Una vela sfreccia nella tempesta
e ancora a chiederti se l’andare
contro sia la misura dell’umano
o la sua dismisura
l’hybris che incanaglisce
precipita nella disperazione
dell’impossibile
e se restare sulla riva
ferma sotto l’ombrello
o dietro la finestra ad aspettare
il sereno che prima o dopo torna
osservando i bagliori nel mattino
che un sole livido non può battezzare
riveli la compiuta appartenenza
a quest’ambigua specie
Alga alla riva
non mi convince
la tua innocenza grigia
senza orizzonti
né sfumature dubbiose
la tua quiete ipocrita
finge indiscriminata accoglienza
offre illusioni di paziente attesa
sotto una vaga pioggia democratica





