| Tutti i migliori critici hanno commentato l'opera di Antonio Spagnuolo (la lista è talmente ricca che, da sola, basterebbe a indurre un immediato approfondimento), voce autorevole della poesia italiana, tradotta in numerose lingue. I suoi versi avvicinano all'arte e rappresentano un esempio alto di letteratura. La sua lunga attività poetica si è sempre svolta con coerenza ai massimi livelli e l'autore continua generosamente a donare il suo talento. Antonio Spagnuolo, le cui opere sono state pubblicate da prestigiose case editrici, costituisce un esempio di raro impegno per i tanti che amano la scrittura. | ![]() |
Sito web: http://poetrydream.splinder.com/
Nota bio-bibliografica
Antonio Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. Presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali, inserito in diverse antologie, collabora a periodici e riviste di varia cultura: Altri termini, Arte e luoghi, Gradiva, Hebenon, Il Cobold, Il Fiacre, Incroci, Issimo - l'immaginazione - l'involucro - l'Ortica - lo stato delle cose, Mito, Offerta speciale, Oltranza, Poiesis, Polimnia, Porto Franco, Terra del fuoco, Vernice.
Attualmente dirige la collana "L'assedio della poesia" e la rassegna "poetry wave" su internet.
Nel volume "Ritmi del lontano presente", Massimo Pamio prende in esame le sue opere edite tra il 1974 e il 1990. Nel volume "Come l’ombra di una nuvola sull’acqua", Plinio Perilli elabora un saggio sulle ultime pubblicazioni edite tra il 2000 e il 2007.
Tradotto in francese, inglese, greco moderno, iugoslavo, spagnolo.
Pubblicazioni
Volumi di poesia: "Ore del tempo perduto" - Intelisano - Milano 1953; "Rintocchi nel cielo" - Ofiria - Firenze 1954; "Erba sul muro" - Iride - Napoli 1965 - prefazione di Gaetano Salveti; "Poesie 74" - SEN Napoli 1974 - prefazione di Domenico Rea; "Affinità imperfette" - SEN Napoli 1978 - prefazione di Mario Stefanile; "I diritti senza nome" - SEN Napoli 1978 - prefazione di Massimo Grillandi; "Angolo artificiale" - SEN Napoli 1979; "Graffito controluce" - SEN Napoli 1980 - prefazione di Giovanni Raboni; "Ingresso bianco" - Glaux Napoli 1983; "Le stanze" - Glaux Napoli 1983 - prefazione di Corrado Ruggiero; "Fogli dal calendario" - Tam-Tam Reggio Emilia 1984 - prefazione di G. Battista Nazzaro; "Candida" - Guida Napoli 1985 - prefazione di Mario Pomilio (Premio Adelfia 85 e Stefanile 86); "Dieci poesie d'amore e una prova d'autore" - Altri Termini - Napoli - 1987 (Premio Venezia 87); "Infibul/azione" - Hetea - Alatri 1988; "Il tempo scalzato" - All'antico mercato saraceno - Treviso 1989; "L'intimo piacere di svestirsi" - L'Assedio della poesia - Napoli 1992; "Il gesto - Le camelie" - All'antico mercato Saraceno - Treviso 1992 (Premio Spallicci 91); "Dietro il restauro" - Ripostes - Salerno 1993 (Premio Minturnae 93); "Attese" - Porto Franco - Taranto 1994 - Illustrazioni di Aligi Sassu "Inedito 95" inserito nell'antologia di Giuliano Manacorda "Disordinate convivenze" - edizioni L'assedio della poesia - Napoli - 1996; "Io ti inseguirò" (venticinque poesie intorno alla Croce) - Luciano Editore - Napoli – 1999; "Rapinando alfabeti" – pref.azione di Plinio Perilli – Napoli 2001; "Corruptions" – Gradiva Pubblications – New York 2004 (traduzione di Luigi Bonaffini); "Per lembi" – Manni editori – Lecce 2004 (Premio speciale della Giuria – Astrolabio 2005, Premio Saturo d’argento 2006); "Fugacità del tempo" (prefazione di Gilberto Finzi) – Ed. Lietocolle – Faloppio 2007.
I volumi in prosa: "Monica ed altri"- racconti - SEN Napoli - 1980; "Pausa di sghembo" - romanzo - Ripostes - Salerno 1994; "Un sogno nel bagaglio" – romanzo – Manni editore, Lecce - 2006.
I volumi per il teatro: "Il cofanetto" - due atti - L'assedio della poesia - Napoli 1995.
Di lui hanno scritto numerosi autori e critici di fama, fra i quali Alberto Asor Rosa che lo ospita nel suo "Dizionario della letteratura italiana del novecento" e nei volumi della "Letteratura Italiana" (edizione Einaudi, 2007), Carmine Di Biase nel volume "La letteratura come valore", Matteo d'Ambrosio nel volume "La poesia a Napoli dal 1940 al 1987", Gio Ferri nei volumi "La ragione poetica" e "Forme barocche della poesia contemporanea", Stefano Lanuzza nel volume "Lo sparviero sul pugno", Felice Piemontese nel volume "Autodizionario degli scrittori italiani", Corrado Ruggiero nel volume "Verso dove", Alberto Cappi nel volume "In atto di poesia", Ettore Bonessio di Terzet nel volume "Genova-Napoli due capitali della poesia", oltre a Luigi Fontanella, Mario Lunetta, Giorgio Manacorda, Gian Battista Nazzaro, Giovanni Raboni, Ciro Vitiello e molti altri.
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Autore: Antonio Spagnuolo
Prezzo: € 10 |
Dalla prefazione di Gilberto Finzi
Luminoso e persino rutilante. Cerco, è evidente, gli aggettivi "giusti" per avvicinare la poesia di Antonio Spagnuolo, per ricondurre la sua ideale coloratissima luce napoletana alla dimensione fisica della grigiastra nebbia nostrana. Una luce che illumina ogni poesia, ogni verso [...]
La voce dello scrittore napoletano risuona nel silenzio rumoroso e spesso assordante che circonda oggi tutte le cose, della cultura o della vita, per ricordarci l'annientamento dell'illusione, il dileguarsi dell'inganno dei sensi, l'impressione insomma che tutto proceda verso la propria fine.
La sensazione che tutto navighi a vista verso ciò che non si vorrebbe vedere mai è tanto più viva nelle prime cinque poesie, ma procedendo nella seconda e più corposa parte del libro, si scopre che nella stessa solitudine verbale di Spagnuolo, nella eloquenza che funziona da schermo per questioni esistenziali non specificate, nelle voci acute che riportano un'angoscia, un desiderio, un tumulto del cuore, una vicenda personale che spesso brucia, si scopre – dicevo – un momento serio, un' "intermittenza" dei sentimenti che nella coscienza ingrandisce e non per caso si fa strada.
In questi versi Spagnuolo abbatte il suo gioco, mostra le sue carte segrete [...] è un pittore che maschera, con i colori, un suo disegno, lo ingrandisce, lo abbellisce, lo lavora. Allora le allusioni più esclusive, il ritmo che cresce e accelera, qualche svolazzo dodecafonico nella musica del verso, tutto torna, e finalmente si vede nella sua giusta dimensione un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita a quella cosa indefinita, incostante e difficilissima, che si chiama poesia.
A
Quali distanze riempiranno
l'impronta della nostra demenza
o veloci
sfuggiranno le misure di una deriva,
netto contrasto al canovaccio delle manie
che hanno sigillato il mio timore?
Tutto o niente,
qualcosa che frantumi il clamore,
goffo retaggio di quanto l'ultima mano insegue
sempre più incerta alle lusinghe.
Rimane un trucco nel fondo della scena
che ci contende,
per quel che siamo,
e lascia che la cronaca riveli fantasie sconvenienti
complici del buio che sopravviene.
B
Di me non resta altro che l'accadere delle forme,
sempre eguali,
in un percorso che trattiene l'unica parafrasi
di congetture,
accattivante e violenta.
Banalità che si realizza
dopo l'insulto degli anni,
una poesia senza soccorsi,
precipitata in verbi, fremente,
quasi una pazienza che blocca il tumulto,
che precede il verso,
per deformare il segno di follia
che mi costringe.
Il vuoto, l'assenza, ancora mi stupiscono
lontani dalla scelta.
I
Mi annullo e scivolo improvviso
dove la notte ha i fregi della quiete:
così la figura svanisce, a brandelli,
svanisce indifferente ed incerta.
Nascondo impronte più recenti,
tra miniature di volti e lo stupore
dei mattoni,
gli studi, la memoria, il sacrificio
di essere qualcuno,
e le promesse intentate
in quello strano presente che sguscia
ormai indignato.
Anche se diseguale l'orizzonte,
soffia il tempo assalti ed accordi nel respiro
che separa altri umori.
Attimo dolce
sul muro che mi rende straniero,
somigliante a mestizia.
VI
Qui, ancora sotto voce la tua vaga sembianza
ha le grida di assenze,
ha l'ebbrezza del delirio nell'incanto
appena simulato da un sospiro.
Dirompe quasi a gioco un Dio perverso
dai luoghi ormai fuggiti,
bellissimo Narciso intrappolato allo spazio
che mi fu concesso tra gli uomini e le cose,
stupore e smarrimento che mi azzera.
Discorso da dimenticare
così come il graffio lungo della giovinezza.
XIV
Verso il tuo pensiero scavo un piccolo segno,
che sia l'audacia di una spalla, una parola
che confonda i pastelli ad esplorare la malinconia,
mentre l'inganno degli anni ha rovinato il mio nome
sino all'ultima pagina.
Lievemente sorride al di là delle onde
uno sgomento,
mentre l'arteria disseziona il disastro
delle mie imprudenze.
XXVI
Che tu sia parola o musica è segreto del sogno,
è miraggio, appena simulato dal sospiro,
è abbaglio della vista
nella irripetibile storia degli incontri.
Lasciami bere le ossessioni della pelle,
nell'ubriachezza notturna:
ai limiti del ritmo gioco il timore
di brevi parole negli accordi,
nella mia porzione segreta, fra le tue ciglia
quando ritorni dirupo o luce che stordisce.
Festeggio la furbizia dei papaveri,
spoglio gli orpelli, disgrego ogni pastello
per il ventaglio dei petali,
mentre tu nuda confondi la mia rabbia
con le nuvole.
XXX
E' lento il tempo da scomporre in ritmi
che gli spazi comprende,
o l'incauto rincorrere la storia.
Sorridi ancora, finalmente ebbro
del rutilante calice, sbandando
quasi fossi nel giorno del giudizio
a raccattare stille.
Fra i tralci la tua carne indolenzita
scioglie delizie inaspettate, nude,
con passo dolce e discorde,
avanzando negli umidi presagi
d'una beffa.
Fugace è il bagliore, il suono sordo
ed incauto che svincola melodie,
nuove forze, e l'ardore di vene
ti ritrova delfino a rallegrarti,
scomposto tra sapienza e pudore,
nel gioco acerbo.
Sarà la sonagliera degli angeli
a conforto d'una buffa filastrocca
che si specchia nel fiume arrugginito
del rimpianto,
o bacia e morde l'ugola.
Ecco il tormento delle mani giunte
in armonia col tarlo dell'orecchio,
una realtà, un'immagine inattesa,
un'ombra che ricerca la pretesa
di comprendere quel che accade
al di là dello sguardo.
Tutto è fermo, inferno e paradiso,
nella bambagia rossa della vite,
e le parole sgranano le labbra
in balbettii sconnessi.
Ancora un sorso e le arterie ed i muscoli
saranno le misure in cui più acceso
scomporrai il tuo tempo.
Intervista ad Antonio Spagnuolo sulla letteratura contemporanea
di Annalisa Tantini (3 maggio 2007)
Teatro, prosa, poesia: personalità di spicco protagonista dell'universo letterario partenopeo che compare inoltre nel Dizionario della letteratura italiana del 900. Ricostruiamo la sua storia?
Innanzi tutto una piccola precisazione, con un pizzico di vanagloria che in fondo non mi appartiene. Perché limitare la mia personalità artistica soltanto all'universo letterario partenopeo e non accennare che il mio nome di poeta è, grazie a Dio, di diffusione nazionale con qualche puntatina internazionale?
Touchè! Mi scuso per la formulazione sminuente della domanda che effettivamente potrebbe ridurre la sua presenza letteraria al solo universo partenopeo seppur prolifico di talenti letterari.
Lei ha scritto anche testi teatrali. Cos'è per lei il teatro? Una sorta di indagine psicologica, un incontro di emozioni? Un espressione raffinata di elaborazione delle parole? Cosa viene messo in scena? Sogni o finzioni e paure interpretate?
R: Ho scritto soltanto un testo teatrale, perché non mi sento autore per il teatro. Nasco come poeta e sono cresciuto come poeta puro. L'aver scritto un testo teatrale è stata comunque un'esperienza affascinante, attraverso la quale io credo che l'autore cresca unitamente ai personaggi che viene plasmando per la scena. E' ascoltare le varie voci che partono dal palcoscenico per seguirle nel mondo della fantasia, rincorrendo sogni, accettando frustrazioni o conquiste, interpretando egli stesso le emozioni che scaturiscono dagli eventi narrati. Molto conforto io accetto dalla "psicoanalisi" perché ho dedicato gran parte dei miei studi all'inconscio ed al preconscio.
"Candida", "Dieci poesie d'amore e una prova d'autore", "Il gesto-le camelie", "Dietro il restauro", "Corruptions", "Per lembi", volendo citare solo una minima parte della sua storia poetica, ma, ancora, "Monica ed altri", "Pausa di sghembo", "Un sogno nel bagaglio" e naturalmente, "L'ultima verità" per menzionare l'opera narrativa: Antonio Spagnuolo si sente più poeta o più romanziere?
Ripeto quanto ho detto poc'anzi. Io sono un "poeta" e come tale amo presentarmi al pubblico, un pubblico che mi segue ormai da oltre 54 anni e che ama le mie "espressioni" liriche. La poesia è una ragione di vita, anzi per essere preciso di sopravvivenza, qualcosa che mi accompagna giorno dopo giorno, incredibilmente ora dopo ora, nella ricerca del "verbo" che sappia interferire nel dire.
Poesia come elemento prelogico. Quanto conta la psicoanalisi nella sua arte? E nella prosa?
"La poesia è legata all'inconscio, e l'inconscio è il luogo della poesia" questa è la mia fede psicologica: un tentativo di dare la parola a tutto ciò che si nasconde nella nostra mente prima ancora di divenire pensiero conclamato. Nel prelogico si nasconde senza palesarsi il timore della morte. Un timore che ci insegue e ci perseguita anche quando non ne abbiamo la percezione. Con la poesia lo spasimo si aggrappa all'eros in questa infermità del vivere per allontanare il timore di thanatos.
"Non ho tempo a correggere ricordi: corri al sussulto" da "La carezza". Cos'è il ricordo per Antonio Spagnuolo? E la passione?
Il ricordo guida ogni nostro esperienza umana. Attraverso il ricordo noi possiamo elaborare il presente con maggiore attenzione. Nel ricordo allora il rifugio per ogni nuova illusione, affinché resti viva quella che è stata la "passione" di un momento di vita vissuta. La passione intesa come sentimento carnale non mi si addice, nel mentre accetto quello che è e che deve essere l'Eros, sublimato nel mondo dell'Empireo. Qualcosa che si elevi e che ci faccia sentire spiritualmente migliori.
A chi si ispira? Sentimenti, ricordi, autori...
Difficile dire se vi sia una ispirazione precisa. Rielaborazione delle emozioni, ricordi di gioventù che riaffiorano, desiderio di rivivere attimi di esaltazione, riaccensione di momenti di amore giovanile. Lo stesso dicasi per gli autori che ho studiato e letto. E' un numero tale di libri divorati che non saprei più dire quale autore sia stato per me da guida o da suggerimenti."
Attualmente dirige la collana "L'assedio della poesia" e "Poetry wave" in Internet con Emilio Piccolo. Quali sono secondo lei le nuove scoperte letterarie?
Parlare di scoperte letterarie mi sembra un poco esagerato. Moltissimi sono i giovani che si cimentano nella poesia e nella scrittura, con competenza e con bagaglio culturale abbastanza ricco. Abbiamo dei fenomeni di successo di vendite che molto spesso non si accompagnano ad un duraturo e valido successo letterario, così come abbiamo (purtroppo) il battage pubblicitario delle grandi case editrici che sostengono volumi di nessunissimo interesse.
Qualche consiglio: se possiamo parlare di professione in ambito letterario, quali sono i passi da percorrere, le qualità e le caratteristiche da possedere?
I giovani dovrebbero prima di tutto leggere con grande attenzione gli autori che ci hanno preceduto. Assimilare modo di scrittura e incamerare le creatività varie. Condizione indispensabile per avere la "professionalità" è la grande cultura da immagazzinare: studiare , studiare, studiare, leggere, leggere, leggere. Infine il poeta deve avere il coraggio di tagliare senza scrupoli i suoi versi, dopo averli fatti decantare per giorni nel cassetto.
Sul sito da lei tenuto appare una pagina dedicata all'Associazione Antiarte 2000. Quali valori vuole portare? Qual è la mission? Parliamo della rivoluzione dell'estetica...
Aver presentato nel nostro sito "Poetry Wave" una pagina per l'Associazione Antiarte 2000 non significa condividerne le idee ed i messaggi. Ipotetiche manifestazioni rivoluzionarie della estetica sono sempre utopie che lasciano il tempo che trovano. Rimaniamo con i piedi per terra e continuiamo a cercare valori tangibili.
Ci sono nell'universo letterario di oggi antiartisti o tanto, forse troppo si muove secondo il magico oscillare marketing? Facciamo qualche nome? Un parere personale... Quanto il marketing influenza la letteratura e l'editoria italiana?
Non saprei quali nomi elencare. Il marketing influenza l'editoria, e purtroppo il pubblico si lascia affascinare dalla pubblicità a tutti i costi.
Arte conscia, arte inconscia. Studiata, narrata, architettata. Chi è Antonio Spagnuolo? Artista o antiartista? Quanto l'inconscio guida la sua arte e quanto la tecnica?
Domande tendenziose queste ultime. Non sono assolutamente un antiartista. Io credo di essere leggibilissimo e la mia scrittura non si avvale di artifici. In conclusione non è architettata secondo uno specifico modello. L'inconscio è un sottofondo che mi insegue e che all'apparire del conscio scrive la sua storia. La tecnica è soltanto frutto di un bagaglio culturale che si è andato costruendo piano piano attraverso anni di ricerca e di studio.
Nell' "Ultima verità" emerge un ritratto della sua terra in cui i colori ed il folclore divengono protagonisti quanto la vicenda narrata. Quanto ha contato la sua terra nelle sue opere? Quanto ha mosso la sua parola?
Napoli è la città più bella del mondo! Non lascerei questi luoghi per nessuna ragione, anche se sono cosciente che il sottobosco che la rappresenta è molto spesso un mondo continuamente alla deriva. I napoletani non sono tutti camorristi o elementi negativi. La stragrande maggioranza dei napoletani è gente per bene e che lavora, che fa il suo dovere e che paga le tasse. Un elemento che li accomuna è la grande bontà d'animo e la immensa illusione che li sostiene. Parlare di Napoli e dei suoi colori è parlare del sole e del mare, è parlare di una vita fascinosa e affascinante anche nella negatività.
Cosa vuol dire saper leggere e cosa ancora saper scrivere secondo Antonio Spagnuolo?
Saper leggere è qualcosa che non tutti sanno fare con raziocinio. Approfondire per rielaborare, leggere per ripetere, ascoltare per riferire! Saper scrivere è qualcosa di molto difficile...richiedo soltanto che sia possibile farsi comprendere!
Progetti futuri?
Mi preparo alla pubblicazione del mio nuovo volume di poesie dal titolo "Fugacità del tempo", con prefazione del caro e impegnatissimo Gilberto Finzi. Già il titolo potrebbe far intendere gli sviluppi della mia ricerca poetica e gli intendimenti di questo testo.
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Indubbiamente un grande artista, un onore averlo su questo sito.
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Scrivere è la liberazione dell'animo
Beh che dire, non è facile scrivere qualche cosa dopo aver letto tutto questo.
Di fronte a cotanta bravura e sapienza non si può che umilmente dare un grande
Benvenuto al grande Poeta
ricordi Viadellebelledonne (VDBD), il blog collettivo in cui ci hai onorato della tua presenza? Non l'ho disertato. Ho trovato un bel sito di poesia e mi ci sono accomodata.