Profezia
E ogni cento metri
c'era un usurpatore di preghiere-
costeggiavano una lunga strada
anche dov' erano le mura
della nostra chiesa-
si tentò di mettersi accanto a loro
per recitare la giusta, vera preghiera-
ma gli usurpatori della preghiera
avevano facce e modi minacciosi
che ci facevano paura-
poi notammo
che dove cominciava
un sentiero nel bosco
Le poesie di Allen Ginsberg
Le poesie di Allen-
come andare
a trovare un amico-
volergli bene
Gli scrittori beat ( poesia dedicata a Fernanda Pivano morta il 18 Agosto di un anno fa )
I beat vivono nel tentativo
non cercano la perfezione,
semmai il suo contrario-
rasentano l'errore,
scivolano, cadono
continuamente-
sbagliano
perché sono coraggiosi-
quando non accade
geniali, grandi e profeti
come Dostoevskij
.
.
*
Nella chiesa di Alberese
Nella chiesa di Alberese
per la prima volta nella mia vita
ho pensato
che il Cristo in croce,
che la rappresentazione del Cristo in croce
in chiesa e ovunque
ha uno scopo preciso:
ricordarci la sofferenza del mondo-
se non fossi entrata qui
nel caldo e nel silenzio,
se non avessi alzato lo sguardo
senza schemi
e senza idee,
se non avessi alzato lo sguardo
a questo piccolo
La nube
Sul promontorio
da tempo c'è una nube-
il suo destino
Al golfo di Baratti
Ancora al golfo di Baratti
ancora lo stesso prato
voci toscane
venditori
con la stessa roba
che nessuno compra-
ci sono i cani-
che qui si può portarli-
ombra, sole
famiglie
che prendon troppo posto-
al largo tuona
qualcuno dice” carica all'Elba”,
vuol dire niente di buono-
alzo lo sguardo
velato dal sole
dal verde intenso
marittimo dei pini
dalla gran macchia di pineta
La maremma
Mai partita
mai arrivata
la Maremma
è terra “ dentro”
Cicale
Suon di cicale
verso di sè mi porta-
là su quel ramo
farfalle
certe farfalle
son come foglie secche-
più d'altre inermi
prima dell'alba
Quattro rintocchi
l'ultimo ha un'eco lunga-
come un'attesa
La notte in città in tre piazze
Prima piazza
Una bottiglia
un nero
uno che parla una lingua sconosciuta
e poi che palle
una giornalista
che dice cose
tipo “bipartisan”
“la cooperativa”...
che palle-
c'è gente anziana
annoiata che l'ascolta
davanti a birre non bevute-
poi uno con un cappello tutto riccio
che sono i suoi capelli
con la ragazza che gli cammina dietro-
e i drogati non li vogliono
E c'erano due draghi
E c'erano due draghi
uno rosso
e uno blu-
più che due draghi
due mostri
ognuno si rappresentava
con una maschera
“da mostro”
da divinità irata,
ho pensato dopo-
io ero una di queste due
divinità irate
e mi pare indossassi
la maschera rossa-
l'altra con la maschera blu
mi fronteggiava
mi voleva impaurire
mi faceva le boccacce-
era una maschera che si muoveva
Il tuono
Il tuono
che dissacrante
spezza alberi
si scarica sulla terra-
l'apre
disotterando
antiche spoglie-
il tuono
che lento si spezza
in tante schegge fosforescenti,
diventa fuoco,
si tuffa sull'albero
vicino-
il tuono che spaventa
il cane ancestrale-
che in migliaia di vite precedenti
vagava selvaggio
libero
senza riparo
caverna
anfratto-
senza tetto, casa
padrone-
Nel luogo del selvatico
Ho il mio passo
che avverte che ci sono-
la mia gola ha parole non versi
per segnare il tempo-
la mia voce selvatica
è il silenzio e assomiglia
al grido del gabbiano
****************
Sul pioppo bianco
ferite o illusioni,
una divinità piccola
inginocchiata
devota a se stessa-
anni passati
vicino a questa chiusa,
fonte battesimale
di mille formiche
e cuculi,
insetti e pesci-
La lepre, me e te
La lepre dalla testa mozza,
il mio corpo, il suo corpo
fulvo di pelo
bello
all'ombra dell'albero
al riparo
tra l'erba tagliata
diventata secca-
pena
per quelle zampine
ancor così belle
come me
come te
come tutti-
la poesia a volte
onora la morte
e la vita
mischiate sempre insieme-
c'è questo vento caldo
questo frusciare
di chiome d'alberi
e la lucertola che lesta passa
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papaveri
la fila rossa
sotto l'argine a balze-
guerrieri o fiori?
Mantra
Non so se è il cuculo
a cantar questo mantra-
tre suoni ripetuti
una pausa, riprende-
non si stanca?-
s'allungano le pause
si riempiono d'altri canti
rabbioso
quello dei cani in poco spazio
stridulo
quello delle due rondini
che attraversano
questa parte di cielo
Nubi del Tintoretto
A cena
guardando oltre l'ampia finestra
le nubi vagamente rosa
del quasi tramonto
hai detto:
Il Tintoretto-
ho guardato anch'io-
che già guardavo là-
con gli occhi tuoi
annuendo ammirata
di te, delle nubi vagamente rosa
e del Tintoretto-
c'è stata una pausa
dentro di me
mentre guardavo le nubi
diventate del Tintoretto-
da dentro quella pausa
è nato un pensiero
Improvvisazione mattutina
Corale urbana
sottofondo
di macchine e uccellini
allegri primaverili-
campi, nebbiolina
pur nella giornata solare-
attendiamo giorni migliori
meditando ascoltando
non facendo progetti-
avete 24 ore davanti
per la meditazione-
dice il maestro vietnamita-
poi si fa improvvisamente
una specie di silenzio-
la macchina non turbina più-
ma poi riprende-
impasta, rivolta
25 Aprile
In quest'epoca
grigia, conformista,
omologata e razzista,
in cui ancor e ancora
si caccia, si insulta, si odia
solo per il colore della pelle,
il mio cuore batte
per chiunque
maldestramente
ma pacificamente si ribella
anche con un solo gesto-
a meno che gettare a terra
una maglietta
non venga considerato
un atto violento-
forse qualcuno
che non è stato curato




