Nome di quarzo
Ti ho visto nascere vicino al vento,
immerso con le rose nella lettura,
ti ho sentito guardarmi
ho riconosciuto il momento
delle cose invisibili piene di presenza,
in cui senti soffi
e lotte di spade
e mi sono acquietata
per il tuo prato di stelle,
e cospiro ogni dolce attesa
commuovendomi nel sentirti
sospirare, abbracciandoti con gli addii
di questi sensi, con gli abbandoni

Inviato da Gapemotivo il 10 agosto, 2009 - 11:04
E ti vivo col senso dei miei ricordi
E ti vivo col senso dei miei ricordi,
nel guado astuto con la ferocia
della caccia,
con l'anima in panne che calpesta
l'universo, veliero intero in oceani
di grazia. Pian piano prendo l'immenso
lascio impronte e calpestii poetici,
sguardi ipotetici di afoso senso,
reciproci incanti nell'ampia arsura,
un movimento lento dei seni
che cigola e ti incrocia all'angolo
Nella storia che avvolge l'anima
Nella storia
che avvolge l’anima
sei
e manchi
vestito come sempre di velo,
addosso
come spugna
-mi bagna e mi risucchia-
mi cambia,
mi dà regole e equilibri
nuovi di tenerezza
e brivido,
dove non sono assolta,
resto ferma
-nel movimento generale-
nascosta quasi per timore
sotto il Sorriso
con l’orecchio
protetto di cera
io non posso essere
non posso essere
Per i posti della pace
Per i posti della pace
ogni rosa è tua presenza
ogni flusso fantasia
e immagini di voli sopra mari
azzurri e tersi
e velieri in voglia di raccontare
le date tue visioni più belle
(piuma fatata
andirivieni dei sogni)
per il tuo viso morbido ogni tocco lieve
vale una promessa lunga eterno lento
-ti seguirei anche tutta questa notte-
-ti seguire con le domande grandi-
Il filo
Si è scandito il tempo,
dietro una nuvola fumosa
di un tuo respiro,
la guerra.
Mi dici che disegnerai Gesù
con l'alone lasciato
da nostro figlio:
sul vetro selciato
ora cade
la pioggia-
Io spero che non te
Io spero che non te,
ma il tuo sguardo mi conosca:
Delizia incantata: Se passassi per la tua anima
Delizia incantata: Se passassi per la tua anima
Non conoscevo interiorità
prima che mi mostrassi l' anima,
mi facessi esplorare i villaggi
e i boschi incantati,
scartando tra le liane,
le selve in cui sei più forte.
E in quegli anfratti
in cui sei più debole,
io vorrei bagnarmi nuda
come una ninfa,
e poi asciugarmi col tuo sudore
che gocciola tra i miei capelli,
Delizia incantata: “Sei nella mente selvaggia Eros!-Psiche”
Preparati a riposi su petali di girasole,
bisbigli come violini della notte,
per te che non ci sei,
fantasma che t'amo
riconosci questi ricci
per soffocare il ricordo di sempre
i tuoi paragoni a sogni soffusi.
Io ti porto una samba di giochi
maliziosi e fiori indonesiani
pelle nera e disegni sudamericani.
Non cercarmi bella, assaggia
questo frutto semplice, caldo e
fragile: chi sei? Laguna nascosta
in uno scoglio, fragile foglia
d'acanto, mistero ed incanto.
Scultura fragile non cercarmi
nel tuo solito mondo,
Delizia incantata: mitologia di un paradiso estivo
Delizia incantata: mitologia di un paradiso estivo
Nel mio paradiso trovo quello
che non so
quello che desidero contemplare
di segreti
le tue mani su questi tasti,
il ripetersi di una tenera incapacità
nel mio paradiso c'è quello
che non vivo e lo scrivo,
se sto scegliendo l'arte e l'amore
che con la scienza posso darti
flauto. Nel mio paradiso ci sono
anfore di dei, racconti antichi,
miti urgenti come le gioie:
i tuoi sorrisi in sentieri
per cui si perde il nostro cuore.
Musica di veli e cori di panico
spasmo d'immenso
pare pace, amore.
Delizia incantata: Paradiso in trecce di mistero
Nella tua anima ci sono
stanze della suggestione,
atri di vetro di gomma,
divani in seta di eterna delizia,
caramelle di mistero.
Incanto della notte,
meravigliosa sinfonia:
suona, regina dei tramonti.
Tuona. Madre dei rimpianti,
lacrime funeste, selve
perdute, nel cuore
costruito lontano.
Profumo di malva, ancora
non ci sei: paradiso!
Dogma. Lento nei movimenti
in cui devi essere dolce,
bisogno di darti nomi
sconosciuti e ingenui,
Costellazione: Non ripari la colata degli anni acerbi
Non ripari la colata degli anni acerbi,
galleggi lontano dall’alacre sponda, gremita
di nauseabondi motivi labili, smunta in viso
dalla luce spigolosa della memoria,
tagliuzzi con lo sguardo il promontorio scarno
con l’antica torretta aspra, e la vita
in moto sfila nel traffico come un blues,
un collage di riflessi dalla carrozzeria
lucidata, goccioline di fuoco scintillanti
quando si solletica il braciere.
-Selezione audiopoesie-
Punto nero inciso: Estate
Punto nero inciso: Estate
Sulla pelle brucia la tua anima che non respira
ma volteggia tra le barche con magnifici incanti d’oro,
la forza di sorrisi ottantenni, la curiosità di un bimbo indiano,
due gemelle bionde che si spingono ridendo in un tuffo di sole.
Ti specchi argentea e marina nella notte, protetta da un monte
Barchette rovesciate: Quando mi parli della giovinezza
Quando mi parli della giovinezza,
mi dici delle spine di un roseto,
un arcobaleno lieto, un messaggio
a tutti segreto.
Quando innaffi sogni con versi tirati,
capelli sfrangiati, sorrisi muschiati
e mischiati alle inutilità della gente.
Quando mi parli di un sole d'argento,
e una macchia nel vento, che mi
muore dentro, la voglia, di essere,
un fiore di amianto.
Baleno: Allegro ma non troppo.
Musica che veleggi in sogni di melograno,
sprofondami nel sentire lagrimoso
del mondo, amo renderlo un incanto.
Le pareti così son fatte di suono,
un’ alcova di paradiso,
ma non c’è una distesa collina,
dove piantare una crine
Costellazione: Era una sorpresa lo scarico della tua voce
Costellazione: Era una sorpresa lo scarico della tua voce
Era una sorpresa lo scarico della tua voce,
una chimera in un gorgoglio feroce,
una lucciola che scrosciando
in un flusso a spirale, baluginava
e si smorzava in una chiusa tronca,
sfiatando l’ultimo tizzo d’aria.
Il timbro bolliva note acute e basse,
rampate di grida salmastre ed arse,
follando vie disincantate e sparse.
Era quella la tua voce brulla,
il tintinnio del carillon color
dell’ambra, mi lasciava il vuoto
del bimbo senza la mammella.
Costellazione: Non ripari la colata degli anni acerbi
Non ripari la colata degli anni acerbi,
galleggi lontano dall’alacre sponda, gremita
di nauseabondi motivi labili, smunta in viso
dalla luce spigolosa della memoria,
tagliuzzi con lo sguardo il promontorio scarno
con l’antica torretta aspra, e la vita
in moto sfila nel traffico come un blues,
un collage di riflessi dalla carrozzeria
lucidata, goccioline di fuoco scintillanti
quando si solletica il braciere.
Costellazione: (Pre)occupazione
Ti rivedo come un tallo della panca,
un grumo che da una nebulosa apre
un vortice acceso, ancora è il tempo
di fissarti in pena per me, stella nascente,
tenevi stretti pugni d’albicocca, quand’eri un
batuffolo di mondo che annaspava nel lino.
Dimmi che non te ne andrai atono,
balbettando al passo di un gambero ramingo,
non pensi già a quel che non t’acqueta, ma con
sorriso cheto, refrigeri il giovane compleanno.
Ed io temo che tu possa sentirti solo,
come chi aspetta, che il tronco, tagli il sentiero.
Costellazione: Icastico segreto
Amo la parvenza che resta un segreto,
non mi importa della sua lama,
conosco un mistero che passa sopra i
mari, pei sentieri elettivi della mente,
si presenta come uno stritolio neonato
a una maschera intrisa di vento che
ha vita sottile: tutto è una sincope
in un labirinto, un’ascia che cade dal cielo.
La solitudine ha un volto camaleontico,
sfiora con proiettili di cotone e lascia
un’inquietudine spenta, salta e rimbalza
come un grillo strozzato.




