas que dejan sin aliento,
ni ya más el corazón
se siente sofocar en la mordaza.
Me ha bastado encontrarte,
solo encontrarte
para corregir el rumbo
de una vida casi a la deriva,
para que la oscuridad se volviese luz,
para que mi aliento retomara el vuelo.


MI E’ BASTATO INCONTRARTI

****

"Non osar mai dire"

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Rita Minniti

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Se leggi
tra le ferite righe
del tuo cuore,
non osar mai dire
che hai sbagliato
se qualcosa d’incerto
s’è affacciato
alla tua vita,
perché al di là
di ogni errore,
vive la volontà
di credere
che non lo sia…
vive la certezza
che nell’esistenza
del nostro esistere,
qualsiasi
desiderato bene
che diviene “sbaglio”,
è solo un bocciolo
che non ha avuto mai
la gioia di schiudersi!

Dove la luce si è spenta

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Rita Minniti

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Se nel pianto
riuscissi a scorgere
sensazioni
perdute nel silenzio.
 Se sentissi
il fuoco dell’esistenza
parlarmi ancora dei colori,
del profumo evaporato
tra gli inganni,
le debolezze,
il coraggio che non ho avuto.
Se potessi riavvolgere
il film della mia vita
e fermarlo,
dove la luce si è spenta,
e poi riaccenderla
riprendendo il cammino,
forse
ritroverei il senso
perduto tra le ombre.
Ma dov’è la luce?
Dov’è
che s’è spezzato il nastro?
Non vedo che buio,
non trovo più il punto.
Quel film
è andato perso…
l’ha cancellato il tempo!

 

 

Risultanze

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Rita Minniti

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 Da "Parnaso 2005" 

Bruciano sul viso
lacrime
di indecifrabili silenzi,
si stagnano nella gola
parole rotte
dall’incapacità
di capirsi,
gesti che pietrificatesi
in arcane tristezze
non sanno più
esprimersi.
Tutto precipita
nel vuoto
di irragionevoli discorsi
e le risposte
restano racchiuse
nel proprio mutismo.
Risultanze
di una vita vissuta
tanto per viverla
o di una vita che,
alla luce della realtà
chiusa nell’ombra
di una stanca volontà,
non ha più la forza
di sentirsi viva.

 

Di viola... di azzurro ( La costa viola)

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Rita Minniti

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M’inebria
questo scorcio di mare
dai colori del cielo
e di viole.
Frastagliata la costa
veduta dall’alto
esala
stupore d’intenso piacere.
Ricordi d’istanti
e memorie perenni
su onde leggere,
che sembrano fatte di carta
e di polvere.
Lo sguardo si perde lontano,
là dove un traghetto
saluta
la brezza del vento,
che lambisce silente
lo scafo.
Che incanto
il colore del mare,
riflessi
di viola…di azzurro
che quasi
ubriacano i sensi,
mentre armoniosi
si fondono
in un’unica danza.
E si ferma il respiro…
e si perde…

 

 

 

Lentamente

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Rita Minniti

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 Dalla raccolta  "Così vuole il cuore" 2008 

Lentamente...
un ultimo sguardo all’orizzonte
con gli occhi rivolti verso il mare,
là dove i sogni abbracciano
le immagini d’un tempo,
là dove ha avuto un senso
la mia esistenza,
là dove i ricordi
assumono i colori dell’arcobaleno.
Lentamente...
segnata da lacrime
ritorno con la mente
su questa spiaggia,
qui dove è nata la felicità,
qui dove il sole ha baciato i miei passi,
qui dove la volontà ha ucciso le paure.
Lentamente...
mi allontano da forti emozioni
trascinandomi a malincuore
alla vita di sempre,
riprendendo la strada con difficoltà.
Un ultimo sguardo a quei colori
con gli occhi rivolti verso il cielo,
lasciando il mio coraggio al vento
lentamente...
mi allontano da te,
sorda al richiamo struggente
della nostalgia.

Sei l'idea

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Rita Minniti

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  Da "Così vuole il cuore" 2008 

Sei l’idea dell’aria
che disidrata
il nebuloso tormento
di fuggevoli attimi,
impetuosa
presenza del vento
che unisce i silenzi,
travolgente respiro
che dilegua le ombre.
Sei l’idea dell’estasi
inondata di luce
che illumina la mente,
tranquillità di onde
che riposano al sole,
l’idea
di una sinuosità
che si muove leggera
sulle pareti del cuore.
Dirti
che sei l’idea della vita
è forse troppo?
Troppo poco è dirti
che non lo sei!

Respiro pensieri nel vento

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Rita Minniti

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Soffio d’aurora
e di polline
all’ombra
d’una acerba primavera,
appena accennata
dal ritorno d’una rondine
persasi tra le nubi della follia,
io vedo…

 

Fiore consumato
dagli inutili tentativi del tempo,
lascia i suoi petali
essiccarsi nel pianto…

 

Rovente,
l’idea di esserci
e nutrire d’estasi l’amore,
cade nel silenzio…

 

Respiro pensieri nel vento
adesso…
che sulla scia incompresa
dell’indifferenza,
l’esistenza
trattiene immagini d’oblio
e muore… un sogno.

 

 

 

 

I colori della vita

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Rita Minniti

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A volte,
l’immagine della vita
appare ai miei occhi
come stormo
di gabbiani in volo
liberi nell’aureo cielo,
tra l’azzurro
e le nuvole tinte di rosa
di un’audace primavera.
Altre,
come un’alba
che vive il trascorrere
delle ore
tra cangianti colori,
dalle tonalità austere,
per addormentarsi sfinita
tra le fattezze dorate
d’un timido autunno.
Si tuffa, poi, di notte
e si assopisce
abbracciando
l’argenteo manto bianco
dell’inverno.
E ancora,
rinasce nuovamente
un bel mattino,
ai caldi colori
dell’estate
dove,
la mente e il cuore,
voltando pagina
al freddo dei ricordi, 
s’immergono nel suo tepore,
lasciandosi andare
al pregnante fuoco
della vita.

 

Sguardo riflesso

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Rita Minniti

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Ho guardato
i miei occhi
piangere,
riflessi
in uno specchio,
perché
ho voluto
guardare
in faccia
la sofferenza!

Non so se il vento...

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Rita Minniti

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Non so se il vento…
scucirà
l’orlo fragile d’un attimo
sgualcito dal silenzio
o
come intarsio
impreziosirà la mente.
Come goccia di lieve sgomento
rattristare il cielo
o
raggomitolarsi come polvere
in un angolo del cuore
senza stringersi al dolore.
Non so se il vento…
riporterà a casa la sua nuvola,
e nell’abisso della solitudine
terra bagnata
per respirarne il senso.
Non so se…
ritornerà a sera
prima che si spengano le luci
o
se il soffio d’un sorriso
soccomberà all’indifferenza
o
quel che è peggio,
se quel che resterà,
sarà rimpianto.
E allora…
sii la mia notte
quando
il mio giorno sarà finito!

 

 

La notte

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Rita Minniti

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 (1998)

Ho rivolto lo sguardo
alla notte maestosa,
a quel magnifico mantello
che il mondo abbraccia.
E’ un immenso
che m’avvolgerà
nostalgico,
perenne,
fino alla fine dei miei giorni
e di quelli
che d’intorno respirano
nella mia esistenza.
Adoro la notte
dove il mio riposo
vivo
senza stancarmi,
dove il rincorrersi
delle emozioni
si placano
e i pensieri miei,
nelle tenebre amiche,
s’immergono lievi.

 

Il canto di un'anima

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Rita Minniti

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(Dedicata a Litium e alla sua ragazza. Al giorno indimenticabile che ci siamo incontrati e dove, a parlare, è stata solamente l'emozione) Grazie di vero cuore!

 

 E’ la voce
del canto di un’anima
che ascolta il respiro,
mentre un violino
suona quasi spaurito
sulle corde del cuore.

Stupore
s’espande nell’aria.
Nel silenzio
esplode la gioia,
d’emozione ineffabile.
L’anima tace
tra i sospiri del vento.

Riluce armonia
negli occhi
rigati di pianto
per un abbraccio
sentito, sincero.
Perdutamente
il sapore di noi
vola su ali d’immenso
e il cielo…
questo cielo infinito,
sarà il solo a capire
l’esplosione
struggente del cuore!

 

 

 

 

Non ci sei

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Rita Minniti

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Filtra nella stanza
il primo raggio di sole
sulle note di “Al chiaro di luna”.
Le ascolto
e mi rammento di allora...
mentre con ansia t’aspettavo.
Mi chiedo solo adesso
se sia davvero trascorso tanto tempo,
e perché il tempo
ha stroncato i nostri sogni!
Frugo nella mente...
negli angoli più nascosti del mio io
per ritrovare un po’del nostro ieri,
poi avvolgo i miei pensieri nella nebbia
per non soffrire.
Tutto quel che è stato insieme a te
mi corre incontro,
mi bussa piano dentro,
nel buio della notte
durante il giorno,
quando smagliante
m’assale il tuo sorriso,
ma non ci sei... non ci sei più
tra le promesse,
i sogni, le incertezze,
non sei che in quello spazio lì nel cielo
dove il dolore
non fa più rumore!

 

 (a mio marito)

 

 

Dopo di te

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Rita Minniti

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 Dalla raccolta "Così vuole il cuore" 2008

 

Dopo di te l’alba,
non saprà più stupire il mio cielo,
l’autunno non avrà più gli stessi colori,
il vento lo stesso sapore.
La pioggia scivolerà leggera
sui contorni dell’anima,
ma non riuscirà a cancellare
i segni del dolore.
Quella...
che osavo chiamare felicità,
si perderà nei vicoli dell’abitudine.
Dopo di te l’esistenza,
continuerà ad annaspare
in un mare d’inquietudini,
la gioia sarà calpestata dalla mediocrità.
Si anniderà la polvere del passato
sui sentieri della memoria,
ed essa...
non avrà più spazio per i ricordi.
Dopo di te il silenzio non avrà parole,
e le parole non potranno più
parlare al tuo silenzio.
Dopo di te... null’altro.
Dopo di te...
scenderà piano la notte.

Oltre tutto

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Rita Minniti

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Da (Nei vicoli di un'anima 2001) 

Quale tormento
s’annida greve nell’animo mio
ogni ora che passa
nella parvenza
di un’aria incorporea
che nel suo miasma
avvolge me senza via d’uscita?
Quale tacito addio
esprimono gli occhi miei
volti a guardar nel nulla
il trascorrere lento di questo tempo?
Quale speranza o certezza
è viva ancora in questo mondo
subdolo e ingannevole?
Tuttavia… il viver mio
non si piega al vento,
continueranno i pensieri miei
ad esprimersi lievi,
con affanno ad impossessarsi
delle esistenti beltà
che sfuggono sovente ai sensi altrui.
Quali lacrime potranno allora
mai bagnare ancora la mente mia?
Quale altro dolore
più dello stesso dolore
che è celato in me
potrà mai scorrere gelido
nel sangue mio,
se l’Amore…che in me vive
va oltre tutto
e tutto oltrepassa?

Quel che e' in te

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Rita Minniti

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 Da (Nei vicoli di un'anima 2001)

 

Hai mai ascoltato
il respiro leggero del cielo
mentre viene giù la neve
in un dolce silenzio
posandosi sulla terra
dei tuoi passi?
E le stelle
accanto ad una tacita luna
brillare e finire
al risveglio dell’alba?
Hai mai sentito
la fragranza della vita
inebriarti i sensi
sebbene,
distruggono e disperdono
i propri sogni,
gli affanni?
Hai mai guardato
in faccia l’amore
trepidante e sofferente
di un cuore
che il tormento allontana,
che la solitudine annienta?
Ed i miei occhi
bagnati di pianto
struggersi
nel verde degli anni,
li hai mai guardati
vivere e poi morire
per il silenzio beffardo
dell’indifferenza di un sogno?

 

Goccia... a goccia

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Rita Minniti

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Ha rubato
la mia stagione migliore
questo tempo,
che goccia… a goccia
s’è infiltrato
nelle pieghe dell’anima.
Non si è arreso mai,
né mai ha avuto pietà alcuna
di quei segni che incisivi,
si mostrano chiari sul corpo.
Ha inasprito sicure speranze,
arrestandole davanti
a finiti confini,
solleticati solo
da incerti giochi d’amore.
E le lacrime solcano
il continuo, inesorabile,
percorso degli anni.
Arsa è la terra
sulla quale si posano
e non c’è sorgente
perché si disseti quel prato
sul quale rigoglioso
poteva germogliare e crescere
un nuovo fiore.

 

 

Portami via

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Rita Minniti

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  (1995)

Portami via,
al di là di questa
insostenibile leggerezza
che ci circonda
e che tenta in ogni istante
di dividerci.
Fammi sognare con te
grandi distese di prati verdi
dove poter raccogliere
fiori di gioia
e sentire forte
l’odore della felicità.
Portami lassù,
fra quelle nuvole bianche
perché possano proteggerci
dall’invidia del mondo.
Con te per mano,
in un lontano deserto assolato
o sulla cima più alta di un monte
per ritrovare insieme
quegli insostituibili momenti
che qui,
tra la folla
di pensieri incostanti,
fanno a pugni per emergere
ma inutilmente.
Portami dove le lacrime
non potranno più piangere
e il dolore non potrà mai più vivere,
nell’abbraccio di quel silenzio
dove in eterno vivrà,
nella limpidezza di ogni attimo
e di ogni respiro,
il nostro domani.

Mano nella mano

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Rita Minniti

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Mano nella mano
per ritrovare
sul deserto dei miei giorni il sole,
dove nuvole intrise di disprezzo
non possono raggiungerlo.
Per ascoltare l’onda dei sussurri
e piegarsi come canne al vento alle emozioni
che silenziose si celano,
come bravi attori,
dietro un sipario.
Per estirpare dal cuore rovi di brullo sarcasmo,
evitando la china,
superando spigolosi tormenti
e rimanere inflessibili
fino alla fine del viaggio.
Mano nella mano
stringendo forte la presa,
per lasciarsi alle spalle quel tunnel
che ha inghiottito il sorriso,
per difendersi
dalla soffocante presenza di chi,
come mobili sabbie,
aspetta che si finisca col cedere
all’impeto del delirio… della passione.
Per respirare attimo per attimo
il senso di sogni,
che sono rimasti lì ad aspettare
tra il vento e il mare… la risacca.
E quando a sera,
il mio corpo esausto
si piegherà al volere della notte,