Non piangere, anima mia
Finiti i frutti estivi
lentamente si spoglia
delle foglie l'albero.
Rimangono i rami,
rinsecchiti braccia.
Si accingono gli uccelli
ad abbandonare il nido.
C' è terra bruciata a ricoprir radici
che hanno ancora sete d'acqua.
Lì, in quel rigoglioso campo
ora è sceso cupo il silenzio.
Dove sono gli amici
che ancor ieri l'altro
all'ombra dei tuoi rami
banchettavano?
Nuovo lamento di Giobbe
Dov'eri quando dagli abissi
invocava la salvezza il naufrago
o quando dalle macerie a Te
si rivolgeva la madre
che tra le braccia stringeva
il corpo senza vita
del figlio appena nato?
Non hai udito le grida dei fanciulli
in balia di adulti senza più morale?
Neppure quello delle donne
calpestate e di botte massacrate?
Dove sei Dio quando,
nella quiete della sera,
Settembre 2009
Folate di vento oltre le nuvole
spingono i pensieri
rendendo inafferrabili i sogni
che si schiantano
contro il muro del pianto
Ed è brina che si sbriciola
tra le mani sterili.
Cinerea polvere che scorre
ostruendo le vene
all'imbrunire del giorno
Mare nostrum
Non può il mio mare
essere una bara
Nè le sue acque
colorarsi rosso-sangue
Nè il suon dell'onda
può essere attutito
da grida di dolore,
dal pianto del bambino
dall'urlo del fuggiasco.
Nel Mare Nostrum
solcato da lussuose navi
si stagliano nitide
le vele all'orizzonte
saltan i delfini sull'onde .
Vi trovano dimora le sirene
tra coralli e stelle marine.
Invoco il diluvio
Risplende il sole indifferente
al pianto della gente per le strade
che urla il suo disagio esistenziale
alle orecchie del padrone strafottente.
Costruisce Noé la sua nuova barca.
Sodoma e Gomorra verranno perdonati
ora che di misfatti ancor maggiori
nell'era moderna la terra si macchia?
Invoco il Diluvio a lavare il sangue
dagli innocenti ingiustamente versato,
Cercami
Non cercarmi nei meriggi assolati
per le strade assonnate dal caldo
quando ,dietro le persiane abbassate,
c'è chi sfugge alla calura, riposando.
Cercami nell'ora in cui la notte,
gravida, spalanca le braccia,
affossa i pensieri, e tra le doglie
partorisce i sogni più veritieri

Inviato da Korus il 24 agosto, 2009 - 19:14
Ti ho odiato mamma
Magma incandescente saliva
incontrollata la rabbia:
e ti odiavo, mamma!
Poi, ogni volta, nel mio
angosciante dolore,
morivo e resuscitavo.
Infilavo i miei peccati
dentro il tuo sacco, gravando
il tuo già stanco passo.
Quindi trafiggevo il cuore
per uccidere il demone
che mi bruciava l'anima.
Vagavo novello Giuda in cerca di pace
per sedare il rimorso. Tu incurante
Tanka III
D'ali possenti
con il viso angelico
carezza anima.
Figlio
In me vivevi, con me respiravi.
La mia aria era la tua aria.
Il tuo battito all’unisono
col mio ritmava il tempo.
Ti cibavi
crescevi
ti fortificavi
Scalciavi
Giocavi
Dormivi
Dentro me
Ti coccolavo...
Ti cullavo...
Ti parlavo...
Con quel linguaggio muto
che va da cuore a cuore
che solo tu udivi...
Gelsomini nel plenilunio
Ancor tramonta all'orizzonte il sole
inabissandosi nel mare.
E s'alza lento dagli scogli il canto
ammaliatore delle mermaid.
Mi avvolge la notte dipingendo
di cobalto ogni cosa. Sfuma,
in contorni indefiniti di blu,
la terra che lenta s'acquieta.
Ed è solo silenzio. Il silenzio io
e quell'ipnotico brillìo
che ti spoglia e sei niente
al cospetto di un munifico Dio.
Piccola goccia
Sempre ritorno al mare
Odo il suo richiamo
Ad esso
oppormi non so
Non posso
Ipnotizzata
ne subisco il fascino
AMANTE
AMATA...
Placide onde
mi cullano
Limpide acque
cancellano i segni
di cicatrici nuove
Eppur vecchie...
Oblio del corpo
senza gravità...
Oblio della mente
senza pensieri...
Egli è il mio Tutto
Da Oggetto a Soggetto ovvero: la Rivincita
Il mio ideale d'uomo
è alto e snello
col bacino stretto
ed ampio torace.
Muscoli possenti
e sodi,
in ogni appendice
Pelle abbronzata
che non teme
il sole
Ricordando Saffo
Di nuovo Eros
che spezza le membra
mi sconvolge,
dolceamara,
invincibile creatura¹
e tornano ricordi sopiti
di letti disfatti
di corpi sfiniti.
Rinasce a nuova vita
il desiderio,
in un brivido sensuale
ri-percorre
la mia pelle.
Abbandono la ragione
nell'anticamera
dei sensi
e ti cerco
amore
mio sopito,
e ti offro
sfacciata
il frutto mio proibito
E poi da morta
E poi da morta seppellitemi
in alto. In quel piccolo cimitero
di sabbia accanto a mio padre
con la vista immensa del mare.
Accanto a lui che nella morte
mi sia restituita - ultimo gesto
di generosa offerta da parte della vita -
la presenza che mi è stata negata.
Con la vista sul mare per tornare
a guardarlo in sua compagnia
come accadeva da bambina
così non temerò la solitudine.

Inviato da Korus il 1 agosto, 2009 - 12:22
Futuro semplice senza chimere
Innalzerò cattedrali dalle guglie
dorate sulla cima del cielo:
Scintillanti abbaglieranno il sole
Frantumerò il muro del suono
con l'eco delle mie parole
penetrando in ogni anfratto
delle rocce della terra, del mare.
Forgerò coralli e ne farò ghirlande
per adornare la testa degli amanti.
Ruberò all'acqua il segreto della goccia
per farne diadema per la fronte del poeta
Immagina
Immagina la mia testa
rotolare giù sfracellandosi
con gran tonfo ai tuoi piedi:
e si squarciano le ossa
Come spermatozoi i pensieri
guizzano disorientati tra la folla
che si affretta a raccoglierli
prima che si sparpaglino.
Di cosa hanno paura?
Che male fanno?
Sono sterili e fragili creature
che non trovando il loro
habitat naturale pian
Dammi la mano
Se d'improvviso le mie idee
mi succhiassero il cervello.
Se io uscissi fuori di senno
Benderanno il mio corpo
con la camicia di forza o
m'imbottiranno di sedativi
condannandomi a vivere
la vita di un vegetale?
Ahimé quanto incerta è
questa vita mortale!
Basta poco per ridurci
un vecchio colabrodo.
Fili di nero fumo i pensieri
si alzano lenti nella notte
Ouroborus
Spalanca le sue fauci la vita
risucchiandoti prima che tu
possa fuggire via. Mai sazia...
Sono una cloaca le sue viscere
in perenne fermentazione:
ingurgita, mastica, ingoia, riassorbe
in un ciclo eterno di non estinzione.

Inviato da Korus il 26 luglio, 2009 - 11:12
Il mentitore (ovvero sulla poetica o arte della poesia - di quale argomento deve trattare il poeta)
Nel mio mondo onirico
sfuggo la miseria
di una vita grama priva
di affetti e gratificazioni.
Sogno di Eros focoso e raffinato.
Succhiando al seno della notte
mi nutro di parole inudite
che nessuno mai mi espresse.
Afferro le stelle e mi specchio
nella luna. Nuoto sulla linea
dell'orizzonte coi delfini
cavalcando la grande onda.
Perché mi condanni
con l'epiteto di bugiardo?




