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Aspetto la notte
d’alone intrisa
l’aspetto nel buio
di piume dorate…
d’umane fattezze
il respiro rapprende….
..
e trema la carne
negli occhi confusi
e muore la terra
nel muto sperare…
..
arriva il sospiro
del certo ma ignoto…
arriva con veste...
sapiente ed amica.
Monsieur de Lapalisse
Se qui non piove
ci sarà bel tempo
e sotto l’ombrellone
andrò per l’ombra
Inizierà la notte
dopo il giorno
ma accenderem candele
con la fiamma
Dimmi qual è il color
del bianco giglio
e il numer delle sette meraviglie
In cambio ti dirò la mia scoperta:
se ti sto accanto
non ti sto lontana.
Madame mia cara
lei pone
domande a me bizzarre
Baleno’
l’idea di spargersi
d’appiattirsi quatto al tempo
lasciandosi concupire dall’oblio
.
Eretico
fu l’indomito mio esistere
nei lascivi momenti d’estasi
come anche bizzarro risulto’
il pensiero di me
.
Rimasi quindi stupito
dall’intenzione che silente
strisciava nei meandri
della lucida mente
senza un apparente perche’
senza un volto da mostrare
.
Al guizzo della carne
raccolsi quel che di me
restava dopo notte balorda..
presi posa plastica
di fotogrammi pallidi
per scrivere su istanti
di film rivisti a noia.
Dischiude l’alba
dalle tue labbra
e l’umida luce
carezza le gote...
ed io affamato
di questi riflessi
sospendo
il mio tempo
nell’unica via.
.
Ad ogni risveglio
delle corolle
ad ogni sbocciare
d’eterna stagione
m’arride il palpare
di fresca rugiada
che scorre
che incava
che ama
sui letti di foglie.
.
Un soffio del sole
scompiglia….
un canto del vento
Arriva come bisbiglio
il triste canto del tiglio
corrugato e con il cipiglio
di una madre senza figlio.
.
Allora ti rigiri nel giaciglio
ti aggrappi ad ogni appiglio
affondi lamento ed artiglio
riponi nel tuo nascondiglio
una lacrima ed uno sbadiglio.
.
Caro amico oramai non mi meraviglio
di stare seduto da solo al naviglio
come un povero vecchio coniglio
Menti imbavagliate
di uomini curvilinei
in cerca di silenzi
puntiformi…
..
nessuna alternativa
agli sguardi centripeti…
nessuna chances
alla introiezione
di singolarita’
multidimensionali….
..
Fratture temporali
di immote ciclicita’
espandono.
Assorto
in un affogato d’ozio
rimiro l’orizzonte sbieco
e all’infinita china del sole
sorseggio un infuso di me.
.
Ronzano moleste
punteggiature d’uccelli
nel blu’ di una flaccida
eppur satolla giornata.
.
Odo starnazzare in lontananza
e al teatrale tedio ammicco
con consumato mestiere.
.
Chiudo la cronaca di una noia
annunciata…. dignitosamente….
Era la notte dei giocolieri...
e tu esibivi sorrisi equilibristi
sospesi nel vuoto degli occhi.
Sul trapezio del cielo
volteggiavo imbelle
sopra fiotte di applausi smunti...
la luna ruzzolava
pateticamente nel buio delle quinte
ed il cilindro magico non tubava piu’...
.
era la notte dei giocolieri…….
era la notte dell’ultimo spettacolo.
Prestami
quel sorriso assassino
o il tuo lobo squillo
oggi la citta’ e’ aperta.
Accompagnami nel tour delle fogne
nel bioparco dei deficenti…
una giornata memorabile mi attende..
tra avanzi di vite sciatte
e tacchi a spillo rifatti.
Asfaltami tutto, imprecami ti prego
vivo nascosto tra mille sosia
e dell’angolo barbone me ne fotto.
Attendo la sera dei lampioni
E’ Natale nel Sahel....
nevica fitta la sabbia
e tra i rami secchi
brillano enormi
gli occhi disperati.
.
E’ Natale nel Sahel
e sulla cima delle dune
siedono le opulente stelle
del lontano occidente.
.
E’ Natale....
e gli inni di gloria
sfumano nei cieli
affamati del Sahel.
Ode al tempo vissuto tra
un tango argentino
ed una rosa tra le labbra
quando avvinghiato
alle gambe nervose
abbracciavo le ore
in un lampo de fuego..
Ode al sussurro del “te amo”
che fiero cavalca
la sconfinata Pampa ..
Ode al risveglio tra i liberi venti
di un amore argentino….
di un amore fatto
di terra e di donna.
Ti chiesi rubami l’anima..
.
titubante avvicinasti
.
la mano al mio cuore...
.
ardito il battito si tuffo’..
.
in Te.
Non parlero’
al vento
questa notte….
..
lo lascero’ sbattere
tra mute pareti
e quando
schizzi di silenzio
ritorneranno
levero’ l'eco
della coscienza.
..
Non ascoltero’
il vento
questa notte…
..
spalanchero’ l’anima
al grido dell’universo
e quando
sprazzi di luce
arriveranno
cantero’ di me stesso.
Se l’arido scorrere
lambisse nefasto
e l’ombra mia giacesse
immobile sulle acque
non bramerei luce
se non fioca...
..
nel blu’ smorto
dei cieli assonnati
navigherei sogni
perenni....
lontani nei giorni…
vicini nei cuori.
Accendo la cucina
a nuovo giorno…
sul tavolo trovo
sole raffermo
luna ammuffita
stelle da lavare
e briciole d’amore
da spazzare.
Amnesia
di un giorno....
di un giorno qualsiasi
passato tra i
reconditi profumi
di ignote strade
senza un perche’
ne' un dove
da ricercare…
amnesia di volti
sconosciuti
di anime fluttuanti
di vette appiattite
dall’ecumenico
amare…
..
Amnesia
del mio ultimo giorno
di quello che oggi
vivo non sapendo
di vivere fino in fondo.
Xijing quel giorno incontro’ il Maestro sulla cima della collina. “Non aver timore avvicinati” gli disse il grande saggio.“Guarda la sera sta per finire . Gli uomini e le donne rientrano ciascuno con il proprio fardello e uno dopo l’altro s’accendono i lumi nelle loro case.
Il silenzio pian piano si impadronisce di ogni vicolo del villaggio. Il fiume passa accanto sinuoso e calmo e pare non voler intaccare quell’armonia. Guarda Xijing…osserva bene questo spettacolo….dimmi non provi serenita’ nel vedere tutto cio’? ”. Gli rispose Xijing con un velo di tristezza: “ Si sommo Maestro la scena rasserena la mia mente…… ma un dubbio tormenta il mio cuore.” “E quale? “ gli chiese il grande saggio. Xijing: “ penso che fra non molto dovro’ anche io rincasare e rompero’ con i miei passi quel maestoso silenzio per sempre”.

..
Aleggiano i petali…
effondono rimpianti d’essenza....
..
rimembrano farfalle…
librano all’ombra dell’aulenza.
Nei silenzi incollati
.
l’anima sfoca
.
e le sagome del cielo
.
abbozzano bagliori…..
..
allora
.
ti rivolgi al mare
.
che pur silente
.
ascolta nel profondo
.
e risveglia con l’onda.