Musa di aprile
Poi, dietro gli occhi iridescenti
dopo l'amplesso fugge la vita
e la ritrovi in sillabe inargentate
dove stanno gli angeli
e le ragazzine promosse.
Poi a ovest di quel nome
quell'Occidente che è vita
e viatico per essere felici,
tra le cose del figlio la vittoria
Aprile
Viene fiorevole aprile
in linea retta con l'aria delle rondini
e dei gabbiani sulla forza del mare.
Abbiamo attraversato le stagioni
nulla accade a caso tra strenne
e resurrezioni. Venite tutte al tempio
del tempo, ragazzine, venite, venite...
Abbiamo attraversato la barriera
Attesa di marzo
Trasmigrano pensieri politi pari ad onde
a inalvearsi nella mappa albale: sorride il coro
delle vergini tra le colombe in lieto panneggiare;
viene il delta della sera e sta infinitamente
d'inchiostro una fluida materia a dare il giusto
spazio al tempo, alla donna alla città che sbianca
Rondine azzurra
Salite altissime del cielo dove tutto è lontano;
qui sgrondano i salici e gli eucalipti
in volo la rondine azzurra disegna poesie quadri
sculture sul farsi della sera inverata tra i rami
e i diari e le fotografie danno produttivo sudore
Arabeschi di rondine azzurra va e sta con il cielo
Inizio febbraio
Poi la vittoria... La zona più alta dell'albereto
si agglutina al cielo. Volano passeri e allodole
senza peso: vago Occidente di promesse
adesso abbeverati dalla sorgente si dispone
un'aurora sulla città. Venite, venite, dicono
le ragazzine. a chi lo dicono non possiamo
saperlo. Vieni mia stella del mattino...
Fonte duale
Fonte duale del passaggio occidentale
da radure intraviste in sogno
regge un barlume di casa sull'argento
di queste stratificazioni di memoria
il tempo attende la disadorna via serale
fonte duale per bere ferro d'anima
vi aggiungete un fiore d'erba una presenza
Gennaio 2009
Poi, in quell'immagine di Mirta a trasalire
nelle camere della mente, spargi un fioreparola
in quella telefonata a difenderti nella chiostra
privata, e, intanto trasale di Mirta l'angelo
sulle nuove pagine e ci sarà raccolto.
Dice l'angelo che il grano sarà verde ad aprile
A te dovuta
Vedi, Mirta, ad angolo con il balcone
che pare vetro-cattedrale ad ovest della
nebbia di gennaio, abbiamo posto le distanze
ai blocchi di partenza dei mattini,
dove sverna la rondine i gabbiani restano
in teorie a est che pare una trasmigrazione
cosa che non esiste. Ti levo le mimose dai
2009
Vediamo occidentali persone morire
Palestina, Palestina del sangue. Alla
mia generazione senza guerre gli antenati
diedero il viatico, la nonna in tradizione
orale raccontava come salvò suo marito
e suo fratello da Auschwitz e poi
a sessant'anni nel '60 fecero viaggi e si divertirono.
Attesa 2009
Vengono angeli a panneggiare sulle cose
dell'amore un lieve fruscio si quieta
ai blocchi di partenza e Mirta rosavestita
accende un lume lunare con mano tremante
e viene in attesa delle acque di gennaio,
i sogni sanguati. vedi lo stesso è il condominio
di cose sicure la chioma per salire al suo
Camera dell'amore
Poi sparsi per terra gli indumenti
nella camera viene l'amore nel delta
di platino giocano Mirta e Stefano e in men
che non si dica la gioia dà ariosi vocaboli
tra afrore e sudore. Vengono i gabbiani
dal mare sulla camera dicono attenzione
la lama dell'estasi si controlla tra i fiori rari
Serena 2009
Poi, in quella teca del senso dove l'acqua
sorgiva fluisce in estasiarmonia. Poi dove
nei prati inargentati tolto il male spunta un
abete in meraviglia di futuro anteriore sarà
Serena a scogliere il nodo la marina e la marea
del tempo, vedi il porto dissepolto lo
Cometa notturna
Passano gli angeli del nulla si sfida il tempo
la lama del platino buono di cometa illumina
la notte, cometa notturna in quel viatico
del senso apri la porta, Serena, e trovi l'anello
e la collanina con cometa, entri nell'albergo
guarita il tempo ti regala di ninfee una visione
Angeli di Natale
Anche qui è festa, venite, venite, venite, angeli
bambini bambini, ragazzi e ragazzine a popolare
il tempo fiorevole. L'albergo attende la disadorna
via serale: l'albergo si chiama: Natale!!!!!!!!!!
Venite tutti in sincronia fedeli fedeli fedeli
venite oltre il tempo se i gabbiani oggi non dicono nulla.
Avvenire
Tutto resta da compiere sull'onda di uno sguardo
la torcia dà scintille e i fuochi artificiali della Madonna
si sono fatti lumini per affilare in platino le armi del
bene. Non chiedermi, Mirta, se ti voglio so che mi vuoi
bere le nostre voci, telefonate profane. Avvenire che
corre le alberate degli ulivi e ci sarà raccolto.
Serra di novembre
Serra pari a serra: volevo vivere tra le piante,
lei diceva, Serena-Ninfea. Camminare sui
sassi dello stagno, girare per i porti che la nave
porti molti pesci freschi. Venivano le ragazzine
nella brina immaginaria, vendevano ceste di fortuna.
Frutti rari dai sapori vaghi. Venivano le ragazzine:
Erbario nella mente
Foglie di ulivo, aghi di abete, foglie ti betulle
ninfee: a te devo questi colori, Serena, queste sillabe
in verde: è un principio che viene dalle acque
e tutto trascolora. Sono venute le ragazzine ancora
una volta e tu hai 37 anni contati come semi, Serena.
Le ragazzine ridevano con foglie di margherite in mano.
Aria della musa
Vengono vicino al platino di sorgente
il tempo attende la disadorna via serale
vengono in teorie di mirti e pini
abeti e ulivi nel candore di una notte che
s'illumina. Non si sa chi siano.
Belle ragazzine dal paese che non esiste sulla
mappa. E allora in men che non si dica
Attesa di Natale
Attimi, l'attesa della sera precedente che non torna,
o sono i morti negli albereti della mente a venire
dal sale del Maditerraneo insieme a pesci e seppie dell'
inchiostro. Poi nel brivido prealbare conchiglie di memoria
disseminate nelle sabbie del tempo.
Vedi arrivare l'ampleso e la vittoria, tu Mirta,
Silenzio (a Pasolini)
Tetti inargentati sotto la luna
passana di platino rondini e una
radura attenta attende il riposo.
Non ci sono pastori o contadini
in questo chiaroscuro di figuranti
sul bordo della rosa o delle cose.
Solo una sosta amica il silenzio
di chi ci ama accanto. Non chiedermi nulla,




