blog di Lillovocedalsud

D’amor faccio il mio canto infra tal versi

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Lillovocedalsud

D’amor faccio il mio canto infra tal versi,
che dentro nascon me e che non comando,
che se dolci v’appaion, non mio vanto
ma di divine Muse mèli aspersi.

D’amor infra tal versi fò ‘l mio canto,
che intona il cuore mio ai cieli tersi,
che Dio volle sui nostri cuori persi
disporre a guida pel cammino santo.

Faccio il mio canto tra versi d’amore,
che sempre suggerisce versi al canto,
alfin che questo cuor preghi al Signore

in sul cammin di provvidenza il manto
e forza se dolore s’avvicina
di mutare in preghiera ogni mio pianto.

Fuggi mio spirto e grida al firmamento

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Lillovocedalsud

Fuggi mio spirto e grida al firmamento.
Il ciel d’oscuri lumi circondato
non piangerà ne riderà beato
al cuor che soffre pel d’Amor tormento.

E se, animo, dal ciel sarai ammaliato
al brivido indurrà il tuo corpo il vento,
il grano al suo sinuoso ondeggiar lento
e muggierà scrosciando al cuor velato.

Velato da una falsa primavera,
dall’esigenza umana di un Amore
che è vera linfa, ciò in cui più si spera.

Se fuori batte il vento, dentro è il cuore
a rendere me inerme all’Infinito
ch’è dentro me, ma che cercavo fuore.

Intimo vuoto

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Lillovocedalsud

Candida falce in cielo,

a te canto solingo,

d’oscuri versi il baglior tuo dipingo.

Aita me: la sera

dona sua aurora alla mia primavera.

Non duole a me, né piace

desiderar la pace

sanza saziar desìo

di questo cuor che vuol raggiunger Dio.

________________________

Madrigale di settenari ed endecasillabi secondo il modello abBcCddeE (lettere minuscole=settenario; lettere maiuscole=endecasillabo).

Buona lettura

Sulla prima egloga delle Bucoliche

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Lillovocedalsud

Titiro
Dal mio riposo mi sveglio estasiato,
tra verdi fronde ed un canto campestre.
Canto la vita con zufolo agreste,
canto perché sono stato già amato.

Melibe
Titiro, tu come trovi il sereno
all’ombra seduto d’un largo faggio?
Io preparandomi al triste viaggio
stendo il mio manto di lacrime pieno.

Titiro
Melibe, Colui che storia ‘spettava
fecesi umano per nostra Salvezza,
molto ha sofferto con grave amarezza
per dare all’uomo ciò ver’ cui anelava.

Melibe
Pastore Titiro, ti è fatto il dono
di veder natura come creato,
per me la natura è l’arma del fato;
solo rimango ed infelice sono.

Ma spiega se puoi, o pastore beato,
cosa ti porta a vedere il reale
con sguardo rispetto al mio non uguale,
con quella gioia che io ho abbandonato.

Titiro
Dal giorno in cui mi si dette il respiro
rauco il mio pianto ha investito la terra,
“pace non trovo, et non ò da far guerra”,
tal verso descrive ciò che sentivo.

Poi quella Gloria cui ˇ ho già accennato
vennemi incontro nella solitudo.
Venne abbracciato il cor povero e ignudo,
Que’ che è Vero Amor mi venne annunciato.

Ma dimmi, o Melibe, che stai così affranto,

Bosco di primavera

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Lillovocedalsud

Scappa, mio cuore
vaga nel bosco in attesa.
All'ombra del verde
berrai la dolce fonte,
zampillo di vita.
Dal folto dei rami
un raggio gentil
carezzar ti potrà.
Quel sol che v'è nell'alto
ti verrà dinnanzi a cantar le viole;
e danzerà con te la primavera.
Alcuna insidia o fiera
non verrà a perturbar la quiete tua
sotto quel cielo, sapore di infinito.

Respiro nebbia

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Lillovocedalsud

Nebbia, che invadi il campo,
respiro la tua chiara sfumatura
ch'asconde ‘l color verde di Natura.

Assaporo, o nebbia, il dolce manto,
e sento dentro me lo tuo candore
e sento dentro me il tuo triste pianto.

S’avvolve il tuo baglior, candida nube,
al cuor, povero imago trasparente
dell'IO labile e perso in quel biancore.

Il Sol trafigge il nembo poi ad oriente,
colpendo appieno il parvo mio sembiante,
la nebbia stringo in man, non resta niente.

Rimango chiuso in me, pien di domande.

Il Giullare

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Lillovocedalsud

“O giovani, o vecchi, o branchi di bestie,
Mix il giullare la gioia vi canta,
qualsiasi giornata, misera o santa,
allieto coi campanelli e le feste.”

Sempre quest’inno s’aspettava la corte.
Il re, prode guerriero nella storia e nei quadri, si confonderebbe, tolta la corona, ai porci che ogni giorno fa scannare dalle cucine.
La regina, con più grazia, lancia tiepidi colpi d’occhio ad un cortigiano, amante segreto, il quale accoglie benevolo e gentilmente ricambia quel dolce sguardo che conosce a fondo.
Quest’inno sempre è ripetuto, in quella stanza, da una buffa figura assai pimpante, che corre, ride, salta, e tra i suoi balzi scherza e burleggia i costumi del tempo.
L’irriverente e sadico tipetto non si smentisce alquanto con le beffe, anzi si mostra innovativo e audace con battute che, in fondo, son le stesse.
E infilza e inforca e sputa tanti insulti, che alcuno dei presenti può resistere alla risata. Anzi se ci si sente interpellati dalla burla, non si fa in tempo a prendersi di rabbia, sì è rapido il succedersi della scena.
Appresso al momento comico segue quella ora in cui la nobiltà riprende il mestier che già l’aspetta.

Inno alla Vita

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Lillovocedalsud

Caritas vitam movet.

Come il padre per amore dei figli

con sudor miete i rigogliosi gigli

colorati di sole;

così pel sofferente

innamorato del Dono divino,

conscio, omai, del triste suo destino,

lotta il male, morente.

L’amor di vita è forte,

la luce fioca illuminalmi il viso

svelando un inaspettato sorriso

al morbo ed alla morte.

Corrosa dal dolore

l’alma mia s’irraggia ancor d’immenso

sperando in Cristo, per cui tutto ha un senso,

sperando nel suo Amore.

L’Amor muove la vita,

di fronte a Lui non basta l’amarezza

per fermare il cammin ver’ la Purezza

che volge omai in salita.

Il Ciel tende la mano:

di sciogliere le vele il tempo è giunto,

abbandonando il corpo omai consunto,

questo mondo profano.

___________________

Dedicata a mia nonna, venuta a mancare a Gennaio a causa di un grave tumore al polmone che in poco tempo l'ha uccisa.

Il componimento è una alternanza di settenari ed endecasillabi e si compone di tre strofe secondo la rima aBBacDDc dove le lettere maiuscole stanno ad indicare l'endecasillabo, le minuscole il settenario.

Amor, cammino al Vero

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Lillovocedalsud

Il contadino semina e raccoglie
in tempi scelti dall’Alto Destino,
così sboccia l’Amore nel divino
tempo, l’umane superando voglie.

E quell’Amore che fe’ il cor sincero,
al maturar mostra sì grandi frutti
ch’annoverar non puote l’uomo tutti,
ne dire in versi ciò che in corpo fero.

L’Amor sincero al Ver conduce l’uomo,
s’alza al cielo lo ‘nnamorato core,
s’avvolge l’aria sua d’un dolce suono.

Amor paesaggio del Divin Pittore,
Amor verace guida pel cammino
che porta l’uomo verso ‘l Salvatore.
____________

Il quarto verso contiene un iperbato: "superando l'umane voglie".
E' un sonetto di endecasillabi.

Si spande il mio grido fra le campagne

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Lillovocedalsud

Si spande il mio grido fra le campagne,
risuona sonoro nell’erta selva,
vibra nell’acqua, lo sente la belva,
e si conduce in cima alle montagne.

S’apre tra fronde uno squarcio di cielo,
voce del vento par canto di luna
che risplende in questa serata bruna
avvolgendola col pacato velo.

Rauco il mio grido si volve al levante,
e mentre il silenzio il core m’assale
confondo il mio pianto a rugiada di piante.

E mentre la luna in cielo ancor sale
Il mio cuor cerca, giovane amante,
di scalare’l ciel, volando senz’ale.
________________

Sonetto nato come interpretazione della frase di Walt Whitman "E risuona il mio barbarico YAWP sopra i tetti del mondo" (frase resa famosa anche dal film "L'attimo fuggente")
Lo YAWP sarebbe un urlo, un grido rauco che il cuore dell'autore lancia al mondo.

Haiku

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Lillovocedalsud

Scende il silenzio

su noi. E dopo il nulla

assai intenso.

 

 

Ragà, ecco il mio primo haiku.

Perdonatemi se non mi sono adattato allo stile Haiku, ma non è il mio genere. Questo m'è venuto così... 

Fino alla fine

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Lillovocedalsud

 

 

Pari all’arciere che tende il suo arco

appare a me lo “spirto” Mio “guerriero”

contro un nemico che vincer non spero,

conscio che di frecce è già vuoto il sacco.

 

Mi sento assediato in questo castello

da dove scaglio i miei dardi infuocati;

già circondato da mille soldati

è questo corpo, pesante fardello.

 

Queste mie frecce son tempo che fugge,

queste ferite le grida del cuore,

questa armatura che indosso è l’Amore

che mi difende dal mal che distrugge.

 

Tra tal parole dal sàpor di fuoco

io mi riconosco, milite ignoto.

 

Questo è un sonetto all'inglese (3 quartine ed un distico finale di endecasillabi), volevo sperimentare questa nuova forma di poesia. 

Ciao a tutti....

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Lillovocedalsud

Ciao a tutti, o poeti...

 

Forse mi avete già conosciuto in altri siti, comunque piacere, Lillo!!!!

 

Un saluto a tutti, è un piacere essere tra voi!!!

 

Lillo 

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