La poesia di Mario Lunetta

La poesia di Mario Lunetta
Toast I
Ho fatto un brindisi, l'altra sera, stretto
nel cerchio tiepido di questa vostra amicizia
di resina di bronzo di parole, e l'ho recitato, credo,
con la dovuta enfasi ironica, nella positura giusta,
con voce adeguatamente impostata,
guardando negli occhi te, Luigi, e te, Judith,
e Nan, after all.
C'erano tutte le premesse per scivolare
nel lirico, nel metaforico grossier: e suppongo
di averle sviluppate con affettuosa , meticolosa volgarità,
proprio come il faut nelle improvvisazioni un po' bevute,
sul filo di certe eccitazioni che la correttezza galatea
(e il fair play galeotto)
Vietano di ricordare, in prosa o in poesia.
Tu, Luigi, l'hai replicato, quel mio brindisi,
all'altro capo della tavola, - con
giustamente aberrante consequenzialità:
pertinentissima ouverture ai successivi coup de theatre
che hanno segnato la serata, più tardi, in casa
e fuori: Stage. Wings. Curtain.
Lo rinnovo, il mio brindisi davvero rinnovato
(più vizzo e più allegro),
con lo stesso affetto chiuso in un altro cerchio, affidando-
lo a questa carta intestata Regione Toscana,
poco prima della mia first lecture di Havard,
indossando lo stesso abito da conferenziere ubriaco,
in compagnia del vostro gatto anzianotto, provato
dalla vita: a cui lo estendo, naturally:
(anche per bocca, o becco, del mio perroquet
Lasciato secco sul suo trespolo, in quel di Roma:
(con le sue penne scolorite : in un coma
perenne.
La poesia di Giorgio Bàrberi Squarotti

La poesia di Giorgio Bàrberi Squarotti
Il padre
Stava seduto sulla sedia, il vecchio
col cappello di paglia, bianco l’abito
ben stirato, appena un lieve rossore sulla fronte
sudata, alto sopra il campo del tennis
e diceva a bassa voce i punteggi, per Alberto
o per Riccardo o per quel ragazzo
con i capelli fulvi, che sbagliava
troppo, chiaramente fuori allenamento:
alzò la bella testa bianca, fece
un sorriso infinitamente triste:
La poesia di Nelo Risi
La poesia di Nelo Risi
Pensieri elementari
In tanto spreco di respiro umano
in tanti mattoni per gli ultimi piani
in tanta neve spazzata ogni tanto e con tutta la merce
portata dai camion nelle notti di gelo
gli uomini dentro, resistono bene.
Lavorano dietro i tavoli su sedie di paglia
o affondati in poltrone, hanno anche un orario
qualcosa di caldo per colazione e magari
la macchina poi che li riporti a casa.
Tutti hanno un letto. Sono due modi però
di lavorare nella stessa città.
La poesia di Michele Sovente

La poesia di Michele Sovente
Scorre
Scorre dall’intransigenza
la segreta voglia
contro i simulacri nottambuli
di vedere e di vivere
e di sperare e di guadagnare
nel segno della finzione
sulla soglia dell’abbandono.
Porosa felicità invisibile
ferma nella fragile luce
come e quando si potrà sfuggire
al turbinio delle armi ?
La poesia di Franca Maria Catri
La poesia di Franca Maria Catri
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Sbarre
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Fossanche notte
a orientamenti obliqui d'aria
la nebbia sale si gonfia
come un cavallo bianco in corsa
ombra di sbarre si arrende
alla trappola del vento
grida giallo il limone
copre ostinati ricordi
il segreto della viola
nei suoi limiti quieti
farfalla triste sorridi
oltre i cancelli e altrove
intermittenti cenni di rami –
forse domani
non morirà nessuno.
Antonietta Dell'Arte

La poesia di Antonietta Dell’Arte
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Ti presento
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Ti presento in un paniere i miei ricordi
uno per uno quelli che non dissi
a suo tempo non fu il mio volto a stupirlo
non fui diana armata né venere splendente
furono i miei versi di gelato a scaldarlo
ardimentosi al pistacchio
da leccarsi le dita e i colori
dunque nulla di lui mi giunge
e nulla posso dargli.
La poesia di Maria Attanasio

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La poesia di Maria Attanasio
Sentivo ogni giorno
Sentivo ogni giorno un indice destro
digitarmi ma non riuscii a decifrare
il tocco a spirale che accese
la dialettica dell'onda e del veliero
le ombre degli alberi contro il cielo di notte.
Fu sete guerra nucleo radioattivo
passando come un rumore d'acqua persa
tra gli strati di buio e di chiarore
la forma oscura che mi orme accanto
- ferita riscattata dalla storia. Un virus
risalì i circuiti cancellò la schermata.
La poesia di Alda Merini

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La poesia di Alda Merini
Nozze romane
Sì, questa sarà la nostra casa,
oggi arrivo a capirlo:
ma tu, uomo gaudente, chi sei ?
Ti misuro: una formula eterna.
Hai assunto un aspetto inesorabile.
Mi scaverai fin dove ho le radici
( non per cercarmi, non per aiutarmi)
tutto scoperchierai che fu nascosto
per ferocia di malsane usanze.
Avrai in potere le mie fondamenta
uomo che mi costringi;
ferirai le mie carni col tuo dente,
t'insedierai al fervore d'un anelito
per soffocarne il senso d'urgenza.
Come una pietra che divide un corso,
un corso d'acqua giovane e irruente,
tu mi vedrai con incoscienza
nelle braccia di un delta doloroso...
La poesia di Felice Piemontese
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La poesia di Felice Piemontese
Entravano nelle case
Entravano nelle case quasi
sempre quando faceva
buio, abbattendo
le porte, svegliando bruscamente
gli abitanti, urlando ordini
incomprensibili, costringendo
tutti i membri di una famiglia
a stare rinchiusi in una
stanza, mentre loro perquisivano
il resto della casa, abbattendo
altre porte, fracassando mobili e altre
proprietà personali. Prima
di andarsene arrestavano quelli
che ritenevano sospetti, gli legavano
i polsi dietro la schiena con
manette flessibili, li incappucciavano
e li portavano via. Spesso
hanno arrestato tutti
i maschi adulti presenti
in una casa, compresi i vecchi,
gli storpi e i malati.
La poesia di Lino Angiuli
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La poesia di Lino Angiuli
Mi faccio un'alba come dico io
sbucando lentamente dalla placenta del sonno
sulle palpebre rimasugli di fiori del vetro
pure il cuore si sveglia e sbadiglia persiane
poi smorza la notte fra il pollice e l'indice
qua e là tra le lenzuola qualche brandello di dio
tirato per capelli dai cavalloni della mente
mi tocco mi gratto per resuscitarmi tutto
un bel ballo con l'acqua che danza tra le mani
sciolgo nel caffè un paio di domande a piacere
sul nome del padre e della madre mentre
la radio grida cambiando l'ordine dei mal-
fattori il risultato del circo non cambia.
La poesia di Nanni Cagnone
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La poesia di Nanni Cagnone
Da: "Doveri dell'esilio"
II
Viene
lungo notte
nuove unghie
la carezza avvenire,
come pettine
in grovigli.
Lascia Corinto,
se le cose
non ti cercano.
A Tebe
avrai piú dolore.
La poesia di Mariella Bettarini
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La poesia di Mariella Bettarini
La vita/la morte
Far deserto dei sensi
________far deserto di se
(in offertorio la piaga)
disimparare amore imperando distacco:
questa (presumo) vita
________questa (credo)
la morte
________ché morte
è imparare distacco
________vita
imparar morte.
La poesia di Milo De Angelis
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La poesia di Milo De Angelis
Non è più dato
Non è più dato. Il pianto che si trasformava
in un ridere impazzito, le notti passate
correndo in Via Crescenzago, inseguendo il neon
di un'edicola. Non è più dato. Non è più nostro
il batticuore di aspettare mezzanotte, aspettarla
finché mezzanotte entra nel suo vero tumulto,
nella frenesia di tutte le ore, di tutte le ore.
Non è più dato. Uno solo è il tempo, una sola
la morte, poche le ossessioni, poche
le notti d'amore, pochi i baci, poche le strade
che portano fuori di noi, poche le poesie.
La poesia di Gianni D'Elia
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La poesia di Gianni D'Elia
E la sera che cade
E la sera che cade, coi tagli di luce
sui cornicioni, le facciate, i tetti italiani,
questo orologio nello spazio, coi crudi
riverberi della buona stagione, dai letti
o dai divani dei soggiorni, dove il sole
si stampa in una grana calda d'arancia
per illudere ancora la fine del giorno
al proprio lampo o allo squillo del mondo
per il flash delle strade, dove danza
la sopravvivente lampada, sull'asfalto
che già s'intiepidisce, più bianco, si strina
e profuma dopo la pioggia come un fiore,
perché si ricorda di una donna bambina
che amava la città più di ogni altra cosa
e non voleva mai andare in vacanza, - rosa
d'asfalto, il padre la chiamava, rosa
del bitume e dell'afrore di scambio, ancora
nella sera che sa di nafta e di binari, come
d'orina e di bolle abbaglianti di fari...
La poesia di Wanda Marasco
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La poesia di Wanda Marasco
La cenere allo sbocco
Fate irrorate, piumette e viole,
ne fate un lume della parola esclusa
che mi teneva in braccio sospesa al cuore?
Slaccia nel sottocielo una maestà del tempo:
è ipersolare inverno la cenere a uno sbocco
di amore che non volevo storto né
chiamare amore del mio sguardo solo.
La poesia di Franco Capasso
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La poesia di Franco Capasso
59
Come spostare un appuntamento
per non partire
era così deserto quel paese
così vicino alla montagna
non aveva avuto mai il coraggio
di lasciarlo
Tutta la vita trascorsa tra quelle
stradine nel verde dei platani
D'autunno era tutto un cadere
di foglie quando i venti
calavano dalla montagna
Ma quel suo sogno finalmente
si avverò: lasciò quel paesino
pieno di chiese per nascondersi
nella città del Pisco sonoro.
La poesia di Attilio Bertolucci
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La poesia di Attilio Bertolucci
In tempi di disimpegno
Non è infrequente per queste
strade familiari – anche se esse
ti hanno portato al di là di n fiume,
o torrente, confine spesso di due provincie,
il passaggio a un'altra riva col sole
in una salute languente –
incontrare dei cippi dedicati a chi uomo o donna anche ragazzo
qui vivente o transitante
venne ucciso perché ribelle ostaggio.
Su marmo pietra o umile laterizio
una lapide ricorda i nomi e il giorno dell'eccidio –
ma tu che passi procedi oltre, t'affretti
punto dal primo freddo e dal tramutarsi
all'orizzonte di rosso in viola
mentre la siepe accoglie arruffata
e misera il ritorno dei passeri
dai seminati in ombra – ormai
indistinti quei cippi dai tumuli
che il cantoniere o il colono
innalzò di ghiaia o terra o letame
nella luce lavorativa d'un giorno senza data.
( da "Viaggio d'inverno" – 1971 )
La poesia di Carlo Betocchi
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La poesia di Carlo Betocchi
Come tutti
Anch'io salii le scale del mio non sapere,
anch'io come te, come l'altro, come molti
non avevo parola che dicesse il possibile
(entro il credibile, entro quel che è da credere,
e non è mio, è di tutti); eppure mi son fatto
così, uno che parla a stormi di versi
affamati di verità, come passeri nel gelo
d'inverno, come tutti i beati poveri, tutti
i santi beati che hanno lasciato se stessi
per trovar l'Altro, il vero, il solo sapiente.
La poesia di Maurizio Cucchi

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La poesia di Maurizio Cucchi
Bosco d'isola
Non sono più nella mia casa,
ma in questa sede ariosa che mi concede tutto,
la sua tranquilla geometria
dà ingresso al chiaro per i corpi
umidi e leggeri sul terrazzo
nelle tracce feriali di una pigra incuria.
Ascolto di qui le voci della piazza,
osservo come un lago il mare che si apre
nel bosco e se c'è vento
una domestica campagna di cicale
che a mezzogiorno protegge i nostri passi
quando il tempo non ha più direzione:
nella pianura totale, deserta,
e nel confine a taglio che si annebbia.
La poesia di Luigi Fontanella

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La poesia di Luigi Fontanella
Si sgretolano
Si sgretolano i vetri del sogno
come spalmata su un pane
s'irradia la verde calma
nuoto nel suo silenzio
caldo sfilato meriggio californiano...
dalla finestra aperta
i fiori d'ibisco tremolano
nell'ombra del giardino, ogni cosa
sbalza dal suo posto, e resta.
Abbandonato in questo
morbido decollo vedo
allontanarsi il libro aperto a me di fronte
senza senso
qui e altrove
ponte di flaccide visioni. Penso.




