aria
come acqua è l'aria
sulle mani scivola-
si ritrae, torna
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Ci sono giorni muti
Ci sono giorni muti,
ottuso e chiuso
dentro di te è il silenzio-
la mente è vuota sì
ma della gioia
d'una speranza
d'un progetto
la penna abbandonata
non sa più scrivere
e poi di cosa?, ti domandi,
con rimpianto pensi
alla fertilità di ieri
di un mese o
di un anno fa
quando qualcuno che non sei tu
ti dettava parole
immagini
persone-
poi nevica,
goccia d'attesa
E' l'attimo che non puoi mancare
prima della fine
del ritorno a casa
dell'obiettivo mancato-
è fredda questa goccia
pericoloso
il rischio che si corre
all'inizio
o dopo nella corsa-
fa male
oppure può darti
la coppa e la vittoria
l'amore di tutti
vanità e denaro
turbini di feste
luci, promesse-
non importa se
non saranno mantenute-
sei pronto?
Non tentennare
la goccia cade
Prodigi
Perché abbiamo
bisogno di prodigi?
D'acqua che esce
dalle statue?
Di Madonne che parlano
e danno messaggi?
Di soli che ruotano?
Di esseri superiori?
Anch'io mi commuovo
e guardo, aspetto
e spero
anch'io come Kerouac
vorrei vedere il volto di Dio
ma tutto
non è già scritto
nel nostro cuore di Buddha?
Anniversario
Anniversario
E' una goccia
grande di sangue
il petalo rosso-
silenzioso è caduto
sul tavolo assolato-
lo lascio splendere
con la prima rosa
già un po' appassita-
in attesa
d'altri petali
e altri giorni

Inviato da dianella il 15 febbraio, 2010 - 18:26
All'improvviso
all'improvviso
si prosciuga
il lago della nebbia-
dalla terra nera
cosmici vapori
s'alzano -
attirati dall'argine
e da un sole opaco e bianco
solenni e leggeri
levitano
verso un sol punto
tutti insieme viaggiano
come anime cadute
chiamate
dalla luce che avevan perso
*
la farfalla
da giorni
una farfalla
le verdi ali sbatte
ma è solo il vento
Il giardino disabitato
Oltre la rete è il cielo della gazza,
già terra di nessuno-
sentinella del giardino disabitato,
sul fico immenso gracchia
a piccoli singulti,
la coda intermittente
batte il tempo
al passo col suo verso-
sulla neve solo orme di gatto
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l'edera
Di nuovo è verde l'edera-
secca e autunnale
selvatiche armonie
cantava al vento
Cibo e odori
La casa profuma
di cibo buono,
addomesticato-
dalla campagna,
cucina all'aperto del mondo,
giungono
misteriosi e selvatici odori-
è il cibo nascosto
nella terra
nei boschi
sotto i rami
attaccato alle foglie-
talpe
vermi
topi
piccoli uccelli-
il cane li annusa
li cerca
ritrova se stesso
e li divora
il suono della foglia
secco è il suono
della foglia che cade-
è già nel tempo
neve
mille splendono
diamanti nella neve-
in mano fiumi
Gelo sottile
C'è un gelo bianco
e uno più sottile
accennato
a tratti invisibile,
una patina nascosta
che ingrigisce
le foglie e i tetti-
lascia poche tracce
marca la terra
la sbriciola-
secca più che gelare,
privo d'acqua
si nutre d'aria
e d'altro non ha bisogno
Il pruno
Il pruno
spoglio, nero, freddo-
il nido vuoto,
ma pur sempre un rifugio
Nebbia azzurra delle 15,03
non è il tramonto
ma sui sentieri
cala una nebbia azzurra
come il cielo laggiù
vicino a quel chiarore rosa-
più densa ai lati dei campi
giunge con l'onda attutita
dei cani del paese-
io e Kia andiamo
su sentieri erbosi e acciottolati
tra fossi d'acqua gelata
e alberi neri
come la terra-
scomposta
in questa armonia assoluta
sento, sguaiata,
la mia voce
Qui e ora nella piccola piazza
Un angolo di Parigi
nel cuore di Bologna-
una piccola piazza appartata
d'una bellezza ovvia e sconosciuta-
cinque alberi antichi, spogli
otto panchine marroni
l'acciottolato in mezzo-
è vecchia, non antica,
remota d' altre vite
che nella sorpresa d'un tempo
non ancora finito
si mescolano
qui e ora con la mia,
in un vortice mattiniero e lento
di calmo abbandono
Acqua
mi attraggono
gli specchi d'acqua
gli acquitrini
le pozzanghere appena ha piovuto-
i fossi, i canali
i torrentelli
dove l'acqua scorre
ma lentamente-
il cielo mi piace di più specchiato
che nell'infinito spazio-
anche se è più scuro, più cupo
come il negativo di una foto-
anche se è lo stesso distante,
altro
dalla materia solida
di una strada
di un sentiero
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Acquitrini
C'è un acquitrino
in mezzo alla terra nera-
ci si specchiano alberi
lontani
e un cielo remoto
distante
forse già passato-
sto ferma
su questa strada-
la strada delle passeggiate
quando troppi pensieri si affollano
e non mi danno tregua-
anche l'acqua nel campo sta ferma,
se non la muovo
col mio cammino.
Dopo la pioggia
dopo la pioggia
specchi d'acqua
duplicano il mondo-
il cielo in terra
pioggia
Copriti.
Dice la pioggia-
non prendere
il freddo
del mondo





