Archeologo ho trovato
Archeologo ho trovato ossicini, cocci,
graffiti, immagini dell’inesistenza…
Congetturo? O è l’ombra di perdute forme? Tutto
in memoria vive, umano, animale,
allora saremo? La gloria polvere, la vittoria male,
e coito sogna coito perenne con la terra mare,
o ritorni a mani vuote, segnato dall’oblio?
Tu sorgi alla sobria viltà, raggio, in
postura erotica che mima,

Inviato da ciro vitiello il 23 giugno, 2009 - 11:17
La solitudine costringe
La solitudine costringe
in muta segregazione le passioni ribelli?
Hai tu l’immagine di infinito esente?
Scoppia la parola tutto testa fugacità, barbarie,
chi è dietro le quinte, stilla a stilla, orma
di orma, costruisco distruggo più astuta realtà,
tu vera nella cabala mai decifrata dal gesto
di un Dio umano, zigzagante il sentiero d’aceri
lungo il pendio, rosicchiato dai denti
Ho strappato la carta
Ho strappato la carta, la vita,
passata, futura? e non è la lussuriosa
delizia straziante? delibata vertigine,
finale di partita? pausa arsa la pietra angolare,
nessuna virtù preserva la roccia dall’erosione,
di te non resterà neppure l’idea,
a che fomentare il desiderio, l’arcano orgoglio?
È vuoto, sarà nulla, erompe imminente
la catastrofe della biblioteca cosmica,
Ciclico è l’assalto
Sapienza è monito che tutte le cose
hanno mutevole distanza e continua a nevicare
su questa storia senza vocali…
il tempo cala e tutto scende nell’oscuro sospeso
dettaglio gesto moto e sovrasta l’onta orrore
la vicenda è fatta polvere ormai fuggita
la gelida clessidra. All’enigma non do risposta
da illuminare le cicogne verso l’equatore
il vespro si china defettibile
Agostino
Porto nella memoria l’immensità del deserto,
mi lottarono due volontà,
la carnale e la spirituale, in balia dell’udito e dell’odorato
cos’ero? Obbediente mi ebbero gli istinti, felice
vaneggiai nelle tenebre della libidine,
e, in notti insonni, percepii il colmo della carne.
Fui nelle fornicazioni terribilmente solo, ti guardai
e ti scorsi, Forma, intera, la più antica e la più nuova…
Fiore dello spirito fu la luce che accende il giorno,
così chiedo, cerco, indago, batto alla porta,
mi è dato, mi è aperto.
Le rivoluzioni possono ancora
Le rivoluzioni possono ancora esplodere?
Il tempo è assetato di conoscenza?
La passione travolge la diaspora dei folli.
Dall’ansa respirano le piogge,
il mare è il più crudele dei peccati.
La luna di sale è sorpresa del mattino,
convulsa ai sensi turbati
quantunque si presenti in carne ed ossa
splendida- nasconde orribile demone
la mia spora tesa al pungente
contrario...
Toccando il seno
Toccando il seno della bellezza
mi sono ustionato!
Nulla resta del nido di passeri
o del galoppo di cavalli-
nell'occhio di Dio la parola è immagine dei silenzi.
Tutte le tue domande sono prive di risposte.
Ci portano i neuroni
Quanto si lascia contiene la luce di gardenia e di lillà-
il sole s'immilla nel quarzo di oceani deliranti,
ogni parola nuova è sommessa alla creazione di tempi
e di spazi...la lascivia non intacca l'anima dello scriba-
che fissa l'abisso per riportare il verbo a stimmate primitive.
Le avventure sconfinano nell'orrore di stolta ideologia,
chi ha eretto nottetempo la staccionata
che ci serra in vile geometria?
Ci portano i neuroni alla demenza.
Ho ancora la forza di
spingere oltre il muro...
(testo inedito)
Quale sapienza si nasconde
Quale sapienza si nasconde nelle pieghe
delle stagioni? La bussola priva d'ago
smemora le maree - disacerba
la perfidia delle mani che incidono
i muri di plastica, il ritmo delle carte taroccate
squilla sui sentieri delle viole.
Lascia l'isola per cercare l'ignoto - l'eroe -
grida essere i confini mai esistiti e mai esisteranno -
né più saltellano ideali dai fondi di casti
stranieri cui spetta il peso della mescolanza -
nuova aurora sorge
dalle turbolenze...
(testo inedito)
Vidi la libertà
Vidi la libertà inginocchiarsi
e leccarmi la costola più crudele -
l'eco del deserto chiese se mai fossi di me stesso
io stesso incorrotto, nel memore lindore di scritture -
la vita è colma di aculei, moto perpetuo
in opposti sensi del male.
E' destino andare a rovescio, sono i veggenti
che spingono ad assaltare la fortezza
mentre la putredine ci affonda - buio o luce
ci sta davanti? Lungo la tradotta
pungitopi riflettono
il dolore...
(testo inedito)




