blog di Grisby60

Se io dicessi ...

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Grisby60

**************
Ispirazione su due versi della E. Dickinson
**************
“Se io dicessi non aspetterò?
Se io rompessi il carnale cancello e,oltrepassato,fuggissi da te!”
.
Sarei la fuga che non sa accettar le attese
quel correre lontano in giungle sconosciute
tra carni che si cedono come prede al desiderio
carni da vivere nel breve spegnersi di un giorno.
.
Sarei un no da dare in pasto alla mia fretta
a quella furiosa voglia di aver di te ogni respiro
che sanguisuga è compagna ai miei pensieri.
.
Sarei un proiettile che penetra nel cuore
quel colpo che alla vita ogni battito toglie
un attimo a forare il mio vigliacco cedimento.
.
Se io dicessi non aspetterò
togli amor mio ogni catena che chiude quel cancello
e cedi al mio corpo che è fuoco da placare.

Riflessioni

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Grisby60

Sono cosciente
Di poter disporre di questa mia vita
Certezza che non può essermi negata
L'ho cresciuta con me
L'ho vista inchiodata ad un letto
Fragile ed impaurita
Ne ho avvertito l'abbandono ed il ritorno
E' nata ed è morta
Ha avuto giorni disperati
Quando il cammino era ancora indeciso
Inquieta li ha percorsi
Ne ha bevuto le lacrime
Lacrime mai terse
Di un pianto infantile e selvaggio
E si è maturata
Ha gustato il mutare costante delle stagioni
Ha navigato nel mare delle sensazioni
Lasciandosi trasportare contro gli scogli del dolore
Sulle rive sabbiose della gioia
E' stata nel fango più denso
Ne ha assaporato lo squallido gusto
Ed è risorta
Ha avuto amore e passione
Indifferenza e distacco
Si è una vita
E scevro da false visioni
Incondizionato posso disporne
Con il solo timore di vederla finire
E voglio
La sento ruggire nell'animo
Salire sino alle labbra
Fremere
Palpitare in attesa di venirti vicino
Di dare il sorriso al tuo sguardo
Di placare il tuo animo teso
Ti conosce da tanto
Ed è snervata dalla pressione del desiderio
Mi sfugge di mano
E' nei tuoi occhi
In te
Finalmente serena

Temporale estivo

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Grisby60

Vento di burrasca incipiente
s’abbatte furioso e ringhiante,
pavidi si flettono gli alberi
e tremano i rami percossi,
s’addossano brividi alle foglie.
.
In cielo onde di storni impauriti
volano in danza continua,
creano inconsueti effetti
come giochi in un monitor
che si cala nel suo stand bye.
.
Nere s’ammassano le nubi
a formare barriera alla luce
e una mitraglia divina
scarica nastri di gocce
sulla a lungo assetata terra.
.
Nel plumbeo muro d’acqua
che abbevera gli arsi viali
assopiscono i rumori della città
e soltanto il rombo dei tuoni
copre il ruggir della pioggia.
.
Tra le zolle e l’asfalto
nascono fiumi in deriva,
si fanno tra loro impetuosi
e scorrono via arruffando l’acque,
come capelli scossi al vento.
.
E’ furia che madre natura,
sazia di scorie e gonfia di livore,
in breve e tempestoso tempo,
rigetta su se stessa a farsi nuova,
a nettar le colpe degli umani.
.
E s’affiderà di nuovo al sole
per asciugare il piangere a dirotto
che nell’arsura dell’estate
violento le è scoppiato dentro,
pianto per sapersi ormai morente.

Canto ubriaco

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Grisby60

Eccomi qui disperso nel tuo rosso colore
rosso come il sangue che perdo dalle vene
rosso come i tramonti che non so godere
rosso come quel sole che sbiadito vedo.
.
Quanto di me ti sei rapito prendendomi
tra un calice riempito ed uno divorato
io che ho creduto di rinascere bevendoti
io che ho visto nella tua essenza i sogni.
.
T’ho creduto amico nella prima notte
che alla bottiglia ho preso il contenuto
per cederti i dolori ed anche le sventure
che a questa vita incerta facevano corteo.
.
Ne ho vuotate molte collezionando tappi
dando alle mie notti sonni da disperato
portando tra la folla il mio andare storto
lasciando nel viaggiare un vomito fetente.
.
Mi son giocato in rosso timide speranze
perdendo la ragione di un vivere normale
ed il cervello nel vino ho fatto affogare
ed ora questo corpo è pasto per i vermi.

Annamo ar cinema?

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Grisby60

“Amò, ce sta ‘na prima che m’attizza
co’ ‘na buriana de nomi de cartello …
annamocela a vede, eppoi ‘na pizza …
su su, smovete daje, vatte a fà bello.”
.
E te pareva, mo che stavo callo callo,
stravaccato come ‘n papa sur divano
pe’ gustamme ‘na serata da cristiano,
ecchila sortì co’ ‘st’idea da sciacallo.
.
Io ce lo so, toccherà a vede ‘na storia
corma de lacrime, de baci strappacòre,
robba priva d’ogni parpito de gloria
‘ndove pe’ ‘n’ora se ricconta de dolore.
.
Ma Domineddio, creannoce ‘na moje,
nun deve de certo avè penzato ‘n fede
che quella ciavrebbe castigato a vede
sortanto bujaccate stracariche de noia.

Questo amore

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Grisby60

Veste di spuma contro la scogliera
questo amore che non ha ferite
che nei tuoi occhi dipinge la certezza.
.
Sa d’acqua di fonte il tuo respiro
quando le labbra si cedono ad un bacio
attimo di luce a celar ogni ombra.
.
Questo amore che sfonda ogni confine
che del mio corpo sa fare prigionia
camera oscura a sviluppar freschezza.
.
Vive tra cime che squarciano le nubi
ed è l’azzurro a tinteggiar il mio buio
quando l’anima si perde in delusioni.
.
Tua ogni ora che imbianca le mie tempie
e verso la foce conduce questo vivere
lasciando una strada priva di rimpianti.
.
Amore m’ha impresso la tua esistenza
donna che prima di te viveva il nulla
che sei della mia carne il contenuto.

Secolo nuovo

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Grisby60

Intorno alle zolle del mio campo
crescono forti piante di gramigna
sembrano avere gli occhi della furia
e la voce che delira incomprensione.
.
È inutile fatica cercare di estirparle
te le ritrovi intorno ogni mattina
cresciute ancor più toste e vigorose
con un sorriso che non è buongiorno.
.
Io contadino d’arte ormai antica
non so usare il fuoco per fermarle
difendo il mio campo con la fede
ed un concentrato di saggezza.

Er lavavetri

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Grisby60

Nun ce sta giorno ch’ar palo nun te becco,
pronto co’ l’asta ‘n mano e ‘n sorriso sfatto…
te fionni addosso ar vetro, sembri ‘n ratto,
e strusci e aristrusci veloce co’ lo stecco.
.
Doppo aver fatto er conto ‘gni giornata,
scopro che costi più de l’Unico allo stato …
urge ‘na soluzzione tosta e ben mirata
pe’ fa risparmio e dasse ‘na carmata.
.
Mo’ ciò ‘na spazzola, la porto addosso,
e tutti li colori giusti pe’ allucidà le pelli.
Quanno ch’arivo pe’ primo e trovo rosso
.
Esco de botto dall’auto e dico a quelli:
forza regazzi pulitelo ‘sto vetro benedetto
in cambio le scarpe ar monno ve rimetto!

Vecchio

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Grisby60

Chiusa nell’ombra
di idee rafferme,
siti fatiscenti
di fabbriche deserte,
hai la mente
vecchio di giovani anni.
.
Frasi che hanno sapore
di vino fatto aceto,
di scorie d’atomo.
.
Abiti d’euro ricolmi,
di tasche vuote da pensieri
e ideali a scarpe raffinate.
.
Passi accanto sparlottando
e l’odor di lapide sfuma
dai capelli ben curati.
.
Non ti basta il tutto
e corri inutile sul nuovo
ignorando l’altrui bisogni.
.
Hai chiusa nel vuoto
la mente
vecchio di giovani anni.

L'amaro dell'addio

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Grisby60

Contorno a scendere
in una scala che si snoda
tra circoli di voci da smembrare
è l’attimo che fonde i miei pensieri.
.
- Parla l’addio senza aver timore -
.
Simbiosi che si slega
in quel franare fragoroso
di melma smossa in un respiro
è il momento che mi spezza il sogno.
.
- Viaggia l’addio verso un altro giorno-
.
Ed io di te mi piego
in un comprimere ansie
come nova dopo l’implosione
e fuggo nel buio dell’evanescenza.

Ebbrezza

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Grisby60

Sondo la tua anima
con mani da pianista
nella melodia del volto.
.
Mi vesto del tuo corpo,
leggero tra le labbra,
nella valle tra i seni.
.
Sfioro come brezza
l’incavo della vita.
.
Sento il fremito che sale
e il turbinar del sangue
ebbro del tuo respiro.
.
Sinfonia d’amore
è ora il nostro andare.

Perso in un nuovo giorno

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Grisby60

Sommerso nello scorrere delle ore,
fumo distratto una sigaretta.
.
….. ancora una …..
.
Avvolto nella nebbia del mattino
indago i miei pensieri,
rivoli di tempo imbiancati
da età che corre avanti
in giorni legati ad altri.
.
Come oasi nel deserto,
appaiono speranze mai percorse
e desideri già fuggiti.
Sorrisi di donne amate
e letti disfatti da piacere,
pianti per il fuggir di vita,
gioie del nuovo nascere.
.
Dolore e piacere si confondono
nel delta di fiume giunto al mare,
acqua che il sole porterà al cielo
e tornerà alla terra.
.
Che strano giorno ….

Araba fenice

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Grisby60

arabaFenice.gif
.
Volte le ali al nido che ti è tomba
plani sull’illusione delle genti
messaggera di rinascita.
.
Tra aromatici sapori la vita oblii
in fiamme consumata
e dalle ceneri t’involi nuova.
.
Eliopoli t’è casa ancora in sole
e i colori di cui risplendon le tue piume
si danno alla preghiera dei credenti.
.
Lunga la corsa riprendi faticosa
verso quei campi che ti saranno amici
che di te leggenda manterranno.
.
Del rinnovarsi simbolo di fede
dopo cent’anni e cento e cento ancora
voli nei sogni e nell’umana speme.

Sentirsi vivo

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Grisby60

Si staglia tra profili di nubi
questo giorno che vaga furioso
tra un uragano di pioggia di idee
-e mi va di gridarlo-
.
batte in rintocchi al gusto di festa
questo cuore che non ha durezza
spinto a mille dal vigore che freme
-e mi va di ascoltarlo-
.
L’abitare dei ciclamini in inverno
è magia che si nasconde nel naso
a completare il regalo alla vista
-e mi sento in fermento-
.
scende tra l’aria un fiume di gocce
è il respiro che spazza i selciati
e alla terra chiede d’essere alcova
-e mi sento le ali-
.
Sarà anche un giorno nato dall’est
di tempesta e di neve vestito
con il freddo che frusta le vene
-e mi va di abbracciarlo-

'A foto de mi Padre

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Grisby60

Tutte le sere da quella foto
ariposta su la scrivania
me lanci quell’occhiata
ch’er còre mio ariscalla.
.
Sei bello Papà, bello sur serio,
co’ li capelli neri come pece
e le sopraccije che pareno dipinte.
.
Me guardi e li ricordi coreno
a quanno che bastaveno du’ occhiate
pe’ famme strigne lo stommico
ar timore d’esse strijato
pe’ quarche danno combinato.
.
Me guardi e me rinasce ‘n bocca
er sapore de le cioccolate
che me lassavi sopra ar commodino
‘gni sera tornanno dar lavoro.
.
Me guardi e ciarivedo ‘n te
l’occhi puliti e freschi de tu nipote,
quer regazzo che move er passo
co’ la signorilità che tu ciavevi,
quer regazzo mio ch’è nato
ne lo stesso ggiorno diciannove
de quattro mesi doppo che partisti.
.
Me guardi serio dritto drento l’occhi
e io nun posso fa’ antro che soride …
lo so, facevi sempre er burbero,
ma eri er mejo padre der creato.

Imprigionato

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Grisby60

Ora non c’è nell’aria il vuoto
a far da tappo alle divergenze
e come un fiato che s’invola
le parole corrono incrociate
spente.
.
Si spande a macchia scura
il vorticoso andare delle ore
inchiostro a cancellare idee
coprendo in nero ogni colore
finto.
.
S’incolla in gola un pianto
che non percepisce uscita
e colano a gocce di mercurio
percorsi di lacrime involute
urlate.
.
Vita che non conosce sole
lenta si prende la mestizia
confina il senso della gioia
nelle celle d’una prigione
in grigio.

A te

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Grisby60

A te che gioventù
al mio ricordo sei
non diedi amore.
.
Siepi ombrose e folte
e prati in primavera
ci fecero giaciglio
e di passione prendemmo
il niente che ragazzi
credettero essere troppo.
.
A te che palestra
alle mie voglie mai
volli destinarti.
.
Parole un po' confuse
e mani in timidezza
descrissero le ore
che andavano costruendo
due esseri diversi
più disposti al mondo.
.
Venne un tempo nuovo
e ci disperdemmo.
.
In te la convinzione
d'avere morto il cuore
e d'essere del pianto
compagna irrescindibile.
In te l'amarezza
ed arse ancora le labbra
per essersi la sete
placata mai in fondo.
.
Volli un tempo nuovo
e l'abbandonarti
fù padre del sorriso
che ora è tranquillo
padrone del tuo viso.
.
Volli per te la quiete
che mai ha conosciuto
chi poi ho molto amato.

In un albergo di periferia

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Grisby60

Rumore
che avanza al di là della porta,
arriva di nuovo una coppia.
Ne individuo, annoiato, le voglie
nascoste, sempre uguale rimbalza
il passo nei corridoi.
.
Non dovrei essere qui a tramortirmi
nel centro di pensieri commisti,
a frantumarmi nell'erosione mentale
che solitudine impone, a cercare
rifugio al dolore in un letto
ch'è ignoto.
.
La finestra appena socchiusa lascia
filtrare bisbiglii ovattati.
Ho gli occhi posati su un quadro che,
sghembo, deturpa la parete di fronte,
è vivo il soggetto e si spinge all'esterno
di questa stanza che spesso trattiene
umanità banali, comprese nell'essere
amanti assetati.
.
Andiamo,
fuggiamo insieme da questa notte
straniera amico in cornice, domani
ci sarà il vuoto di noi e piangeranno.
Quei pochi che sanno.

Ricordo di un giorno

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Grisby60

Inedita 16/5/1959
*****************************
Scritta a quasi 16 anni, quando la rima mi affascinava molto, e prima di aver letto a fondo le poesie di Ungaretti, Quasimodo, Montale, Prevert, Neruda, etc etc etc.
*****************************
.
Una notte sulla terrazza
guardai verso le stelle,
spettacolo di rara bellezza
nel cielo quelle fiammelle.
.
Ignaro pensai alla vita
dell'uomo nel nulla smarrita,
e subito venne il dolore,
che c'era in fondo al mio cuore?
.
Ora sento la pioggia cadere,
mi sveglio e stupito mi chiedo:
perché non voglio sapere
che, come ogni altro, io credo?
.
Son forse io solo nel mondo
ad avere questo spirito immondo?
Perché nel cuore non viene
un sollievo per queste mie pene?
.
Quest'oggi cos'era capisco
che aperto mi aveva un tal fosso,
ora so che in quel nulla sparisco
e credere io devo, io posso.
.
La natura, talvolta nemica,
mi insegnò, con tanta fatica,
come si possa amare il dolore
se c'è Dio ad ispirare l'amore.

In disperato andare

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Grisby60

Tu che di carta vesti i giorni e li denigri,
quasi che l’ore ti siano punte di freccia,
non oltrepassare la soglia del dirupo,
non troverai cancello ad arrestare il passo;
è una pena cupa ad aver cucito i panni,
a spingere le gambe ad annullar destino
e nelle mani a far nascere morte.
.
Di quel confine non c’è chi sia padrone,
non sarà un colpo al cuore a conquistarlo,
in disperato andare nulla si acquieta
e vita non s’accorge d’essere in stallo,
farne un corteo di pianto è esser folli
pur se in un continuo vomitare guai
si è digerito il sonno ed anche la veglia.
.
Vivere non è abito da smettere a comando
perché foschia è sola ad esser nelle tasche,
ogni minuto nuovo può misurare gioia
anche se adesso non c’è speranza in porto.
Togliersi il sole per un perenne buio
è un romanzo breve a trama indefinita,
protagonista soltanto il pianto di chi t’ama.

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