Pagina principale

Cerca in AltraMusa

Ricerca personalizzata

Email e promemoria

info[chiocciola]altramusa.com

Attenzione: la vecchia email di AltraMusa su gmail.com è stata abbandonata a settembre.

Promemoria per gli iscritti

Clicca qui se non trovi i blog

Clicca qui se non riesci ad accedere in AltraMusa

Se non si riceve il messaggio con la password, è possibile chiedere l'iscrizione scrivendo una email.

Responsabile

Sezione curata da Giuga

Login utente

Poesie San Valentino

Sezione Foto

Utenti in linea

Ci sono attualmente 10 utenti e 29 visitatori collegati.

Iscritti in linea

  • nelvento
  • franco muzzioli
  • armanoush
  • sortilegio
  • Avrin Dren
  • Annysea
  • dianella
  • sortilegio
  • tuttoscorrera
  • sortilegio

Social Networks

Seguici su Facebook Seguici su Twitter Seguici su Friendfeed

blog di Minet

Alla vita

8.5
Media: 8.5 (2 voti)

Nient’altro che opinioni ora da me
Il tempo è maltrattato
In questa valle morta di promesse
Che a dire fiorirà

I diavoli del cuore ormai sanno chi sono
Invano lamentano il maltempo
Di questa guerra muta che sovrasta
L’inferno d’ogni ieri

Chi sono e mai chi ero
Adesso non lo chiedo
Scoprendo la giustizia
Dei sensi sfaticati

scenari come tagli
Malanni e ferie addosso

Rive ancorate

7.5
Media: 7.5 (2 voti)

Guardateli i perdenti;
Le strade come rovi da vincere al pensiero,
Le lame della sera sul guanciale,
L’invernale marginale dei loro corpi esilio
Al cuore che non smette di fiatare

Sono le macerie che regnano pietà
A venderli mortali prima di marcirli
Scordando a valle il sangue dei bambini
Creduto sacra vena un giorno breve istante
Il tempo d’ingrigire

ombre

9
Media: 9 (2 voti)

Al buio l’ombra è niente
L’osservo inesistente
miniera di prigioni
Coraggio servo dentro la sua lama

Al buio scolorisce l’ombra niente
Dimentica l’estate
E le discese scure che allevano deliri
Per alzarla

Offrite la corona, l’oscuro mi risuona
Lodando l’indolore lontano dalle fosse
Dai pianti di settembre
Disposti a fionda boia naturali

E siamo tutti morti

9
Media: 9 (2 voti)

E siamo tutti morti. Le strade sono troppe,
Finiscono sul mare e a morte le coerenze
Non sanno più di noi
Remando le bandiere per la pancia

Ricordo cattedrali se penso addormentata,
Pilastri intonacati dai valori:
Le dure prospettive disposte a rotolare
Le bocche sul cemento
E il vento a ripulire non dà pace

Ora,
I sogni e le occasioni uguali come figli,

Li sento ogni momento

9
Media: 9 (1 voto)

Era la terra dura, lontano l’avvenire;
Le forze intorno ai fianchi premiavano le spose
Sospese sugli altari:
Promesse liberate, grembo a schegge

Era la sete nuda, lontano l’avvenire,
La paga del bisogno morta al rancio
Sfamava la ragione e i sogni dei bambini
Così poco infantili e torce accese a stento
Sul viale dei dannati

Ruvido il ricordo, adesso senza voce

Testo segnalato

A tratti fuggo viva

9
Media: 9 (2 voti)

A tratti fuggo viva, indosso le mie mani,
Lo sguardo mi appartiene, seduce ogni ricordo
E il pianto e il sentimento disegnano perfetti
La terra che non ho

Vorrei una perla d’anima in quel sensore eterno
L’essenza di un mattino fuggito all’orizzonte
Per onorare le favole bruciate
Che ho sparpagliato al vento

È sacra l’amarezza, la guerra che non muore,

Gli ulivi del respiro

8.25
Media: 8.3 (4 voti)

Saremo noi, gli ulivi del respiro
La folla stanca, scampata alle macerie
Del vivere oggigiorno l’inverno del presente
Voltando senza orgoglio la pagina del cuore

Il perdonare saprà vederlo Dio.
La vela guida il vento - padrona lì al suo fianco -
Capovolgendo il mare: questo miscuglio sporco,
D’incomprensioni eterne,
Dal giorno creato sole all’ultimo in destino

Grondaie di serpenti

9
Media: 9 (1 voto)

Lievito misura
Remando il ventre ombrato
Sul bianco dell’istante senza cieli
Disteso a regalare

La favola dipinge
Grondaie di serpenti
A striscia primitiva:
La sillaba del sì senza giurare

la vela fra le labbra è peltro caldo
Scomposto, riflesso,
Ai bordi acquerellato
Destreggia sua la scia
Lento bruciando

Coralli e souvenir d’instabile comparsa

La difesa di Giuda

9
Media: 9 (2 voti)

Io sono nato Giuda e un ramo ha il mio destino.
Cammino benedetto santificando il tempo;
Assolvo remissivo la mia parte
Forgiandomi la pena, scultura universale

Vergogna ai ladri, a chi deturpa i cuori
E ai troni senza gloria d’umiltà
Ché a poco rivendono i padroni
Per riverirne altri sognati inceneriti

Io sono nato Giuda e un ramo è il mio dolore.

Giuda in me

9.33333
Media: 9.3 (3 voti)

A niente è valsa la corda insanguinata /l’umana cecità ancora ti bastona/ scordando a valle il Volto che hai annunciato/baciandolo tre volte santo fiato./Giuda sul fango/ Giuda esiliato/guardale fiero le foglie salvate/così festosamente perdonate/

*

Deliri tempo

9
Media: 9 (2 voti)

La luce sonda l’anima, sbocciata gruccia lenta
Riemerge così lo stato del principio
Stringendosi in assolo la coscienza
Nutrita di pensieri accumulati

È il sonno inesistente la lotta più incalzante,
Chiudere gli occhi e lì vedere il mai
Così come un diamante, ancora da intagliare

Prendimi di spalle, inverno sottinteso
Raffredda ogni concetto, la voglia di fuggire,

la follia

9
Media: 9 (2 voti)

È strada provvisoria la follia,
Frappone bene e male cercando l’assoluto
Del cuore come base.
Oppure è Dio che parla, spogliato di poteri
Cercando aiuto dove non c’è forza
Per rendersi loquace nel silenzio.
È strada provvisoria la follia,
Percorso da intagliare come gancio
Per risalire in cima
A scrivere sui muri l’irreale
Del semplice importante.
È strada e compassione la follia

Novembre del Signore

9
Media: 9 (2 voti)

Il gesto perso è la fiamma offerta al vento
Agile speranza nel via andare
Affievolisce arresa le spire del suo grembo
Rigando fiati e tempo, eterna lotta

Soffia anche il sole rubandole i mai cieli
E a tratti, la strazia indebolita
Come un percorso stato
O un legno da murare

Gloria era l’ombra posata dal silenzio.
La sua movenza alata

Il diario di Miriam

9.25
Media: 9.3 (4 voti)

Ho impersonato tutti i miei dati.
Quelli incompleti, finti, per nominarmi assente.
Ho strappato una pagina dal mio diario per cancellare questo momento.
Per renderlo insignificante.
Nessuno saprà mai quanto ho da dire a Dio in questa notte di settembre
ed io dimenticherò prima dell’alba.
Ho paura di morire. Sì, Padre Amore.
Ho paura di perdere il respiro senza avviso.

Sante mezze verità

7.5
Media: 7.5 (2 voti)

Siamo orfani di Dio e citiamo le bontà come bibbie sofferenti
Dove l’ombra traccia il cuore che possiamo
Sino a fare conveniente la morale.
Affidiamo lo sconforto, pianti stanchi,
Le lesioni come spose, madri e figlie,
Poi sprofondano al tramonto

C’è la luce che tormenta, guarda meglio, fruga il bene,
Lo spiraglio che non vedi dietro al sole,
La temuta primavera

La tragedia di Lu

8.5
Media: 8.5 (2 voti)

Mi diletta quel silenzio
Curva in esso, mi socchiudo
Cancellando le impressioni
Come piaghe vegetali

I pensieri accavallati
E l’essenza da scucire
Lentamente inchiostro e bile
Sanno l’eco degli assenti

Misurate con giudizio
Ogni strada sperperata,
Scoprirete pelle e rovi.
Cosa ieri alleggeriva
E accendeva a fiato il sole
Giusto il vero di schiarire

Casualmente

8.5
Media: 8.5 (2 voti)

Vorrei vivere di chi, tralasciando le obiezioni,
Scagionarmi da ogni sorte indefinita
Quasi certa di soffrire la realtà

Confinare dentro al seno un paradiso
Scelto a caso, temporale,
Senza fretta d’abitarlo

Quanti colli morirebbero confusi
Se il ricordo fosse Dio,
Mezzi cuori e poi scadenze
Disegnate finemente estranee al tatto

Noi chi siamo, la prudenza scelta guerra

Testo segnalato

Fra i rami

8.5
Media: 8.5 (2 voti)

Dimora la semplicità fra i rami
Che regnano più foglie.
Il loro dire è attesa oppure divisione
Al pianto delirato, ancora da inventare

Fra i rami c’è l’immenso di un solo grido freddo
E il fiore transitorio mai prega l’inversione
Esonerato al sangue
Inutile ragione

Noi tutti rami appena vantiamo quel confine
Ma il credo spezza il sole
Bruciando leggi e bandi

Quando la vita in veglia era l’ignoto

9
Media: 9 (2 voti)

Abbiamo un vizio informe fra le mani,
Di chi, per chi sarà?
Battiti di pioggia sfatti all’ombra
E regni in preda ai vuoti da regnare
Così, forti incapaci

E lo diciamo ai muri ché siamo lamentosi
Piangendo avanti e dietro
Preghiamo senza altari
L’immane delusione da esibire

Povere le spine
D’inferno indietreggiate
Disperdono ogni goccia al nostro pianto

L'agonia del tempo senza santi

9
Media: 9 (1 voto)

Cerco il preludio del bell’amore avuto.
La sete che ha brindato con il vento
Scaraventando il mare,
La sabbia debellata come sua promessa

Non è per te la costola che lascio
Al mio silenzio appeso.
Per te che preghi invano la domanda
E annaspi le ragioni
Di noi gettati tristemente dadi

Cerco la pelle da perdonare stesa,
Il sesso che concorda mente e fuga

Sezioni del sito

Clicca qui
per scegliere
la sezione
in cui desideri
pubblicare
.

Servizi

Nuovi utenti

  • Anna Paola
  • PAN23
  • Angelo
  • luca samà
  • Avrin Dren

Valid XHTML 1.0 Transitional