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Pattyrose

Fuochi di ghiaccio

tormentano il cuore

fitte dolorose

cadenzate come orme.

Tracimano al di fuori

lembi di lingue infuocate

costruiscono insormontabili

piramidi di cristallo.

Racchiudono ormai

sentimenti usurati

vuoti di solitudine...

Silenzi d'amore.

Inascoltati versi

si alternano...

Ultimi racconti pubblicati nella sezione Narrativa

Il sito ufficiale della poetessa Alda Merini

10
Media: 10 (2 voti)
Alda Merini Le figlie di Alda Merini ci hanno inviato una email/comunicato per segnalarci la nascita del sito aldamerini.it, in memoria della madre. Molto volentieri pubblichiamo la loro lettera e segnaliamo ai nostri lettori il nuovo sito web che permette di conoscere meglio una delle autrici più originali e palpitanti della poesia italiana.
Alda Merini ha saputo, come pochi altri, entrare nel cuore della gente, non solo dei suoi lettori, ma anche di coloro che mai hanno sfogliato un libro di poesia. La sua figura particolare, il suo modo di parlare, i brandelli della sua esistenza che condivideva in pubblico, i bagliori di poesia che regalava fanno parte della memoria comune.
La Merini era un inno alla vita ed alla passione, al tormento ed all'incanto, come testimoniano i suoi versi e la sua avventura umana. Ha attraversato sofferenze laceranti, ha conosciuto il manicomio e la disperazione. Altri ne sarebbero stati schiantati. In lei, invece, erano fioriti la poesia ed un sguardo d'amore sul mondo. Di Alda Merini madre si può rammentare una sola frase che racconta una vita: "Quando mi separarono da mia figlia, gridai così forte per il dolore che le mie corde vocali restarono lese per sempre".

Questo il messaggio delle figlie di Alda Merini.

Gentile redazione di altramusa.com,
ci presentiamo: siamo Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta, le quattro figlie della poetessa recentemente scomparsa Alda Merini. I tristi rintocchi funebri delle campane del Duomo di Milano pesano ancora sui nostri cuori mentre ricordiamo quello che raccontava di noi: "Ho avuto quattro figlie. Allevate poi da altre famiglie. Non so neppure come ho trovato il tempo per farle. Si chiamano Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta. A loro raccomando sempre di non dire che sono figlie della poetessa Alda Merini. Quella pazza. Rispondono che io sono la loro mamma e basta, che non si vergognano di me. Mi commuovono".
Nonostante le parole della nostra amatissima madre, siamo onorate di comunicare che in sua memoria abbiamo fortemente voluto la realizzazione del sito internet www.aldamerini.it. Un'antologia in ricordo di Alda, un elogio all' "ape furibonda", alla sua figura di scrittrice e madre perché "Niente per una donna è più simile al paradiso di un figlio che le farà sognare l'amore per sempre...".
Saremmo grate se voleste pubblicare un articolo sul vostro giornale per comunicare quello che per noi è un modo di dar voce a nostra madre, alla sua follia e alla sua dolcezza, per farla parlare ancora perché non venga dimenticata.
Ringraziandovi anticipatamente per la vostra collaborazione, comunichiamo che il sito sarà on-line in ricordo del suo compleanno il 21 marzo 2010.

Le figlie di Alda


Clicca qui per collegarti al sito ufficiale della poetessa Alda Merini.

Sarebbe bello se, in vista del prossimo 21 marzo, chi ha amato Alda Merini lasciasse un commento a questo post, magari parlando delle emozioni vissute leggendo i testi della poetessa.
 
Testo segnalato

Viaggio d' Artista.

9.33333
Media: 9.3 (3 voti)

Come fa il peregrin curioso
voglio esplorar altre ignote mète
e far tesoro di paesaggi e odori
per ceder la notte al sano riposo.
Apprender dall’ estraneo altri costumi,
saggiar fiumi, scalar montagne
nutrirmi dei frutti di vergini campagne
e aver in dono magica esperienza.
Poi in ricompensa, al buon mondo,
darei le mie scoperte in dono
farei a immagini muta referenza

Iniziativa "Una poesia al mese"

10
Media: 10 (1 voto)

Aggiornamento del 10 marzo. Attenzione, per organizzare meglio il lavoro, comunichiamo che entro il prossimo 16 marzo procederemo alla selezione delle prime 6 poesie e delle prime 6 immagini. Preghiamo quindi gli autori di pubblicare quanto prima i loro elaborati relativi ai primi 6 mesi dell'anno (gennaio-giugno). Testi e foto verranno aggiunti alla plaquette virtuale provvisoria e saranno subito visibili.

Per salutare l'imminente arrivo della primavera, la redazione di AltraMusa ha deciso di avviare una nuova, piccola iniziativa: la realizzazione di una plaquette virtuale, come quelle pubblicate agli albori del sito.
Il titolo è "Una poesia al mese"; in pratica, ci si propone di selezionare 12 poesie e 12 immagini che verranno inserite in una animazione in flash sotto forma di libretto, con tanto di pagine da sfogliare. L'animazione sarà consultabile on line e potrà essere anche prelevata come file eseguibile, per essere spedita agli amici tramite posta elettronica (qualora si volesse, ovviamente).
Pertanto, per tutto il mese di marzo 2010, gli autori potranno pubblicare uno o più testi composti da un massimo di 14 versi (se suddiviso in quartine, il testo non dovrà superare i 12 versi), selezionando l'apposito tag ("Una poesia al mese"); analogo invito è rivolto agli autori di foto o quadri, affinché partecipino alla iniziativa.
Il tema è quello dei mesi, da gennaio a dicembre. Tuttavia, per non imporre limiti alla creatività, l'argomento non è vincolante e l'attinenza ad esso rappresenterà soltanto un elemento preferenziale nella scelta delle opere.
La selezione verrà compiuta dalla redazione di AltraMusa.
Per avere una idea della plaquette virtuale, cliccare qui. Per sfogliare il libretto, fare click con il mouse sugli angoli delle pagine.

La signora del banco di pesce

0

Per tutte le volte
che ho spento le luci,
sulle strade del paese
per tutte le volte che
un prete mi ha detto
che era ora d'andare.

Ora davanti a questo bancone
guardo gli occhi della donna di Pisa
con i capelli lunghi e lisci
con il suo sorriso fatto di miele.

Per tutte le volte
che mi hanno colpito alle spalle
per tutte le volte che ho tradito
o venduto il mio nome.

Stanotte ho vissuto la morte

0

Ho vissuto la morte
stanotte
Veniva carica di silenzi
a spogliare creature
a scarnificare dalla carne
tutte le ossa
con dita di fiori
I petali
cadevano piano
sull'anima chiusa
da lunghe canne d'argento
sonore
Strane melodie
scioglievano il nulla
in oscuri lamenti
flebili sottili
tra vapori di nebbia
e fili di strazio
Costruirò un'armatura
impugnerò formidabili armi

La morte con dita di fiori

0

V'era nel sogno
desiderio di morte
Così vorrei che venisse
le ossa
a spogliare dalla carne
Con dita di fiori
Con fiori tra le dita
rose viole gardenie orchidee
e tutti i fiori dei prati
Come in un sogno
così vorrei
senza dubbi o timori
che mi sfiorassero
venti gentili
danzanti sui prati
profumi di mare
lampi di sole
mosaici di colori
suoni di chitarre
angeli in coro

Il fratello maggiore (Lc. 15, 11-32)

0

Il fratello maggiore
stanco di soma di fatica,
dai campi ritorna
in sua ricca, paterna casa.
Ma ecco che improvviso
vocio di suoni, di canti,
di festa lo blocca
in su la soglia.
Esitante chiede ai servi
il perché di tanta gioia.
“E’ tornato tuo fratello” –
rispondono eccitati.
Impietrito da insana rabbia,
d’amara delusione,
accusa il padre
di peso d’ingiustizia
elencando

Nella memoria d'un sospiro

0

E’ laddove le allodole
salutano il vento
e quell’alito muore tra le nuvole,
stanco di confondersi al cielo,
che è l’amore.

Nella memoria d’un sospiro,
dove l’esserci gioirà di noi
e nel tempo d’un sorriso,
chiuso in una goccia d’infinito.

E’ dove
saluteremo sterili inganni
e inventeremo caparbi,
l’essenzialità d’un attimo,
corroso dagli anni,
e il ritorno alla melodia

Tana

0

Tana di parole e morbida musica,
profumano dolcezze nel rifugio,
rallentano battiti amari,
condensano emozioni vaporose
intorno al nucleo di colore nuovo.

Mi chiudo in neutra placenta,
ricarico lo spreco di svendute energie,
fisiologica difesa di senso smarrito,
'chè il pensiero ha preso un'altra strada
e mi sono persa nell'assurdo.

Arrabbiato Io chiama stupefatto

Quel raggio di sole...

0

Bussano alla porta
le ombre del passato:
in silenzio, con passi leggeri,
come granuli furtivi...

In pesanti accordi
inciampano
e, solo il riverbero d'un pallido sole,
scalderà il fugace istante...

Le rughe del tempo
consacreranno
nel tiepido raggio
una chimera...

Rosemary3

i miei amori con la luna

0

I miei amori con la luna


di rossi fuochi intriso e lento,
sia tu benedetto inverno, occhi di bimbo acceso,
tu ventre sempre incinto di mia curiosità,
che sotto i bianchi campi scavo per uscir fuori di me,
luna nascente all'alba, e tu prepari fiori, ed erba verde

fresca nel mattino sei lodata primavera,
che dolce mia compagna non sei stata invano,

I poeti non esistono

9
Media: 9 (2 voti)

Vorrei che qualcuno la vedesse
questa mia creazione
vorrei che qualcuno condividesse
il mio fragile pensiero
che non ha niente di definitivo
è solo un ragionamento
sull'origine di una forma d'arte
che qualcuno chiama ancora poesia
ma è proprio questo il bello
sta proprio qui il dilemma
che non mi lascia in pace un momento
i poeti non esistono
sono diventati chimere

Angoscia

0

Forse che la luce non filtra
tra le persiane chiuse
per illuminare le nostre miserie ?
E ancora speranze si adagiano
sulle cose di tutti i giorni,
alza gli occhi verso il soffitto
e spera che si apra di cielo e di aria.
Ma tu vuoi restar chiuso
nel tuo uovo di morte
e senti che ormai fuori non aspettano te,
resti tra le tue parole
e chiudi gli occhi
per cercare un buio più profondo

Inno a caotica Gioia

0

Viver in bilico
tra sogno e realtà,
non trovar pace,
non seguir serietà.
È ciò che al mondo
voglio gridare,
libera gente
di correre e andare !
libera l’ aria,
da insane misture,
liberi i pavidi
da immani paure.
Libero il mondo
da eteree catene
morte all’ oblio
distrutte le pene.

Ale.

Come la mosca

8
Media: 8 (1 voto)

Premessa:

Angoscia

9.33333
Media: 9.3 (3 voti)

Da qui voglio uscire
Da questo labirinto di specchi
Dove mi agita il pensiero
Da questo intrico di fili
Dove il cuore non trova parole
Da questo immane di flashes
in cui il mio tempo non vede disegno

e il viso ch'è serio nel sorriso mi piange
Da qui
Voglio uscire.

Salubre Matrimonio

8
Media: 8 (1 voto)

Da quando sono sposato
tutti dicono sia diventato più alto
di circa trenta centimetri
anche se io non m’avvedo di tale crescita
inoltre ho acquistato un fascino
così irresistibile che un giorno al bosco
persino una cerva voleva copulare con me
-Mia moglie è diventata così gelosa
che m’ha obbligato di indossare
un passamontagna o un lungo cilindro da chef
pur non essendo nè un bandito

Equivoco

8
Media: 8 (1 voto)

M’abbracciò,vellutata mi baciò
poi danzante andò in cucina
a prendere un vaso
per i fiori che ancora
emozionato tenevo in mano
-Fu in quell’attimo
che il suo cane geloso
scodinzolante ai miei piedi
emise nauseabonde flautolenze
e s’andò a coricare
fingendo profondo sonno
lontano sul tappeto
-Ancor’oggi cerco le parole
per ripulire dai veleni
la poesia di quell’attimo

Orride streghe ubriache di voglie

8.5
Media: 8.5 (2 voti)

Piccole orride streghe
volteggiano nell'aria
lievitano su fiumi e laghi
senza fare rumore
Nel silenzio assoluto
evocano antiche magie
nel rosso della notte
Incendiano tenebre
Scatenano tempeste
in vortici di follia
Non si lasciano vedere
sentire o toccare
Perfette malefiche
malvage equilibriste
ubriache di voglie
di danze e di sfide
nei giochi d'amore

Nell'azzurro di Giugno tra nuvole colme di fiori

7
Media: 7 (1 voto)

Lassù nell' azzurro
ad un filo appese
nuvole di zucchero filato
gonfie di sogni e di fiori

Lo sciabordio delle onde
accarezza dolce lo scafo
d'una piccola barca
vagabonda nel vento

Un marinaio innamorato
il bel viso in attesa
alza tutte le vele
verso l'isola del sole

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