Le donne
Ascoltano
le vie del cuore,
le donne,
le ansie e le paure
a rammentare
che un altro giorno è già finito,
dove ogni favola,
ogni storia,
non volge a lieto fine.
Rincorrono
il pulsare delle ore,
quando trepidanti aspettano l’amore
o i figli che ritornano,
mentre il cuore batte forte
a ogni rumore.
Ascoltano
e si ascoltano,
in quel fluire d’ore che sanno di terrore
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Appena dietro l'angolo
Mi ritrovo sola
tra dune di sabbia
e non riesco a percorrerle.
Il vento tace,
il silenzio è ombra.
Sola con la volontà d’esistere
in una solitudine
che vuole intimorirmi.
Accendo una sigaretta,
ascolto musica,
mastico qualcosa,
tanto per non cedere
alla tentazione di cadere.
La paura,
m’aspetta sulla soglia del respiro
e le ore,
si ricoprono di fragilità.

Inviato da Rita Minniti il 28 febbraio, 2010 - 08:14
D'un amore più che infinito
T‘amai d’amore
e d’infinito sembrava
ricoprirsi il cielo,
diviso,
da nuvole incostanti
a negative ombre celate
in una diversità che intimoriva.
E anche tu mi amasti
oh mio Romeo.
Lo stesso amore
che m’inorgoglì
e m’aiutò a reprimere l’insicurezza
celata in fondo al cuore,
mentre scavavo nella mente,
di come lasciar che il vento
mi liberasse da quelle gelide catene
Mentre
Mentre
nascondevi gli occhi
a posizioni di comodo
e ruvide sembianze,
ero ad aspettarti
chiusa
in una goccia d’anima.
Mentre
tutt’intorno ruotava
e non sapevi fermarti,
non riuscivi a capire,
e non t’accorgevi del sole
e di lacrime
che scivolavano stanche.
Mentre
mi sembrava di cadere
nel ricordo caduco d’una sera
e non sentivi,
che mi vestivo di sogni

Inviato da Rita Minniti il 16 febbraio, 2010 - 20:36
Nella mia voce il mare
Sollevati,
in onde che m’inumidiscono
la spontaneità
di scorrevoli pensieri,
inoltratisi nelle tue viscere.
Qui
ad aspettare,
che il vento chieda di parlarti
mentre ignori il suo pianto,
vivimi.
Danzami,
come valchiria in preda alla follia
e in sensuale movimento,
fà scivolare
la tua umida essenza sulla mia.
Muoviti,
sull’ondeggiare di sussurri
In un volo senza tempo
E’ l’alba
che mi ritrova sveglia a pensare
e mi sveste di luna.
Assonnata
mi rimetto in piedi,
ma il silenzio è ancora mio.
E mi vedo ritornare
sui passi annebbiati dalla polvere
di spazi infiniti.
Mi soffoca il respiro,
e lo sento trasportarmi
ad occhi chiusi,
dentro a un sogno.
Mi lascio andare
oltre la verità,
oltre la rabbia dei silenzi
e aspetto di sentirmi aria
Parole inutili
Se si riuscisse
a scindere la verità
tra ciò che veramente nuoce
ai nostri sensi,
frustrazioni che oggi conducono
ad andare indietro nel tempo,
quando era semplicità la vita
e del consumismo,
non si sapeva niente.
Quando
neanche si conosceva
che significato avesse la parola,
mentre la realtà
ci invita a comportarci
come cani randagi
elemosinando punti di vista.
Sarà Primavera
Torno,
dove il vento
m’ha lasciato andare
e mi ritrovo in un inverno,
che brucia ancora di fuoco,
con un libro
aperto sulla stessa pagina.
Guardami,
mi vedrai ridere.
Mi sentirai vivere
d’un’allegria che non conosci,
lasciandomi ascoltare
lo scricchiolio stanco delle foglie,
mentre vanno a finire
su false illusioni morte da tempo.
La nebbia,
scesa a valle s’allontana

Inviato da Rita Minniti il 30 gennaio, 2010 - 13:12
Il mio andare altrove
Ritorni,
con quello sguardo che ferisce,
ma le promesse infinite
d’un tempo
mi scivolano addosso.
Ti guardo,
e di quelle sere
nostalgico è il ricordo,
ma è solo un ricordo.
Non sei che del passato
una briciola di polvere
dispersa nel fango.
Non sei
che pensiero inesistente.
Davanti a me
lo specchio d’un sole riflesso,
ma sbiadito,
cocci in frantumi.
Antiche ombre
Scivolano
antiche ombre,
tra mani
di sogni e di sabbia,
mentre sento
un respiro cercarmi,
nella foschia d’una nebbia
d’istanti mai persi.
E osservo
le ore trascorrere
in una lentezza
che uccide parole
e mi fermo a sentire,
di aride foglie
il battito stanco fermarsi
sui vetri dischiusi
d’una sera qualunque.
Al confine del cielo
Sarà
al confine del cielo
che sognerò di ali per volare
in un limpido arcobaleno
Sarà,
dove io sarò
l’immensità d’un attimo,
e ascolterò
la preghiera del vento
al mio risveglio.
E sarà,
al confine dell’eterno
a raggiungermi l’anima,
di chi
ha da perdere la vita,
ma non l’amore
per l’infinito,
quando
l’alba d’un mattino,
si chiederà di esserci
laddove nasce il vuoto
E si racconta
E si racconta d’un tempo,
di quando
al crepitio d’una fiamma,
accanto a un camino
si sedeva in cerchio
a parlare di fiabe e storie di luci,
che qualcuno
aveva visto in un posto lontano.
E si raccontava
di alberi di Natale vestiti a festa,
visti su logori libri in bianco e nero,
con luci colorate
- così qualcun’altro diceva -
che spiavano chi non aveva
Soffi di stelle
Di luci si rianimano
i vicoli
allo spegnersi del sole.
All’ombra
di solitarie anime gentili
s’affacciano a un cielo plumbeo,
e nella notte sognano
al chiarore d’una sfavillante luna
e di nuvole con occhi grandi,
che piovono allegria,
quando nella realtà triste è il giorno,
e nel cuore s’insidia una dolcezza
che non chiede aiuto.
S’adornano
d’agognate storie,
In una goccia d'acqua
In una goccia d'acqua
c'è l'immensità del cielo
del mare,
basta crederci.
E la malinconia non è eterna se,
nel proprio io,
scavando,
s’avverte la presenza
d’una parte di bellezza
che non ci abbandona mai,
perchè già esistere è meraviglia.
Se nell'anima
s'intravede una luce che ci illumina,
è perchè c'è,
se vogliamo vederla.
Non è piangendoci addosso
Lungo il viale
Mesto è il cammino
lungo il viale
su foglie cadute,
che vanno disperdendosi al vento,
dove appassite e agognanti
ad un sospirato sole,
si rassegnano.
Il pensiero si ferma
sull’inerme sentiero
avvolto in una nebbia
che taglia in due il respiro.
E vago,
tra sospirate immagini
di tinte scolorite da gocce di pioggia,
dipingendo testarda
inebrianti sorrisi e tenue carezze
mentre,
Lacrime di miele
Piove dal sorriso
una goccia di te,
e non tornerà la malinconia,
che s’è dispersa nel vento.
Attraversano i pensieri,
lacrime di miele
e del respiro insonne,
non resta che la traccia,
d’un dipinto sbiadito.
L’inutile scompare nella nebbia
e il viso,
vive nel profumo d’ogni cosa.
E il cielo stanco si ricomporrà
nell’esilio d’un corpo,
che ha rincorso tra i sassi il cuore
Con ali di carta
Fu il cielo ad avvertirmi,
la brezza mi sfiorava il viso
e di quella verità,
resta in gola un grido sordo.
Soffre di mancanza
stasera la mia pena,
mentre ascolto una canzone
e la lontananza,
mi è gelo sulla pelle.
Mi fermo al bivio
d’un silenzio
che taglia in due la vita,
mi guardo attorno e non c’è calore,
non c’è nessun odore più.
Nelle crepe del respiro,
Di quel che e' stato
T’aspetterò
al sorgere d’ogni alba
e mai si stancherà l’idea
d’esserti presenza.
Essermi dolore o amore
poco importa,
se nell’anima,
il suono d’una melodia
mi riporta a pensarti ogni ora
e il vento
d’armonia muove l’aria.
Sarò qui a risollevarti,
a seguirti se vuoi,
domani o in un’altra vita,
contaci pure.
Fosse l’ultimo dei desideri.
L’ultimo dei pensieri
Insiemi di ricordi
Così t’incontro
alla soglia dei miei anni,
quando non ci speravo più di rivederti.
Ma quanta acqua
sotto i ponti che è passata,
quanti ricordi
dietro banchi polverosi.
Se penso che forse
eri tu il mio destino
mi raggomitolo e mastico la rabbia.
E tu mi guardi curioso
tra le ciglia,
mentre dagli occhi
una goccia di rugiada m’appanna il viso
e al buio si nasconde.

Inviato da Rita Minniti il 19 novembre, 2009 - 04:40
14 Novembre
Risento
l’odore di salsedine,
come quel giorno,
e la mente ricompone
il sapore di noi due.
Ricordo
quel timido traghetto,
che silenzioso
scivolava tra la mente e il cielo,
e dei tuoi occhi un po’ sorpresi,
mentre distrattamente
guardavo il mare.
Buffo il tuo viso,
arrossiva di vergogna
su quella smorfia,
e il mio di pianto.
E all’improvviso
il suono d’un violino,





