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*
Fermo è il fluire dell'eco
triste della notte,
profondo, denso
é il fiume grigio che scorre
accanto a me,
mostra il suo volto
ricamato in uno cantico
di poesia smorta;
guardando in solitudine,
l'orizzonte spruzzato
di colori sbiaditi,
per le ragioni del cuore.
Il vento smuove le nuvole,
il sole appare all'orizzonte...
Tra le mani l'arcobaleno
con tutti i suoi colori.
*
In questo mondo
alieno
dove mi costringo
a stare
mi lascio andare
inchinando il capo.
Greve il pensiero
che cammina,
instancabile
come onda
turbata dal vento,
svela quel che resta di me.
Cercando un faro
nella sua interezza,
veleggio in un mare
burrascoso
senza confini!
*
Guardami notte,
accoglimi ospite del tuo nero
abbraccio,
assorbi le lacrime amare
del sogno finito,
confortami
dal silenzio ovattato
dove si perdono
le false felicità.
Notte affido a te
i sospiri più profondi,
per ritrovare
i miei sogni migliori,
senza sotterfugi
ne inganni,
o non sarà
di questo mondo
il mio risveglio.
*
Canterò sussurrando
canzoni stonate
in balbuzienti note
incastrandole nel reale
per mantener verde
il ricordo
nella fantasia cieca
e sconvolta
di re e regine;
presuntuosa, senza remora!
Maestri di parole sono:
calici di fiele offrono
in cambio dell'anima,
Spezzano lo spirito,
se non acconsenti
al loro vociare,
servetta rimani...
Piccoli ricolmi,
tondi, luttuosi pensieri
rimbalzano come biglie,
nel ritmo del respiro,
adesso quieto
del mio vivere.
Sull' insidioso altare
preme per rinascere
nel sospiro immoto
ubriaco e stordito
di un animo malconcio.
Pentagramma
di un disciolto canto,
lampeggia nell'attimo
vanamente sprecato,
brilla, risuona
sulle briglie sciolte
della fantasia.
Opacizzando il cielo
odo l'impercettibile
rombo che avanza
nell'anima.
*
Passai l'estate
con il naso all'insù,
guardando il cielo
diventai compagna
di viaggio
di una stella cadente,
nell'aria densa della notte,
scambiando frammenti
di quel che restava di noi
e adesso...
Vago sulle dune
di un deserto impazzito
da una tempesta
dopo un terremoto.
Timidi fremiti
si spandono come onde
sulla vita in sospeso,
incollandomi sulle nuvole
e riempiendo i vuoti
del mio cammino,
porto via i sogni che ho salvato
da qualche parte al sicuro,
per preservarli e proteggerli
da chi vuole distruggerli
in albe malinconiche.
*
La sabbia nella clessidra
scorre...
In silenzio aspetto,
sento gli artigli
che ghermiscono
le mie carni lacere
fluttuo nell'aria,
brucia un tatuaggio
dentro l'anima,
i ricordi del passato
entrano prepotenti
a squarciare
lo spirito di un'aquila
in delirio.
Sono distante come l'orizzonte
dal tuo mare
la tristezza mutilata del momento
non è poi cosa nuova!
*
Nell'incanto del tramonto
però si fermò.
*
Vivevo notti all'inferno,
travaglio personale e indotto
brutale autolesionismo.
*
*
Cammino da ore ormai
sperduta nei pensieri,
vedo sulle sponde del lago
il sopravvenuto buio della notte,
la panchina dove trovar riposo
occupata da un vecchio
dalle spalle curve,
guarda il cielo, il lago,
sospira alla notte,
lacrime sul suo viso luccicano,
le vedo brillare da lontano
alla luce fioca del lampione
vorrei scoprire
se vive ancora in lui
un soffio di brezza,
un'emozione futura
qualunque:
quanti ricordi
e sogni segreti avrà?
Sfioro un fiore appassito:
come cera consumata
si scioglie alla brezza.
Il pensiero si perde,
un lieve rumore
di passi sul selciato
un cane contrariato
abbaia!
Ultimamente, guardo
la tua ombra
delinearsi sul muro
annerito dal fumo,
nasce da una crepa
nata dall'intemperia,
solo quella mi rimane!
Un'anima riflessa
che cerca verità vetuste.
Altre braccia si tendono
cercano d'afferrarmi
mi immergo
nella tua ombra
e
m'illudo che dopo
l'ombra ci sei tu!
cerco di toccare
e
trovo il vuoto...
Apro gli occhi
e
tutto tace.
*
Sulle righe di un sogno
che muore
vive un altro nascente
diamante
brilla intensamente
avvinghiato
in un angolo nascosto
alla parete del cuore
effetto commovente
in carezze convincente
consolatorio sentire
profondi flussi
che moltiplicano l'effetto
veritiero senza ombre
di menzogna
sfama i bisogni d'amore
porta a desiderare
di dar tutto
incondizionatamente.
*
E' l'alba
la città avvolta
in un velo
nebbioso...
Che incosciente sono!
Fa freddo.
Cammino e penso...
Vicino ai muri ,
che raccontano
storie di vita
vissuta.
Ogni tanto
una figura solitaria
m'incrocia...
Ho un brivido!
Tardi per capire
il peso
![]()
*
S'ode un grido
nella vallata.
Rabbrividiscono
le fronde degli alberi,
suonate le campane,
il falco è di nuovo a caccia!
Le tortore s'agitano
fanno la guardia ai nidi.
Anche l'aquila trema
per i suoi piccini.
Maestose rupi
dominano il paesaggio
il rapace plana,
attutendo il suo grido
sulla disarmata bestiola,
una lancia, penetra dentro
squarciandole il cuore,
che si ferma dalla paura
inondato di solitudine
zeppo d'arsura.
Morente, lontana
dal suo mondo:
una voragine l'inghiotte.
Ventre di donna
geme nell'ombra
di un caldo abbraccio.
Scroscio d' onda,
intreccio di membra,
di odori e suoni;
nell'attesa struggente
dell'affannoso respiro
sogno acerbo
di nudo di regina,
supplica costante
nella penombra della sera!
Fiamma scoppiettante,
sangue che scorre
nel palpito del cuore,
che m'assorda.
Penetra nel cuore
magica visione,
*
nei suoi deserti mi perdo,
m'immergo nel suo alone
di luce chiara e rosata,
dal mondo meritata.
*
*
In granelli di tristezza
sparsi sul cammino
dell'eterna illusione
di un amore eterno...
Il cuore si spegne
come tramonto
sul mare.
La luna geme
stanotte,
fiacca lo spirito!
Faccio chetare l'urlo
dentro il petto...
Indifferente guardo
il cielo parato a festa
trapuntato
con pezzi
di stelle cadenti...
Tace ogni piccolo
desiderio
ingoiando
il calice amaro
stacco il dolore;
se accarezzo
un pensiero felice
sopra il rumore
del silenzio,
il tempo franerà
nello scirocco.
Sto partorendo
una poesia
piccola creatura
socchiude gli occhi
come rosa bianca
sboccia,
con la rugiada fresca.
Emozione alternata
a sensazioni di gioia
nelle piccole cose.
Raggiante
al sole del mattino,
preziosa rosa
del mio giardino,
castello incantato
delle illusioni sconfitte,
mi sveglia di buon'ora
il suo profumo,
scioglie le attese
e apre le prigioni
sulle dissolte solitudini.
Il dolore ingannatore
ti coglie impreparato,
se abbassi la guardia
ti ritrovi nel suo vortice
complice e amante!
Artefice consapevole,
ti annulli nella sua anima.
Eleva il tuo canto
senza voce.
Riempi, quel foglio bianco,
Lascia che la tua mano
scriva senza pensare,
senza fermarsi,
colma le pause della
tua identità...
Distruggi il pensiero,
annienta il desiderio,
cancella i sogni.
Ah! Se fosse possibile
annullare il tuo mondo!
Timidi occhi
si posano su me,
il cuore si ferma
in un sogno randagio,
mi rifugio nel tuo
attorcigliato abbraccio
e vorrei che l'attimo
si fermasse, adesso che...
Mi regali il tuo sorriso,
attingendo affetto a piene mani,
cresci dentro a dismisura
correndo sulle corde
dell'immaginazione;
scendi nell'anima
a dirmi ti voglio bene!