blog di Elio Ria

Ogni istante

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Elio Ria



poesia di Elio Ria, video by keischia

Vuoto a perdere

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Elio Ria

Non ho mani come le serpi
Volo come i pipistrelli
Sia dunque così com’è



Ho vissuto per non vivere
sulla scia del declino
Solo vuoto a perdere



Nella notte dei miei giorni
spero in un principio di alba
che curvi l’orizzonte

Se potessi

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Elio Ria

Incombe la notte con le sue fatiche
in attimi aridi e incerti
per ciò che non è stato


Se potessi allontare questa notte
che uccide tutto fuorché l'ovvio


Se potessi forgiare le mie parole
estirperei la rabbia dai miei occhi
nella silenziosa negazione di un momento

Momenti strani

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Elio Ria

ti chiedi tante cose
ti guardi intorno e ti stupisci
vorresti far qualcosa
ma ti senti immobile
per uno strano sortilegio


ti accorgi di non aver saputo guardare
e una musica si materializza
e non sai strappare un sorriso
e non sai usare le mani
e non sai piangere
vedi la terra disseminata di orologi
il tempo immobile nella roccia


immagini sbucciate
nella bellezza di un sogno
- distillato tanto tempo fa -
negli occhi imperfetti di un ricordo

Impressioni

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Elio Ria

mare_3_-_flickr.jpg



Così immenso eppur piccolo

Tu mare

sulla pellicola dei miei sentimenti

incidi parole urlate, accennate

dure come l'acciaio

soffici come il pane degli angeli

....e poi dimenticate

...e poi annegate nel tuo ventre

Videopoesia - La littorina dei miei sogni

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Elio Ria


Sono cieco

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Elio Ria

Vedo il mondo che non c’è
Nel cielo il sole di ghiaccio
Sulla terra i fiori di pietra

La mia anima
vaga nell’oblio
illuminata dal ricordo

Vedo l’eternità
muoversi verso l’infinito
imperfetto e senza identità

Vedo il tempo
morire
senza lasciar traccia

Come Hermes
attraverso ponti e fiumi
strade per la conoscenza

Vedo tutto
ciò che gli occhi
mi hanno negato

Vedo l’abisso
prendermi l’anima
Non sono più cieco

L'acrobata incosciente

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Elio Ria

Sul trapezio sapeva regolare
i secondi scanditi dal tempo
volteggiava con destrezza
prolungava il tempo a suo piacere


Un secondo,
figlio di un minuto bizzarro,
gli tese l’inganno
Accorciò la durata


Cadde
Per terra esangue
vide il tempo
che soggiogava l’eternità

Dolente eternità

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Elio Ria

eternit___-_flickr_0.jpg

Un uomo senza un nome
nel manicomio della vita
sradicò il cuore annoiato
dalle metastasi del dolore


Affrancato dal futuro
non temeva nulla
della realtà decrepita
dagli interminabili echi


Nella logica del silenzio
vibrava le corde del violino
su un ricordo d’amore
rubato da una Musa


Suonava per noi, per voi
Rivendicava una memoria
nella dolente eternità
della penombra del silenzio

Rosa

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Elio Ria

In un paese del Sud
diffidente e pettegolo
Rosa
era luce
offuscata dalle ombre
della maldicenza


Con il ventaglio rosso
vestita di nero
cantava la rabbia
di un cuore ferito
fra la gente
di un paese distratto


Dei tanti fiori del tempo
era il fiore amato dal tempo
che resiste all’oblio
e delizia la memoria

Ripetizione

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Elio Ria

Giorni che si ripetono
Notti che incalzano
Ore che non perdonano
Tempo malvagio che ripete
il suo tempo senza divagazioni
Ripetizione
senza memoria
del tempo
che non ha né fine né morte

Il morso della tarantola

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Elio Ria

Con il suono asfissiante dei tamburi
danza una donna sventurata del Sud
nella magia di una superstizione antica


Dal veleno della tarantola
vuole liberarsi con un rito antico
inventato in Sud prigioniero


Danza con in mano un fazzoletto
disegna nell'aria grandi figure
si dimena strisciando nella polvere


Il suo male non le dà pace
il fuoco della follia è nel suo corpo
i suoi occhi smarriti guardano il nulla


Nel nulla cerca il sollievo
invoca una guarigione che non c'è
la credenza ha vinto la sua libertà

La perversione del dubbio

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Elio Ria

Domande incessanti
sfiancano la ragione
vedo il dubbio nella luce
Cose che appaiono
Cose che non appaiono
Cose che sono nei sogni
Fallisco ogni tentativo
Troppi sono i codici
disseminati nella verità
Aggiungo ombre sulle ombre
attorciglio la ragione
nel filo spinato del dubbio

Allunaggio

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Elio Ria
Alluno nel sogno di una luna
Nel sogno
avanzano come zombi
i sogni degli innamorati delusi
Le ombre pietrificate di cuori lacerati
inginocchiano la luce
Universo contaminato
di sogni reietti dalla luna
Luna sorda ai desideri
Luna incerata dagli inganni
Luna solitaria al confine dell’amore

3

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Elio Ria

 

 

Non ci sei ed io mi perdo nel labirinto del nulla.

Il mio pensiero d'amore sazia la voglia di te.

L'ipocrisia del poeta

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Elio Ria

 

Leggo, leggo, leggo

versi d’amore perduti

parole che s’infiammano

cuori che si perdono

sconfinati dolori

sucidi ipotizzati

 

Mah…

 

Sia il poeta, che vuol essere poeta,

sincero col suo cuore

non giochi con la musa

Diriga bene la penna

Non provochi fastidio

Mondo immondo

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Elio Ria

Giudici deragliati

sull’ingiustizia preconfezionata

violentano le lacrime dei giusti

 

Preti senza dio

prostrati sugli altari

incensano la bestia

 

Chirurghi immortali

incipriano i segni della morte

alle vecchie baldracche

 

Immondizie napoletane

nelle tane dei topi mafiosi

mortificano la natura

 

Un mondo senza memoria,

confinato nella stupidità,

stuprato e violentato

Da quale stella fui favorito?

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Elio Ria

 

Voglio celebrare

la bellezza dei tuoi occhi

senza  cosmetici letterali

 

Voglio cantare l’amore

con le parole mai scritte

sui diari degli innamorati

 

Voglio ascoltare la musica di Saffo

quando il cuore danza la passione

nelle notti senza tempo

 

Voglio dirti – Ti amo

- come non l’ho mai detto - 

quando l’inverno cederà il passo

 

Questi miei versi non siano esagerati

nel cantare l’eccessivo ardore

datomi da non so quale stella

Semplificazione di un'idea

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Elio Ria

 

Amo le cose semplici

non avvizzite dalla superbia

nascoste nella quotidianità

di una vita senza bivio

 

Amo il cielo

che ho imparato a guardare

senza occhi

senza cedimenti

 

Amo gli alberi

compagni profumati

della mia solitudine

nascosta in un sorriso

 

Amo il sogno di me stesso

nell’inchiostro trasparente

di un verso impertinente

Il sopraggiungere lento del dolore

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Elio Ria

Il dolore era lì
sovrastato dal silenzio lento
di un silenzio ostile
per farmi suo per sempre

 

Non ho denari
per un’eternità surrogata
dalle voglie emerse
nella plasticità del cervello

 

Non so cantare il dolore
battezzato quando era gioia
ed era Primavera
ed era giglio

 

Dalla rupe di Leucade
strazierò le mie carni
nel peccato delle rocce
fredde e disumane

 

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