blog di Francesco Paolo

Domenico Modugno

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Francesco Paolo

.
Il 31 gennaio del 1958 veniva presentata sul palcoscenico di San Remo "Nel blu, dipinto di blu", la canzone che avrebbe poi fatto la storia della musica leggera italiana.
Nel suo paese di nascita, Polignano a Mare, un suo ricordo con questa poesia:
____________________________

Poeta non può intonar versi
tanto d'immenso hai colmato
con musica e voce al mondo.
Dagli occhi del cuore
sulle ali del tuo cielo dipinto di blu
scende limpida lacrima ancora
come quando l’ultima volta
qui per sempre
hai scolpito di musica l’amore.
Scendi stanotte su questo palco
portato dal vento
e vivi la tua voce
nell’aria tra vicoli
case e l’onda del mare!
.
Nel silenzio passano dolci
le note alte
e la passione vola calda
al tuo pensiero.
Sei qui, sento
la tua voce e ti porgo la mano.
Mimmo del cuore
per questa tua gente
cantami ancora
quel sogno di un volo
in questa notte infinita d’amore!
.

Ciechi

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Francesco Paolo

.
Stanno all’alba come al tramonto
vivi solo di pensieri
non posano ansia
né coprono il volto
toccano colori
profumi e luci
parlano al giorno
come alle notti
e mutano gli occhi
ma non lo sanno!
.
E noi?
noi vediamo per loro
loro
hanno il dono
di vedere l’anima!
.

Voglio Poesia

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Francesco Paolo

.
Colgo
quel che sfugge
da mani
mai baciate
svelo
da punta a punta
il colore di un filo infinito
ascolto
all’orecchio del muro
le voci di pietra
e poso
le mie parole
sul foglio
di un cielo bianco
chiamato poesia.

La mia terra

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Francesco Paolo

.
Tolgono il respiro
dal velo che m’avvolge
e l’ora si solleva
dal tempo che muore.
.
Portano i cani
la carne alla terra
gestante e vorace di figli e padri
avversa al cielo
specchio affamato
di colori mutati in nero
e di luci spente.
.
Ma dolce per me è la mia terra
porto in ginocchio
il segno dell’eterna sua pace
e dall’unico fiore bianco in dono
l’unione per sempre col cielo!
.
(riproposta)

La mia terra

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Francesco Paolo

.
Tolgono il respiro
dal velo che m’avvolge
e l’ora si solleva
dal tempo che muore.
.
Portano i cani
la carne alla terra
gestante e vorace di figli e padri
avversa al cielo
specchio affamato
di colori mutati in nero
e di luci spente.
.
Ma dolce per me è la mia terra
porto in ginocchio
il segno dell’eterna sua pace
e dall’unico fiore bianco in dono
l’unione per sempre col cielo!

Canti di poesie

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Francesco Paolo

.
L'impervio scosceso
dal piano ai monti
convogliò voci
amoreggiando tessuti di parole.
Con fili d’oro congiunse
contorni all’ascolto del cielo
e musiche ascesero
dolci al vento e alla luce
e mai tramonto
fu così dono
a cuori d’Angeli bianchi
che per poesia
posarono le ali al palco.

Ulivi di Puglia

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Francesco Paolo

.
Rompono rotondeggianti colline
sull’orlo
come figli tristi della terra arsa
ombreggiano angoscianti figure
discendenti sin giù al piano
nell’intensa calura.
Puntano il cielo
a braccia nude contorte
implorano il tempo
l’avvio
a partorir le nuove.

Soliloquio inatteso

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Francesco Paolo

.
Solo nella mia illuminazione ho l’idea dell’unica libertà che godo. Ogni contorno evapora ed ogni disgregazione del pensiero si solleva dagli occhi ed invade anche il vuoto. Nel flusso che m’avvolge fingo d’essere finalmente dove sono: sono dove l’acqua si respira e l’aria vola nel colore del fantastico mistero. Trovo l’orizzonte nella solitudine della mia cavità e l’infinito nel confine che più non sfugge. L’organo del mio corpo non ha più tempo!
.
“Ma sono le mie mani queste? Come possono parlare le mie mani se non hanno pensieri, se non hanno riflessioni, se non hanno l’intelletto? Sono le mie mani queste? Come possono ascoltare, vedere, annuire, toccare ed anche baciare, se non hanno l’udito, gli occhi, la mente?”
.
Dimmi, al pari di uno che come me sente di essere un altro, come posso amare lo scorrere del tempo? Dimmi, se l’amore di un uomo lampeggia e poi diventa pietra, se la fede prima ti sostiene e poi si gela, se anche la poesia scritta dall’Angelo del cielo si legge e poi è rifiuto come canto stonato.
Dimmi, prima che tutto ciò che scorre diventi rosso voluto e succhiato dall’inferno. Dimmi... ma mi ascolti?

Tu sei di me

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Francesco Paolo

.
Tu sei di me la parte nuova che non conosco, sei l’infinito che non posso definire, il contorno e l’interno della mia figura impressa adesso al cielo. Tu sei per me il più pregiato dei miei pensieri. Scelto trai i tanti mille che porto alla luce ogni giorno, è l’unico che resta sveglio anche di notte e m’accompagna in un sonno profondo e calmo. Profumo di garofani rossi sono contorno del mio cuore e petali di rose vermiglio sono le tue parole; quando le ascolto germogliano tutti i giardini del mio essere, quando ti vedo fioriscono e cospargano pollini della tua immagine anche nell’intorno. Sei bella più bella della donna che solo Adamo vide quando aprì veramente i suoi occhi per la prima volta! E come pensi che io possa un giorno scordarti? No, mai….

Se l'infinito

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Francesco Paolo

.
Cade il velo dal volto del cielo
e la mia vista perde l’aurora.
Adesso che più non vago
quali doglie avranno i giorni
se del pianto
già tutti i cuori
hanno vinto la mia sete.
L’attimo sono io lasciato vergine alla morte
non curante del nulla del divenire
ma più prigioniero dell'infinito
che l'esser vivo!

Sogno l’amore

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Francesco Paolo

.
Sogno l’amore dall’ultimo scoglio
ascolto silenzio,
l’alba riposa la luce
come pensiero porta il vento
al pallido cielo sul mare.
Poeta dell’onda è il vento,
dona la sua danza alla riva
come infiniti baci
di Angeli alati
giunti a portar l’amore
alla mia vista.
Sogno l’idea di questo desio
separato come sono
d’essere tra la riva e l’onda
e poi...
svengo se non sogno l’amore.

Vento d’amore inquieto

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Francesco Paolo

.
Confondermi
al vento d’oggi potente
che porta via l’aria
e pensieri
come le barche fortemente
annodate al molo
strappate vanno.
Lamenti
taglia spigoli alti
ed angoli stretti
e gemiti stanno
prigionieri su vetri
all’illusione d’ottenere
spazi dentro:
sono gocce filanti
come anime inquiete!
Guarda il mio cuore
l’agitato ramo
come pazzo
fu alla tua vista
ed ancora
oggi mi copro di vento
a cercarti lontana
come quiete cerca
l’evento.

Tramonto

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Francesco Paolo

.
Lunghe ombre bianche
e pallidi riflessi
lentamente vestono silenziosi velieri
e sagome
di capovolti lampioni spenti.
.
Piccole barche in fila di prua
a prendere alterni ed infiniti movimenti
e gemiti
di funi tese a frenare l’avida onda
sono come anime a frenar la fuga
dal corpo prima del tempo.
.
Ed io ancora
con la faccia bianca
ed i capelli rossi
respiro l’odore del petrolio
e del pescato in quel porto
che tanto a pensar
m’appassiona.

Confine dell'anima

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Francesco Paolo

.
Sempre vado dove bordo
senza mai toccare quell’altra parte
io stesso sono nato
e più non so.
Linea sottile dell’infinita distanza
come porta chiusa al cielo
ma non alla vista dell’anima
che dal nulla resta e più non torna.
Avrò del mio corpo il nulla
del suo corpo stesso
avrò il sangue inscindibile nell’anima
rosso come il respiro del sole sul mondo
avrò voce del mio Dio
unica per me nella volontà del tempo.

sto solo dormendo

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Francesco Paolo

.
Spesso mi ritrovo
con altro nome
incontro le stesse persone
diverse volte in altre vesti
sento di essere scrittore
o forse attore
ricordo persino d’aver
celebrato
ma non m’accorgo
che sto solo dormendo.
.

Vuoto

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Francesco Paolo

**
Porto pensiero
nel ventre delle tue mani
e lascio la mente nel vuoto
sull’uscio del peccato.
Apro
alla maturazione della morte
e m’inganno nella pagina
della mia parola
fatta di grano
e d’erba amara!
**

Incontro

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Francesco Paolo

**
Lenta l’idea s’invola
dolce profumo di miele
libera il vento.
Nell’immenso vano
dell’incanto sentire
l’alba
posa le sue labbra alle parole
e d’amore adorna il giorno.
S’adorna la notte del sogno
e d’ali i pensieri
come gli Angeli al cielo.
**

Nel mio sogno

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Francesco Paolo

Nel mio sogno non c’è pace neppure nei giorni vissuti tra pareti a vetro scuro dove non vedo e non sento le grida del mondo e del tempo che corre. Ma è nella cercata solitudine che nasce la speranza fortemente sentita di un pacato che fuori si realizza e si diffonde. Che questa pace entri nell’animo di tutti! Buon fine settimana, Francesco.

Nel tuo sogno

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Francesco Paolo

.
Nel tuo sogno
partorisco
giorno e notte nuova
trovo nel ventre della tua mente
la mia stessa infinita voglia
e nutro il cielo del tuo volto.
Con il profondo dipinto dell’anima
vesto l’abito dell’Angelo muto
e con te mi unisco
nell’unico velo
della vastità del tempo
per l’infinito nato.

A mia madre

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Francesco Paolo

.
Quando mi tenevi per mano,
nessuno poteva rubarmi,
quando mi sollevavi
e mi cullavi tra le tue braccia,
ritrovavo il battito del tuo cuore
e il dolce profumo del tuo respiro.

Quando piangevo
le tue mani erano Sante
e le tue parole m’addormentavano
di un sonno
che ancora m’è dolce e m’accompagna.

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