La poesia della settimana

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Poesie scelte

La poesia della settimana

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Di pregevole effetto e disinvolta originalità sono le note predominanti della poetica di Korus. Questa settimana la scelta si è concentrata su una poesia, che mi ha particolarmente colpita: "Sulla strada di Emmaus".
L'autrice, con note metaforicamente essenziali e immediate, ci conduce nel mondo interiore della sua anima: "la strada di Emmaus", cioè il cammino di ogni uomo verso una fede più profonda e autentica, che l'autrice ripercorre in questi versi, dall'inizio alla fine.
Si affida ad essi con grande afflato lirico e significativo, soprattutto quando ci confida che: "Larve di pensieri / ingombrano la testa di / un viandante sognatore". Enigmi che sgorgano da un cuore pieno di sogni e che non lasciano spazio ai pensieri, i quali invadono la mente anche se, andando verso una nuova strada, non si conosce mai il vero senso della vita.
Un tema che la ispira profondamente, fino al punto di condurre in piena consapevolezza la sua stessa identità verso "strade polverose / con l'intima speranza / di tramutarli in oro", fino al raggiungimento di una delicatezza estrema di sentimenti, particolarmente coinvolgenti.
Nascono, quindi, un bisogno sublime e un intimo sentimento di speranza di condurre quei pensieri che soffocano "l'io" verso un luminoso e armonioso riscatto.
Versi carichi di forte tensione emozionale e spontanei fanno di questa lirica una straordinaria miniatura di sensazioni, impreziositi dalle suggestive evocazioni delle immagini.

Recensione di Rita Minniti

 

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Redazione

 

nuovo.gifRicordiamo a tutti gli utenti la iniziativa sulla fibrosi cistica promossa da Guido Passini, che ha già raccolto adesioni superiori alle aspettative. Per ulteriori informazioni, cliccare qui. Per leggere le testimonianze-racconto scritte da Guido, fare click sui seguenti link: "Fibrosi cistica - Ma perché proprio a me?", "Ma perché proprio a me? Atto secondo... un mettersi a nudo".

 

nuovo.gifInformiamo gli utenti che è stato pubblicato l'e-book di Rosazzurra, intitolato "Il respiro dell'acqua". Per leggerlo, cliccare qui, oppure fare click sul link "Plaquettes virtuali" situato nella parte alta della colonna sinistra.

Le prossime plaquettes saranno quelle di Rita Minniti, di Patrizia1973 e di tina, che verranno pubblicate una a settimana.

 

nuovo.gifGrazie a Cristina, cresce la nostra libreria di e-book in formato pdf stampabile. Questo l'elenco dei files attualmente disponibili:

 

"Antologia della poesia erotica" (clicca qui per scaricare il file);

"Un racconto di nome Alice" di sortilegio (clicca qui per scaricare il file);

"Allacciarsi le scarpe è pericoloso..." di Matteo Lorenzi (clicca qui per scaricare il file);

"L'assedio degli hakeron" di Matteo Lorenzi (clicca qui per scaricare il file);

"Gli Haiku di AltraMusa" (clicca qui per scaricare il file);

"The Eternity Of A Kiss" di Fernanda F. Rocha (clicca qui per scaricare il file);

"Idioma de amor" di Giunone Giove e Deva Atasa (clicca qui per scaricare il file);

"Come una foglia sul fiume" di isher (clicca qui per scaricare il file);

"The Movie" di mirella crapanzano (clicca qui per scaricare il file);

"Quando il gioco si fa duro" di Matteo Lorenzi (clicca qui per scaricare il file);

"Il racconto rubato" di Matteo Lorenzi (clicca qui per scaricare il file);

"De fellationis historia" di Rullianus (clicca qui per scaricare il file);

"Provate ad immaginare..." di Ignazio Amico (clicca qui per scaricare il file).

 

E non finisce qui: Cristina ne sta preparando altri.

Fuggi mio spirto e grida al firmamento

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Lillovocedalsud

Fuggi mio spirto e grida al firmamento.
Il ciel d’oscuri lumi circondato
non piangerà ne riderà beato
al cuor che soffre pel d’Amor tormento.

E se, animo, dal ciel sarai ammaliato
al brivido indurrà il tuo corpo il vento,
il grano al suo sinuoso ondeggiar lento
e muggierà scrosciando al cuor velato.

Velato da una falsa primavera,
dall’esigenza umana di un Amore
che è vera linfa, ciò in cui più si spera.

Se fuori batte il vento, dentro è il cuore
a rendere me inerme all’Infinito
ch’è dentro me, ma che cercavo fuore.

La première fois…

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gillian

Eri con me
una sera lontana
i tuoi occhi vogliosi nei miei
primi timori di un cuore impazzito
un bacio chiedesti
e labbra salate e calde
iniziarono una danza leggera

La marea ci fu amica
le onde cantarono una dolce nenia
mentre gli scogli complici nascosero
due ragazzi…due corpi …due anime…
E per la prima volta fu amore.
armonia si, delle note del cuore,
passione si,
forte e violenta si,
un corpo nell’altro
mani in carezze seducenti ed ardite
le tue mani segnavano i confini del mio corpo
la tua bocca sembrò contare uno ad uno
i centimetri della mia pelle bianca di luna

Pelle di luna mi chiamasti
mentre nella salsedine profumata nei miei capelli
affondasti il viso ancora ragazzo
godendo il tuo primo esser uomo…

Il suono dell'amore

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Guido Passini

Inedita - 10/05/2008 

 

 

Le mie mani delicate

a pettinare morbidi capelli

che paiono seta.

 

Le mie dita affusolate

carezzano le tue labbra

per poi baciarle

morderle,

ed ancora baciarle.

 

Carezzandoti il viso

osservo i tuoi occhi

profondi, dolci,

sensuali.

 

Senza proferire parola

ti stringo a me

baciandoti la fronte,

socchiudendo gli occhi.

 

Ti carezzo le spalle,

scendo

lungo i fianchi

sussultando.

Ortigia

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tiziana mignosa

.

Nella silente notte estiva
timida
candida luna
rifletti la tua immagine tremula
acqua di sale
e mare ovunque.
.
Appari maestosa sui tetti di rosse tegole
tra stradine strette vestite di nuovo.
.
Ortigia
isola dal rinnovato fascino antico
ti svegli al chiasso della notte che viene
pronta a vivere tra baldoria e allegria
aspettando il chiaror del giorno che nasce
per tornare a dormire.
.
Fiori come gioielli
alle finestre aperte
misteriosi locali
come sorrisi
tra vicoli sconosciuti e bui
parlano di te
e della tua bellezza senza tempo.

.
Dalla raccolta antologica Donne 2007

Videopoesia - Così

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sempresveva


Cosi ho vissuto

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stargazer

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Cosi ho vissuto
dopo aver scardinato
scomposto
porte d’indifferenza
tra baci notturni
tra vapori d’innocenza
Ho la condanna del pittore
ritrae con traccia incerta
stupidi mortali
anime appassite
angeli spiegazzati
dove il mondo su tela
lo puoi vedere a rovescio
Io ricordo giorni neri
spietati inverni
........ eppure
come imprudente viaggiatore
ero stregato dalla vita
Colpito da frecce
di volontà
ho la sagoma dell’attore
spio la vita
sono l’eroe e il bandito
manichino sonnambulo
l’ubriaco dai passi incerti
Cosi ho vissuto
in questa vita carcassa
pittore
con sciami di sogni
da colorare
attore
che vive un giorno
e cent’altri muore.

PRINCIPINI DEL FORO

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Rullianus

IL CIVILISTA
(sonetto caudato)

Quasi sepolto dai suoi scartafacci,
dalla polvere vecchia di vent'anni,
stassi il Procurator, tra mille affanni,
a consultare codici e brogliacci.

Vuol dar sollievo a tanti altrui malanni,
ma non riesce a uscire dagli impacci:
non v'è una soluzione che s'affacci,
per finire il giudizio senza danni.

Cerca allor nel Digesto e in Cicerone,
senza trovare alcuna via d'uscita,
perché torto gli dà la Cassazione.

Ma spesso i forti la Fortuna aìta:
chiama il Collega e dice: "Transazione!",
ché anche l’altro può perder la partita.

Finalmente è finita!
con due colpi la causa si cancella;
non resta che stilare la parcella.

^^^^^^^^^

IL PENALISTA
(sonetto caudato)

Impegnatissimo, molto agguerrito,
usa la toga con gran portamento;
la borsa gliela porta un macilento
giovin collega, sempre più avvilito

Fa sei processi al dì, tutto impettito,
sollevando eccezioni ad ogni istante
di merito e di rito al giudicante,
che le respinge sempre più stizzito.

Se deve solo chiedere un rinvio,
parla mezz'ora con foga impetuosa,
dicendo che sta male un vecchio zio.

Se potessi

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Elio Ria

Incombe la notte con le sue fatiche
in attimi aridi e incerti
per ciò che non è stato


Se potessi allontare questa notte
che uccide tutto fuorché l'ovvio


Se potessi forgiare le mie parole
estirperei la rabbia dai miei occhi
nella silenziosa negazione di un momento

Haiku: Festa della mamma

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Filippo Salvato...

sentito amor
nell'animo profondo
Auguri mamma

Frammento

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Rita Minniti

Purplesakura.gif

Da ( Nei vicoli di un'anima 2001)

 

Ricordo quella notte…
c’erano le stelle!
Il vento appena
soffiava timido
tra le foglie dei ciliegi
quasi…
per non far rumore.
Poi tacque il buio,
scese fine la pioggia,
ma forse era il pianto…
e quel frammento,
nostalgico,
è rimasto inchiodato
nella nebbia
della mia solitudine!

 

La favola della birreria San Marco a Belun 2° parte.

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sortilegio

L'uomo si presentò come Giuseppe, dicendo che era di Pescara e si dimostrò molto simpatico e cordiale, tanto da offrire da bere e un panino alle due ragazze.
Parlarono molto e lui raccontò di essere di Pescara.
Si instaurò subito un rapporto di cordialità tra i tre.
Scoprirono che lui abitava ad una casa sotto il Ponte degli Alpini, accanto ad un torrente.
Aveva la passione della canoa e fece una proposta oscena alle due ragazze, una gita in canoa sul torrente, sino alla confluenza con il fiume Piave.
Tiziana, matta come al solito, si dichiarò subito disponibile, Francesca frenava molto la cosa.
Si lasciarono dandosi appuntamento per il giorno dopo.
Il pomeriggio però accadde una cosa strana, incontrarono Fiorenza.
L'incontro avvenne al bar Cristallo e Fiorenza lasciò di stucco le ragazze.
- sentite ho appena parlato con la federazione pare che Giuseppe sia una spia del kgb.-

to be continued

A mia madre

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Grisby60

Lo devo a te questo mio essere vitale
pronto al sorriso ed alla comprensione
forte d’una perenne ansia di sapere
duro nel combattere il destino
aperto al vento lieve delle gioie
disposto ad affrontare i gorghi del dolore.
.
Lo devo a te che mi hai dato un libro
dote per farmi aprire al mondo
per essere della conoscenza al centro
per far della mia mente un lucernaio
pronto a catturare le luci della notte
e farne il lume per le giornate buie.
.
Lo devo a te se ho conosciuto amore
quello che ha sapore d’essere universo
vestito di gesti e frasi senza inganno
e agli occhi da il pieno d’esistenza
quell’amore che sa vedere il fondo
della certezza d’essere un compagno.
.
Lo devo a te il mio essere vitale
che della morte non hai avuto gelo
guardando del suo arrivare il tempo
con la fierezza di chi sa d’essere vivo.
Lo devo a te se sono stato in grado
di rendere l’amore che hai saputo dare.

..

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Rosazzurra

@@@@

girasoli01.jpg

Mamma,
la tua parola è tutto un dire
ci riempie di conforto
ci coccola
e ci incoraggia...
*
Ma -
la vita in un attimo cambia,
puoi essere stata la mamma migliore
o solo una mamma infelice,
e tutto diventa difficile...
Hai bisogno di tutto
come il bimbo neo nato,
e occorre esser pronti:
accettare la malattia,
allieviare la sofferenza...
Ma non eravamo preparati,
tutto ci porta a pensare,
a penare,
egoismo... apparenza... costruttori d'alibi
e quante incomprensioni,quante difficoltà...
Può apparire semplice,
ma la vita d'ogni giorno è tremenda.
*
Ho affrontato tutto...
solo parlare a persone sane è impossibile !
E il domani mi fa paura.
Però ad ogni tuo sguardo,
ad ogni tua muta parola
il silenzio tuo urla il terrore dell'abbandono!
*
Non succederà.
Non sarò io la causa del tuo dolore.

Mamma... poesia per te

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Daniela Rossodisera

inedita 10.05.08
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mammearte3.jpg
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Tra alti e bassi siamo qui,
ancora insieme a parlare
a gustare i giorni
a raccontarci cose.
Dopo insegnamenti
ed educazioni,
dopo litigi e grida,
pianti, dolori e abbracci forti
di tante cose una più ti ammiro,
la brillante luce
che sempre s’accende
negli occhi tuoi castani
quando ti chiedo di raccontarmi,
ancora,
di noi tre da bimbe.
Si ferma il tempo,
svaniscono i lunghi giorni
ed i più recenti affanni,
torna uno speciale sorriso
e sul volto tutta la gioia
dei primi passi tuoi di mamma.
Mai un rimpianto tra le tue parole,
solo immenso amore
per il prezioso dono delle tue creature.


…e vorrei tanto provare anch’io
quella gioia intima del miracolo
di tenere tra le braccia una parte di sé.

MADRE E FIGLIA

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dolceglicine

 

 

Costruiva fiori finti
per poche lire
serbate in una busta
tra la biancheria.
Aveva le mani stanche
a far tardi la notte
con i suoi fiori
anche nel letto.
Prima di andare a scuola

portavo il caffè
alla mia mamma formica,
un gesto bambino
che lei ricambiava
nei giorni di festa.

La caída del hombre…

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Giunone Giove

 

 

La caduta dell'uomo… 
 
La mia anima persa tra ombre 
sprovviste dell'essenza della vita 
ho vissuto false illusioni 
in questo mondo di agonie 
 
Alcune mi sono state date 
altre le ho costruite… 
 
Ho amato ed odiato il prossimo 
Ho lasciato indietro il mio spirito,
 per dei sogni imposti .... 
per una dualità incomprensibile 
in questa manifestazione di usure 
e continue tribolazioni 
 

 in questo… 
 
Il mio corpo sia testimone di alchimie 
carenti di vita, 
potere e fama effimera 
sono finito in delusione 
 
E che cosa ho ottenuto? 
 
In ogni stagione 
Sola arroganza 
e fugaci piaceri 
in calendari di perdizione! 

a mia madre

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Cristina

Ho smesso da tempo
Il dialogo con l’altro corpo;
Il tuo, mamma.
.
Madre parola, madre mia,
Madre, mamma...
Ripeto e vibro sul filo del richiamo

.

Madre quotidiana, testa bianca
Senza bocca né occhi
Madre senza corde vocali né vocaboli
Dal volto deserto in deserta solitudine
.
Madre rammendo dei miei pensieri
Mai stanca di rabberciarli
Madre banconota faticata
Tra i dolori altrui che ancora strattona

Questo mio utero parlante,
E di pianti e parole e domande e figli
-Quando fu il mio momento di gioia-
.
Che cosa avrei dato per raggiungerti
Forse capirti e mescolare la tua voce
Con la mia voce, e la tua parola
Come fosse la mia...
Finalmente.
.
Mia scura percezione,
Parte di te in me ti sei già presa;
Madre della mia parola ombrosa
Corpo che ondeggia nella verticale della vita
.
Smisurato amore ci scorre nel sangue.
Solo una parola, una sola
Ci metterebbe, finalmente in salvo.

Il silenzio

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Antonella Poleti

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Mi abbraccia
il silenzio
compagno di sempre

 

Scivola
carezzandomi
sull'altalena dei sogni

 

-Interrotto soltanto dal tuo lieve respiro-

 

Oltre le nuvole
candidamente soffici
vivo...

 

inebriante serenita'